Attualità: Manuale di sopravvivenza per giovani padri: il Piano dei bambini
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Manuale di sopravvivenza per giovani padri: il Piano dei bambini

  La colpa è tutta dei bambini. Lo sappiamo tutti, solo che non abbiamo il coraggio di dircelo apertamente. Ci guardiamo in faccia, noi genitori, tutti belli, vestiti a festa, con la nostra camicia, il nostro conto in banca, i nostri lavori da millemila euro (comunque facendo finta di avere successo) con l’aria da reduci. […]

1 Ott
2018
Attualità

Illustrazione di RESLI tale

 

La colpa è tutta dei bambini. Lo sappiamo tutti, solo che non abbiamo il coraggio di dircelo apertamente. Ci guardiamo in faccia, noi genitori, tutti belli, vestiti a festa, con la nostra camicia, il nostro conto in banca, i nostri lavori da millemila euro (comunque facendo finta di avere successo) con l’aria da reduci. Con l’aria di chi non ce la sta facendo. E se ce la fa, lo deve solo al caso arbitrario, ad una serie di fortunate congiunture tra le costellazioni della Suocera e il Tropico della baby-sitter.

Riduco tutto al  mio caso personale: mio figlio è una specie di personificazione miniaturizzata di San Francesco. Non rompe, non piange, è regolare in tutto e per tutto, al massimo ogni tanto si lamenta o si arrabbia, specialmente se per sbaglio gli mettiamo a lavare il peluche. O se i nonni non si sbrigano ad alzarsi cosa-facciamo-ancora-seduti-mio-dio-il-mondo-è così noioso da questa posizione bisogna stare in piedi sull’attenti e nonna ALZATI SUBITO. A parte questo, tutto ok, grazie.

Ma nel mondo normale non funziona così. Probabilmente mio figlio non è stato ancora avvisato della congiura, o subdolamente sta solo riservando il peggio per dopo, quando avremo abbassato la guardia. Per ora pacioso ha imparato a sorridere e cambia le giornate di chi lo guarda, sempre come fosse la prima volta. Ma gli altri. Gli altri sfruttano ogni secondo di linfa vitale dei genitori per assoggettarli ai loro più turpi desideri e capricci. Fanno finta di avere fame, e strillano. In realtà non hanno fame, e tutti a domandarsi: è la pancia? Ha le coliche? Ha fatto un brutto sogno? Ho alzato troppo la voce? In realtà è un piano pre-ordinato. In realtà vogliono conquistare il mondo.

Per questo quando ridono, sono così straordinariamente “coccolosi”. Per questo hanno un’aria così spupazzevole quando dormono, sembrano dei piccoli panda da preservare, innocue emanazioni di materiale angelico. In realtà, sotto mentite spoglie, ci osservano. Sanno quando stiamo andando a dormire. Anche se dormono, loro sanno. Sanno quando l’uomo adulto con funzione genitoriale sta per chiudere gli occhi, dopo aver faticosamente trovato una posizione comoda. Lo sanno, e cominciano ad piangere, proprio quando la palpebra superiore ha trovato il perfetto abbraccio soporifero con quella inferiore. Loro sanno.

Sanno quando la coppia che li ha generati sta per tornare a fare l’amore. Lo prevedono da sempre, hanno segnato la data sul calendario. Per questo fingono attentamente di non esserci. Fingono di non appartenere a quella sfera di intimità che in cuor loro vogliono espansa, con terzo posto disponibile e accentratore. Fingono, e poi, proprio sul più bello, proprio quando l’unione sta trovando vigore, forza, desiderio, passione, quando tutte le forze universali si riversano impetuose negli occhi e nelle labbra di due innamorati, loro si mettono a ridere. Ridono, ridono, fingendo di guardare le apette costose come un orologio d’oro che svolazzano sul loro capo. Ridono, e ogni cuore di mamma, di papà, istintivamente abbandona le basse passioni per riversare nuovamente affetto sul pargolo, che ha trovato il primo oggetto divertente al mondo, lo ha scoperto, ha scoperto che sì, può ridere come i grandi. Proprio in quel momento. E la prossima volta, il pargolo la deciderà lui. Mai, probabilmente.

La colpa è tutta dei bambini. Monopolizzano le discussioni sulla Nazionale, perfino! Si deve sempre ripartire da loro, non infarcirli di tattiche, farli divertire, farli giocare al calcio. E loro godono di tanta attenzione mediatica, si direbbe facciano quasi il tifo contro le Nazionali, per poter costringere uno dei due incauti genitori, o tutti e due, ad accompagnarli con la neve e col gelo, col sole cocente e con la bufera di grandine al campetto.

Ma tutto parte prima, sciocchi! Quando osservano il mondo, con occhi di bragia, dalla spalla della madre, loro già sanno. Già hanno preso le misure, hanno colto le debolezze, hanno costruito fortezze inespugnabili. Hanno già capito, ad esempio, che la televisione è un aggeggio colorato molto interessante. Non possono ancora monopolizzarla magari, e riempirla di ridicoli porcellini rosa e ragnetti avventurosi, ma possono farti capire che stanno guardando. E alle scene di nudo cambierai canale. E alle scene di guerra sposterai la sua sediolina. Io, Dio mi perdoni, ho spento la TV durante Il Signore degli Anelli, perché Gollum non terrorizzasse mio figlio di 3 mesi. Che di Gollum se ne scatafotte, ma ha ottenuto un risultato: ha orientato le mie scelte. E continuerà a farlo, per ore ed ore, giorni e giorni, anni ed anni. Finché non sarà adulto, e sarà escluso all’improvviso dal piano di conquista del mondo.

A quel punto sarà lui, col telecomando in mano, a cambiare canale mentre Aragorn assalta la fortezza di Mordor disperatamente, e Frodo si dirige lentamente verso il Monte Fato. Sarà sua la scelta. Comprendere il suo destino, e dolersene, o cambiare canale, vita, desideri, al cospetto del potere dell’Unico Figlio. Un figlio per domarli, e nel buio incatenarli.

p.s. Il piano di conquista riesce? Che domande. Riesce. Riesce sempre alla perfezione.

Luca Capriotti
Spesso pensa ai dinosauri e agli alberi, nel tempo libero scrive su Fox Sports e Calciomercato.com, e va in diretta tv. Poi torna ai dinosauri, prima che può.
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