Cosa è successo alla cerimonia dei Golden Globes 2016
Sul finire dei suoi primi dieci anni, qui compiamo una piccola rivoluzione, abbandonando il nostro formato classico – quello del magazine culturale a cadenza vagamente quotidiana – per presentare ogni mese un solo saggio e un solo racconto. Da queste pagine 24 autori ogni anno proporranno il loro filtro sul reale, manipolando inevitabilmente la personalità di Dude mag: ed è una cosa che ci rende enormemente curiosi.
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Cosa è successo alla cerimonia dei Golden Globes 2016

Se i Globes fossero davvero l’anticamera degli Oscar, Leonardo DiCaprio potrebbe finalmente iniziare a dormire sonni tranquilli. Purtroppo per Leo non è esattamente così, e l’attore, che ha vinto il suo terzo Golden Globes (gli altri due con The Aviator nel 2005 e The Wolf of Wall Street nel 2014) con Revenant – Redivivo, dovrà […]

Se i Globes fossero davvero l’anticamera degli Oscar, Leonardo DiCaprio potrebbe finalmente iniziare a dormire sonni tranquilli. Purtroppo per Leo non è esattamente così, e l’attore, che ha vinto il suo terzo Golden Globes (gli altri due con The Aviator nel 2005 e The Wolf of Wall Street nel 2014) con Revenant – Redivivo, dovrà continuare a sopportare i meme ancora per un po’.

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Vince anche Iñárritu, per lui Miglior Regia e Miglior Film Drammatico, che dopo Birdman potrebbe tornare ancora una volta a trionfare agli Academy.

Sul fronte comedy, invece, l’asso pigliatutto è stato quello di The Martian, che si è portato a casa Miglior Film e il Miglior Attore Protagonista con Matt Damon. La solita Jennifer Lawrence vince ancora una volta come Miglior Attrice in una comedy con uno dei suoi film peggiori, Joy, iniziando a far salire a livelli esageratamente alti l’insopportabilità dell’attrice, concedendosi poi un siparietto con la sua nuova bff Amy Schumer e con uno sfortunato reporter.

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Se la vittoria di Aaron Sorkin per la Miglior Sceneggiatura di Steve Jobs è stata cosa “buona e giusta”, il Miglior Attore Non Protagonista di Sylvester Stallone ha un tocco di nostalgia, ma soprattutto di merito per la grande interpretazione in Creed, con un Rocky vecchio e piegato dall’età. Basta action hero insomma.

Kate Winslet è la Miglior Attrice Non Protagonista, mentre Ennio Morricone ha vinto con la sua colonna sonora per The Hateful Eight, con Tarantino che ha ritirato il premio al posto del compositore italiano, definendolo «Meglio di Mozart e Beethoven». L’ungherese Son of Saul vince il Miglior Film Straniero, mentre Inside Out si èaggiudicato un prevedibilissimo Miglior Film d’Animazione. Sam Smith vince la Miglior Canzone Originale con Writing’s on the Wall per Spectre.

La 20th Century Fox torna a casa con la borsa piena di Globes, grazie ai suoi due pilastri Revenant e The Martian piazzati strategicamente nelle due categorie principali; un’idea che ha fruttato in tutto sei premi.

I grandi delusi sono Spotlight e La Grande Scommessa, usciti a mani vuote, e The Weinstein Company, solitamente protagonista ai Globes, che questa volta ha ottenuto solo un premio con The Hateful Eight.

È bene ricordate che i Golden Globes non hanno nessun valore nella corsa agli Oscar, assegnati da un gruppo composto da migliaia di membri dell’Academy, contro il centinaio di giornalisti stranieri dell’Hollywood Foreign Press Association che assegnano i Globes (spesso con un occhio anche agli ascolti). Per questo resta difficile capire cosa succederà durante gli Academy Awards, le cui nomination verranno annunciate tra tre giorni.

Sul fronte televisivo, invece, abbiamo assistito ad un trionfo della mediocrità, con una serie di premi assegnati in modo quasi casuale. Non tanto Mr. Robot come Miglior Serie Tv Drammatica (che ha battuto la concorrenza di Game of Thrones e Narcos, tra i tanti), quanto Mozart in the Jungle come Miglior Serie Tv Comedy, una categoria che vedeva dei pesi massimi come Transparent, Silicon Valley, Orange is the New Black e Veep. Anche Gael Garcia Bernal si è portato a casa il premio per il suo ruolo da protagonista nella serie Amazon, battendo il favoritissimo Jeffrey Tambor (Transparent) e l’outsider Aziz Ansari (Master of None).

L’altra sorpresa è arrivata dalla Miglior Attrice in una Miniserie o Film Tv, dove Lady Gaga ha “inspiegabilmente” superato la concorrenza di Kirsten Dunst per Fargo. Taraji P. Henson e Jon Hamm hanno vinto per i loro ruoli in Empire e Mad Man, mentre Rachel Bloom si è meritatamente portata a casa il premio per la Miglior Attrice in una Comedy con Crazy Ex-Girlfriend.

Wolf Hall vince Miglior Miniserie, categoria che ha visto vincere anche Oscar Isaac (Show Me a Hero), Maura Tierney (The Affair) e Christian Slater (Mr. Robot), che è finalmente riuscito a togliersi di dosso la nomea di gatto nero delle serie tv.

L’eroe della serata è stato Ricky Gervais, ormai giunto alla sua quarta conduzione dei Globes. Dal monologo iniziale, al siparietto con Mel Gibson, il comico inglese non ha risparmiato nessuno, passando da Caitlyn Jenner all’infedeltà di Ben Affleck.

Menzione d’onore ad Aziz Ansari, ripreso dalle telecamere mentre leggeva Losing with Jeffrey Tambor with dignity.

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Jonah Hill, salito sul palco vestito da orso di Revenant.

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E Leonardo DiCaprio, shockato come tutti noi dalla vittoria di Lady Gaga.

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Parlando di Ricky Gervais, non possiamo esimerci dal proporvi lo sketch di Extras che lo vedeva deriso da David Bowie con Chubby Little Loser.

Francesco Martino
Nato nel 1989 è studente di Giornalismo a Roma Tre. Vive di cultura pop e musica. Collabora con DUDE MAG, Serial Minds e Prismo. Suona la batteria conservando sogni di gloria.
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