Attualità: La celebrazione della giornata internazionale del popolo Rom e Sinti
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La celebrazione della giornata internazionale del popolo Rom e Sinti

Domenica sette aprile il suono di una fisarmonica suonata in modo magistrale e di un contrabbasso pizzicato con veemenza hanno rimbalzato tra le bellissime e labirintiche vie della Garbatella. Avvicinandoci a La Casetta Rossa, spazio autogestito dal 2001 nel cuore dello storico quartiere romano, siamo circondati da bambini che giocano a calcio nel parco e […]

9 Apr
2019
Attualità

Domenica sette aprile il suono di una fisarmonica suonata in modo magistrale e di un contrabbasso pizzicato con veemenza hanno rimbalzato tra le bellissime e labirintiche vie della Garbatella. Avvicinandoci a La Casetta Rossa, spazio autogestito dal 2001 nel cuore dello storico quartiere romano, siamo circondati da bambini che giocano a calcio nel parco e che si interrompono gentilmente giusto il tempo per lasciarci passare; la musica si fa più insistente ed in un attimo ci troviamo all’interno della celebrazione della giornata internazionale del popolo Rom e Sinti — con un giorno di anticipo, la data è l’8 Aprile.

 

 

Il neonato movimento Kethane è l’organizzatore dell’evento. Kethane significa “insieme”: l’incarnazione di questa parola si trova nel panorama umano che mi si dispiega davanti, tra i tavoli accanto al palco o che gironzola dentro il parco, tra bambini piccolissimi e più grandi, che si divertono a far scoppiare i palloncini per far saltare sulla sedia i genitori. Sono passati solo pochi giorni dal caso di Torre Maura. Settanta rom ricollocati nel centro di accoglienza del quartiere, scatenando la protesta di alcuni abitanti spalleggiati e fomentati da Casapaund, con scene barbare come l’incendio di cassonetti e macchine e soprattutto la distruzione dei viveri destinati al centro d’accoglienza. Una vicenda che grazie al coraggio e al buon senso di Simone si è conclusa con una vittoria mediatica schiacciante: un gruppo di piccoli fascisti di cinquant’anni contro un gigante di quindici che il movimento Kethane ha pubblicamente ringraziato sulla sua pagina Facebook.

 

 

Prima dei musicisti a salire sul palco sono tre dei ragazzi che animano questo movimento dal respiro nazionale: Valentina Sejdic, Nedzad Husovic e Lebbiati Fiorello Miguel che viene dalla Toscana. I tre si alternano al microfono spiegando il significato della giornata, dell’associazione e ricostruendo anche una storia dei popoli romaní, ricordando come siano presenti in Europa e in Italia all’incirca dal XV secolo, ricordando il ruolo attivo svolto durante la resistenza antifascista italiana, di come dei circa 180mila rom e sinti presenti in Italia la stragrande maggioranza sia stanziale e urbana, con appena 20mila di essi che vivono nei cosiddetti campi: quest’ultimo dato indica lo 0,04 per cento dell’intera popolazione italiana. Le parole di Simone risuonano forti: «Te sembrano una minoranza i Rom?» ; «Me sembrano una minoranza che sì, semo sessanta milioni di persone».

Valentina ha ventitré anni, frequenta scienze dell’educazione a Roma Tre. È nata nell’ex insediamento rom di Tor Di Valle e poi è stata affidata dai genitori ad una famiglia di Spinaceto, mantenendo comunque i rapporti con la famiglia di origine: oggi è lei la portavoce romana del movimento. Come mi spiega dopo il suo intervento l’associazione è nata da poco ma è già indaffaratissima e dall’agenda piena. Ci sono degli obbiettivi da raggiungere, in ultimo di stampo politico. Prima di tutto però bisogna partire dalle persone, coinvolgere gli stessi rom e sinti, cercare di partire da loro, smetterla con la ghettizzazione dei campi, costruire un’identità forte ed emancipata per partecipare proficuamente alla vita italiana sociale e politica e per fare in modo che nessuno più si debba preoccupare di svelare la propria identità etnica ad un datore di lavoro con il timore di ripercussioni.

 

 

La Domenica di sole romana che accompagna la giornata è perfetta. Quando si è ormai fatto quasi buio e un po’ di freddo si fa sentire, il duo contrabbasso e fisarmonica continua a scaldare i presenti che ogni tanto ballano a ritmo. Valentina è in continuo movimento, è elettrica ed animata da quell’urgenza di fare che si ha quando si organizza un evento a cui si tiene sul serio. Sfugge un paio di volte dalla nostra brevissima chiacchierata; la prima per condurre le danze su un ritmo sincopato dalle melodie a metà tra l’occidentale e l’asiatico, quella caratteristica musicale che ha reso immortali grandi musicisti come Django Reinhardt; la seconda quando il duo finisce il suo concerto sulle note zingaresche di un’inedita Bella Ciao, cantata con trasporto dai presenti.

 

 

Il suo moto continuo durante questo pomeriggio è la più grande garanzia che il movimento Kethane è nato per restare e cambiare le cose, alimentato da un’energia giovane e tradizionale allo stesso tempo, in un momento storico che ne ha bisogno come il pane.

 

Foto di Giulia Garzia.

Giulio Pecci
Giulio Pecci
Classe ‘96, studia Lettere e Musica a La Sapienza di Roma. Scrive di musica e cultura, organizza concerti Jazz e cerca di trovare il tempo di suonare la chitarra. Alla costante ricerca del decimo a calcetto.
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