Cinema, Tv e teatro: “Better Call Saul” s02e04 in 5 screenshot
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“Better Call Saul” s02e04 in 5 screenshot

Perché di “Better Call Saul” se ne parla davvero troppo poco.

Di Better Call Saul se ne parla e se ne è parlato, solitamente si direbbe tanto, io voglio dire “non ancora troppo”. Per molte ragioni, spiegate sommariamente qui, ma che se guardate dentro di voi potrete scovare da soli.

Se per caso avete visto qualche cosa di Vince Gilligan prima (leggi Breaking Bad) e l’avete riguardata una seconda volta, prendendo appunti, e poi magari una terza, prendendo nuovamente appunti e confrontandoli (no, davvero, non avete fatto così?), capirete che in ogni inquadratura si può nascondere qualcosa che verrà svelato un minuto dopo, un episodio, una stagione dopo, mai (raro), ma che sicuro vi farà scervellare.

Ecco dunque una piccola rubrica settimanale per riguardare le cinque immagini più importanti (non statele a contare: stavolta saranno sei, la prossima potranno essere tre, facciamo cinque nel titolo perché è un numero che piace a tutti). Perché iniziamo dalla puntata quattro? Perché iniziare dall’inizio è un po’ OLD, no? Ma per soddisfarvi ecco un piccolo previously, on Better Call Saul:

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Bene, iniziamo

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Allora io non so cosa sia di preciso questa cosa che molto lentamente tira fuori dal frigo, ma c’è scritto qualcosa come “carrot” ed è in una busta che sembra quella della pubblicità dei cibi per gatti. Ora, il problema è certamente mio che le carote se non sono crude non le riesco neanche a guardare, ma la vera grandezza di quest’uomo, il vero protagonista della serie in culo a Jimmy, è usare qualcosa che io non terrei neanche in mano per medicarsi. Questa per me è la definizione di duro, molto più di quello che cela questa poltiglia in busta.

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Partirei subito dicendo che Casper e poi qualcosa come “Un fantasmagorico inizio” già era la merda, perché era una sorta di prequel non ufficiale di un film molto bello e che al me dell’asilo faceva piangere sempre molto. Ora questa espressione qua mi fa capire perché “Casper 2” che però alla fine era prima dell’1 mi faceva schifo: per colpa di questa espressione un po’ da Marcello Lippi un po’ da Braccobaldo che mi fa venir voglia di soffocarlo con la sua cazzo di carta stagnola.

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«Ok, adesso succede qualcosa con la cassetta, sì sicuro. Anzi non proprio adesso, dopo. Lui entra in casa, tutte le cose e poi sicuro, nella cassetta, c’era qualcosa». Vince Gilligan mi ha rovinato la vita. Queste inquadrature sono quelle cose che dopo aver visto “Breaking Bad” ti ossesionano, perché non possono essere semplici inquadrature, devono essere molto di più. Bene, no, era una semplice cassetta della posta (ma nella prossima puntata come minimo esplode, giuro!).

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Sono daltonico, non so se questo vada a giustificare o renda WTF il mio stupore, ma riesco comunque ogni cazzo di volta a pensare che è impossibile che il mondo sia così colorato. L’edificio dell’antenato de Los Pollo Hermanos è bellissimo, il cielo sembra quello della cameretta di Andy di Toy Story. Il New Mexico è il mio posto di merda preferito.

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Ok, forse prima dicevo Mike, ma in realtà il vero protagonista della puntata è lui, spero torni: un baffo incredibile, uno sguardo moralizzatore di disappunto incredibile, ma comunque al contempo impassibile, e la capacità innata di fare il pollo fritto. TVB.

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Bravo Tuco, bel pugno. Ma: quanto cazzo sei invecchiato? Questa roba manda fuori specialmente il buon Andrea, però forse la meth (che questa è quella marcia e quindi chiamiamola crank) con gli anni ti fa ringiovanire. Proverò.

 

Tommaso Naccari
Tommaso Naccari
Nato a Genova nel 1994, scrive principalmente per VICE e un po' in giro. Dal 2015 è uno dei co-fondatori del magazine di rap e cultura FOUR DOMINO.
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