2022
Sul finire dei suoi primi dieci anni, qui compiamo una piccola rivoluzione, abbandonando il nostro formato classico – quello del magazine culturale a cadenza vagamente quotidiana – per presentare ogni mese un solo saggio e un solo racconto. Da queste pagine 24 autori ogni anno proporranno il loro filtro sul reale, manipolando inevitabilmente la personalità di Dude mag: ed è una cosa che ci rende enormemente curiosi.
2022
01 gennaio
Dude Mag
03 marzo
Alessio Giacometti
05 maggio
TBA
TBA
06 giugno
TBA
TBA
07 luglio
TBA
TBA
08 agosto
TBA
TBA
09 settembre
TBA
TBA
10 ottobre
TBA
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11 novembre
TBA
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12 dicembre
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2022

Decennio nuovo, rivista nuova

Una rivista deve cambiare attraverso il filtro che i suoi collaboratori fanno del mondo che c’è lì fuori, oppure muore.
Dude Mag si è concessa il vezzo di tante piccole morti e altrettante rinascite. Ha ripristinato la propria esistenza con l’immersione nella scrittura e nella visione di decine di nuovi collaboratori, continuamente, a partire dal 2012. Nel frattempo ha giocato con altri formati, creando un vero e proprio ecosistema laboratoriale: inaugurando una delle prime gallerie online d’arte contemporanea in Italia – asa nisi masa –, una serie pensata per web – the pills –, un festival dedicato ai creatori di contenuti più interessanti di Roma – bellagente –, e fondando un’agenzia di comunicazione – dude – che collabora o ha collaborato con partner quali Treccani, Ultimo Uomo, Nationhood, Macro, Slam Jam, Mattatoio e tanti altri.

Sul finire dei suoi primi dieci anni, qui compiamo una piccola rivoluzione, abbandonando il nostro formato classico – quello del magazine culturale a cadenza vagamente quotidiana – per presentare ogni mese un solo saggio. Da queste pagine 12 autori ogni anno proporranno il loro filtro sul reale, manipolando inevitabilmente la personalità di Dude Mag: ed è una cosa che ci rende enormemente curiosi.

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Dieci anni fa l’editoriale del numero zero, ancora di carta, terminava citando una breve poesia di Borges: 

In quel preciso momento l’uomo si disse:
che cosa non darei per la gioia
di stare al tuo fianco in Islanda
sotto il gran giorno immobile
e condividere l’adesso
come si condivide la musica
o il sapore di un frutto.
In quel preciso momento
l’uomo stava accanto a lei in Islanda.

J. L. Borges, Nostalgia del presente

Era un tentativo pieno di speranza di essere più presenti e coinvolti nel destino di una città, Roma, che pareva dormiente ma piena di vibrazioni positive. Quella speranza sembra oggi più ingenua di quanto non ci sembrasse già in quel momento. 

Nel frattempo il soggetto della nostalgia sembra essere scivolato dal presente al futuro. Raccontare la contemporaneità richiede uno sguardo altro, alieno a essa, consapevole di esserci dentro ma capace non venirne risucchiato mai fino in fondo. È solo proiettandosi verso il futuro che può essere critico verso il presente e in questo momento quell’occhio, rivolgendosi al futuro, vede così poco da essere angosciato e timoroso, consapevole che la definizione stessa di futuro è ormai vuota di senso, che il futuro non è più un tempo infinito nel quale può accomodarsi tutto il campo delle possibilità. 

Se è vero, come è vero, che dovremmo ignorare le mura di cinta delle generazioni e delle città, questo nuovo percorso di Dude Mag cerca di mischiarsi a una nuova complessità: non c’è una generazione che ha perso le speranze ed ha nostalgia di un futuro che non riesce più ad immaginare se non nella forma di un melodramma distopico; non c’è una generazione piena di volontà ed energie che sta costruendo un futuro sostenibile disarcionando retoricamente il marcio dalle poltrone. Ci sono – e saranno anche su queste pagine – persone che continueranno a interrogarsi, con veloci passi indietro e altri passi in avanti, come un’edera che a tentoni cerca il suo posto all’ombra.

Valeria Marzano, Giulio Pecci, Andrea Pergola

 

In copertina: Washington Bridge, New York, Herman Anne Marie Cato Dibbits (1939) – Fonte Rijks Museum.

Dude Mag
Decennio nuovo, rivista nuova.
26 Gen 2022
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