Arte: Lydia Panas, intervista
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Lydia Panas, intervista

«Invita nella propria casa persone, per lo più amici che catturano il suo interesse, e le dispone come una famiglia per farne ritratti di gruppo.»

29 Gen
2013
Arte

Lydia Panas is a remarkable photographer in that she is able to combine seemingly casual and unplanned moments with staged backdrops. She welcomes anyone (mostly friends) that capture her interest to her house where she sets a whole family or group of people in front of her camera. Her house therefore becomes her way of connecting with the people in the picture and the people in her photographs eventually show the emotions, she was feeling at the moment. At the same time though, her photographs capture moments in which family relationships are stripped bare. In some, a child looks off to the side as the rest of the family glares at the camera. In others, there exist specific relationships evident only from behind Lydia Panas’s watchful camera.
Lydia Panas è una fotografa particolarmente conosciuta per il suo modo di combinare momenti apparentemente casuali con sfondi accuratamente pensati. Invita nella propria casa persone, per lo più amici che catturano il suo interesse, e le dispone come una famiglia per farne ritratti di gruppo. La casa diventa il mezzo per far esprimere ai soggetti le sensazioni che lei prova in quel momento, ma allo stesso tempo, vengono immortalati anche i momenti in cui le relazioni familiari vengono a nudo. A volte un bambino guarda a lato mentre il resto della famiglia è concentrata a fissare l’obiettivo, altre volte emergono specifiche relazioni visibili solo stando dietro l’attenta macchina fotografica di Lydia.
Although all of her photographs are extremely esoteric and otherworldly, her series The Divine Byzantine Crypt clearly beats any of her other photographs. The photographs draw attention to the people in them, like any of her other photographs, but they mostly seem to focus on the places around them to stimulate the emotions of the viewer. The photographs are set within an extremely whitewashed house and seem to focus more on a way of living than on the people living in the house. In fact, some of the photographs do not even show all of a person, but rather a simple emotion as with a photograph of a hand gripping onto a couch.
Lydia Panas graciously allowed me to interview her a few months ago.


Tutti i suoi lavori sono caratterizzati da un’estetica fortemente esoterica e soprannaturale, ma la serie The Divine Byzantine Crypt li batte tutti. Le foto richiamano l’attenzione sui protagonisti, ma soprattutto si focalizzano sui luoghi circostanti per stimolare l’immedesimazione dello spettatore; sono ambientate all’interno di una casa immersa nel bianco e sembrano concentrarsi più su un modo di vivere che sulle persone che la abitano. In alcune neppure si mostra una figura intera, quanto invece il dettaglio semplice di una mano che si tiene ben salda al divano.
Lydia Panas ha cortesemente acconsentito a farsi intervistare alcuni mesi fa.
??Your photographs lean towards being unnerving- is there any conscious decision-making to give them such an appearance??
?By “unnerving” I imagine you are referring to how the photographs make the viewer somewhat uncomfortable. This is because my subjects have dropped the social masks we learn to wear in public and they stand before us somewhat emotionally naked. They feel very present. I click the shutter at the moment I recognize something that feels real and makes me excited. I am interested in disclosing what lies underneath. This interests me in all areas, not just art.
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Le tue fotografie tendono a essere disturbanti, è un processo consapevole quello di dar loro un’apparenza di questo genere?
??Per disturbanti immagino tu ti riferisca a come possano mettere a disagio chi le guarda; questo dipende dal fatto che i miei soggetti hanno lasciato cadere le maschere sociali che noi impariamo a indossare in pubblico e quindi stanno di fronte a noi come se fossero nudi emotivamente. Si sentono molto presenti. Io scatto nel momento in cui riconosco qualcosa che appare reale e mi fa sentire eccitata, il mio interesse sta nel rivelare quello che sta nascosto sotto. Questo mi interessa in tutti i campi, non solo nell’arte.
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Are your photographs posed or do you allow your subjects to wander freely in front of the camera?
?It’s a combination. I take them to a location on my property and ask them to stand together. I watch them arrange themselves and then begin to shoot. As I shoot I may ask them to change something minor. The arrangement is always a combination of their natural positions and my slight directions. The process is most exciting when neither they, nor I have expectations and we see what happens as we interact.
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Le tue foto sono costruite in posa o permetti ai tuoi soggetti di muoversi liberamente di fronte all’obiettivo???
È una combinazione. Li porto da qualche parte dentro la mia proprietà e chiedo loro di stare insieme. Li guardo mentre si sistemano e poi inizio a scattare; durante, posso chiedere di fare qualche piccolo cambiamento. La sistemazione è sempre una combinazione delle loro posizioni naturali e delle mie piccole direttive. Il tutto è particolarmente eccitante soprattutto quando nè loro nè io abbiamo aspettative e guardiamo cosa succede mentre interagiamo.
I know that you have photographed your children for years. Has their growth affected your photography if so how?
??I love to photograph my children, but they have never been interested in the process. When they were young I would “pay” them with television time, and “extra snacks”, etc. As they got older this process became less viable, so I got less photo time from them. I try to use the times they do give me wisely. Often they will pose for me at the beginning of a new project, and help me flesh out a new direction. As for how my work has changed now that they are older, I have more time to make art. I am also more aware of the issues that are important to me, and I use them in my work.?Out of necessity and for the challenge, I photograph a greater variety of people. I also have more time to concentrate and my concerns have become clearer to me.??

So che hai fotografato per anni i tuoi figli. Quanto e come la loro crescita ha influenzato la tua fotografia?
?Io amo fotografare i miei bambini, ma loro non hanno mai mostrato interesse per questo. Quando erano più piccoli li dovevo pagare con tempo davanti alla televisione, merendine e così via. Crescendo questo procedimento è diventato più complicato e ho sempre meno tempo per fotografarli, quello che mi concedono cerco di usarlo saggiamente. Spesso si mettono in posa per me all’inizio di un nuovo progetto e mi aiutano a trovare una nuova direzione. Per quanto riguarda il cambiamento nel mio lavoro, ora che sono cresciuti io ho più tempo da dedicare all’arte. Sono anche più consapevole degli argomenti che sono importanti per me e li uso nel mio lavoro, sia per necessità che per sfida. Fotografo una maggiore varietà di persone, ho anche più tempo per concentrarmi e le mie preoccupazioni sono diventate più chiare.???
Most of your photographs tend to focus on one specific detail of a photograph and blur the rest out, is this only so as to highlight the subject, or is there a different meaning???
I don’t do this consciously or with an aim in mind. When I am behind the lens I am in an excited state. I am completely connected to what is in front of me. I am not so much thinking my way through the photographs, as feeling my way through. The focus effect, or blur, as you describe it, is the result of my use of the bellows on my large format camera. I use it for emotional emphasis or impact, rather than for highlighting something.
La maggioranza delle tue foto tende a mettere a fuoco uno specifico dettaglio e a sfuocare tutto il resto; è solo per sottolineare il soggetto o c’è un diverso significato???
Non lo faccio consapevolmente o con uno scopo preciso: quando sono dietro l’obiettivo sono in uno stato di eccitazione, mi sento in sintonia completa con chi mi sta di fronte. Non penso tanto al modo di arrivare alla fotografia, più che altro lo sento.
Do you decide what your subjects should wear for each photoshoot? How do their clothes (if not chosen by you) affect your photographic choices???
I don’t know what my subjects are going to wear when they show up. Often, I don’t even know what the people they bring along to the shoot with them, will look like. I do control the palette somewhat by asking them to wear muted colors and no patterns.
Decidi tu cosa far indossare ai modelli durante lo shooting? In caso contratrio, come vengono influenzate le tue scelte stilistiche dai loro vestiti?
Non so mai cosa indosseranno i miei soggetti quando si presentano, spesso non so nemmeno che cosa si porteranno dietro e come appariranno; controllo solo la gamma di colori chiedendo di indossare colori tenui e senza motivi.???
How has the Pennsylvanian landscape affected your photography???
Living out in the country has affected how I live, how I see, and what I appreciate. Open space and open land is important to me. This affects my work, including the palette and probably my outlook. I am also attracted to simplicity. I don’t like clutter. I prefer things to be simple, natural and direct. The Pennsylvania landscape has a simple beauty. It is unaffected and sneaks up on you. It takes your breath away in a most quiet and unassuming manner in the same way that uncovering something hidden contains such joy. This is what happens when I make photographs as well.??
Quanto c’è della Pennsylvania e dei suoi paesaggi nelle tue foto???
Vivere in campagna ha influenzato il mio modo di vivere, di vedere e quello che apprezzo: gli spazi aperti e i grandi paesaggi sono importanti per me. Tutto questo influisce sul mio lavoro, inclusa la gamma di colori e probabilmente anche la mia prospettiva. Sono anche attratta dalla semplicità: preferisco le cose semplici, naturali, dirette e non mi piace il disordine. Il paesaggio della Pennsylvania ha una bellezza semplice: è spontaneo, come se ti crescesse dentro. Ti lascia senza respiro in modo quieto e poco pretenzioso scoprire che qualcosa di sconosciuto può contenere tutta quella gioia, ed è questo che mi succede quando faccio foto.???
How did you start as a portrait photographer and have you ever considered taking self portraits?
??I started taking portraits in art school, including self -portraits, like every other female photography student, but the work is more interesting when I am behind the camera than in front of it. ?At the same time, I consider all my work to be self -portraiture. I see myself more clearly when I am photographing another person than when I am photographing myself. I find, in fact, that I learn a lot about myself through this work. I also love looking through a lens. It feels really great to compose an image to my satisfaction. You don’t get the same feeling when you are in front of the camera.

??Come hai iniziato a fare ritratti? Hai mai considerato gli autoritratti???
Ho iniziato a fare ritratti alla scuola d’arte, anche autoritratti, come tutte le altre studentesse, ma trovo più interessante stare dietro la macchina fotografica piuttosto che di fronte. Allo stesso tempo considero tutto il mio lavoro come un autoritratto: mi vedo più chiaramente quando fotografo un’altra persona che quando fotografo mé stessa; ho scoperto che imparo molto su di me attraverso il mio lavoro. Inoltre amo guardare il mondo attraverso una lente: mi sento veramente bene nel comporre un’immagine a mio piacere. Non si riceve la stessa sensazione stando di fronte alla macchina fotografica.????
How do you choose your subjects???
I am never quite sure. I see something within a person, something I understand. Something vulnerable, that I feel I want to capture. I generally photograph people who are somewhat quiet, gentle, unassuming, unobtrusive.??
Come scegli i tuoi soggetti?
??Non sono mai proprio sicura. Vedo qualcosa dentro una persona, qualcosa che capisco, qualcosa di vulnerabile che sento di voler catturare. Generalmente fotografo persone che hanno un che di quieto, gentilezza, senza pretese e poco appariscenti.
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You seem to group subjects together often for photographs, why?
??I like to watch people in relationships and see how they interact. It interests me to photograph people in relation to one another in the same space. It’s the fascination factor for me.??
Sembra che tu prediliga il ritratto di gruppo, come mai???
Mi interessa vedere le persone in relazione tra loro e osservare come interagiscono nello stesso spazio è la cosa che mi affascina di più.??
Is there a specific pose for your subjects that you prefer? Why or why not?
??Just the simplest, most undressed pose, devoid of pretension. I am interested in an honest response from my models and from my viewers. The photographic process for me,is one of connecting. I let things happen as much as possible without imposing my will on the models. I have found if I direct too much, the picture feels posed and inauthentic. There is a certain confidence on the part of the model and on the part of the photographer, in having no pose and no intent, and this strength interests me as well.??
C’è una posa particolare che preferisci?
??Solo la posa più semplice, spontanea, senza presunzione. Sono interessata a una risposta onesta dai miei modelli e dai miei spettatori. Il processo fotografico è per me la creazione di una connessione, lascio che le cose succedano senza imporre la mia volontà. Ho capito che con troppe istruzioni la fotografia sembra costruita e non autentica. C’è una certa complicità tra soggetto e fotografo nel non avere una posa e non avere una intenzione, anche questo legame mi interessa approfondire.

Silvia Pera
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