Letteratura: Iperborea: il Nord-Europa da leggere
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Iperborea: il Nord-Europa da leggere

Non di solo Steig Larsson vive la letteratura nordeuropea. Di primo acchito tutta la letteratura nordeuropea sembra vivere della trilogia Millenium di Steig Larsson e di tutto il seguito e l’aspettativa che essa ha creato. Sembra quasi, dando un’occhiata ai titoli che affollano le librerie, che gli scrittori dell’estremo nord europeo siano capaci di scrivere […]

24 Giu
2015
Letteratura

Non di solo Steig Larsson vive la letteratura nordeuropea. Di primo acchito tutta la letteratura nordeuropea sembra vivere della trilogia Millenium di Steig Larsson e di tutto il seguito e l’aspettativa che essa ha creato. Sembra quasi, dando un’occhiata ai titoli che affollano le librerie, che gli scrittori dell’estremo nord europeo siano capaci di scrivere solo thriller e noir. Non che il noir sia un genere minore (anzi, uno dei capolavori massimi della letteratura contemporanea si può ascrivere proprio sotto quest’etichetta, parlo di A sangue freddo di Truman Capote), ma se davvero tutta la produzione di un’area geografica si potesse racchiudere dentro un unico genere, anche psicologicamente complicato tra l’altro, il problema sociologico sarebbe evidente. È chiaro allora che, oltre al già citato Larsson, non esistono solo Jo Nesbo, Liza Marklund e Hennik Mankell (oltre ad un’altra miriade di autori minori dediti al genere), ma deve esserci tutta un’altra produzione nordeuropea che si distacca da questa scuola, o vi appartiene con peculiarità indipendenti dal mainstream del thriller.

Voci di corridoio del Salone del libro di alcuni anni fa, narrano di una proposta di una casa editrice svedese per la traduzione dell’opera di un suo autore, ad una medio-piccola casa editrice italiana specializzata geograficamente su quella letteratura, quando ancora questo libro non aveva avuto l’esplosione di vendite neanche nella sua nazione di origine. La casa editrice si prende la notte per leggere il libro e dare una risposta all’editore che così mi immagino: «Bello è bello, però questo genere… Non fa per noi, non credo rientri nelle nostre linee editoriali». Bene, niente traduzione in italiano per ora. La nostra casa editrice italiana però, con calma, si legge il continuo di quell’opera, una trilogia, e cambia idea, presentandosi alla casa editrice svedese per proporre la traduzione. Beh, è troppo tardi, quella trilogia se l’è già presa Marsilio, tra l’altro ad un prezzo astronomico visto che in Svezia ha venduto milioni di copie. I personaggi di questa storia sono la trilogia Millenium di Stieg Larsson (53 milioni di copie), l’editore svedese di Larsson, Marsilio che appunto ha i diritti italiani e la casa editrice italiana che ha rifiutato il libro, Iperborea.

Ma cosa è Iperborea?

Ha detto una volta Claudio Magris parlando di Iperborea: «Alle edizioni Iperborea si deve tanta conoscenza delle appartate letterature nordiche, che così spesso sono state anticipatrici e rivoluzionarie stazioni meteorologiche della modernità». Difficile non essere completamente d’accordo con Magris e non riconoscere nel catalogo della casa editrice milanese uno specchio sincero e completo della letteratura dell’area nord-europea. Sì, perché l’area nord-europea, come detto, non è solo la trilogia Millenium di Steig Larsson, ma è un incredibile (incredibile se si pensa al numero di abitanti della regione scandinava e alla qualità della scrittura) coacervo di talenti letterari e scrittori affermati, vincitori di Nobel e sconosciuti.

L’obiettivo che si è posto Iperborea è quello di far conoscere la letteratura di quest’area, esplorandola in maniera sistematica e facendo ricadere le sue scelte sempre su una produzione originale e di alta qualità. All’interno del catalogo si trovano così i grandi classici del nord-Europa e scrittori premi Nobel (solo la Svezia ne ha vinti 8 per la letteratura), voci di punta della narrativa contemporanea e testi riproposti in nuove, brillanti, traduzioni. Ciò che si respira sfogliando il colorato catalogo di Iperborea, dietro la bella forma peculiare dei libri, lunghi e stretti, è la natura delle scelte editoriali: a guidarla è sicuramente una passione per quel mondo, il desiderio di rendere disponibile al lettore italiano testi che sono fondamentali per capire la modernità e il mondo in cui viviamo. Proprio su questo punto, se si vuole essere più precisi, visto anche l’avanzamento dei paesi nord-europei in confronto al resto del continente, leggere queste storie crea spesso una sorta di oscillamento temporale poiché quello che è stato scritto venti anni fa può avere per il lettore italiano un respiro contemporaneo.

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Come confermato anche in recenti interviste, in maniera assai limpida a dire il vero, le mosse della casa editrice, che è passata ormai da essere una piccola realtà ad essere un’azienda a tutti gli effetti, sono adesso mosse guidate anche dalle logiche di mercato ma, e sta proprio qui la grandezza di un simile lavoro, mantenendo sempre altissimo il livello delle produzioni. Basti pensare all’autore di punta del catalogo, Arto Paasilinna, campione di vendite con i tredici romanzi tradotti da Iperborea (120.000 copie per L’anno della lepre): lo scrittore, dopo essere stato giornalista, poeta e guardaboschi, si dedica ora al romanzo, permeando le sue opere di un travolgente humour, e raccontando così ridendo anche le storie più tragiche. Ma è il caso anche di Bjorn Larsson, autore del bellissimo La vera storia del pirata Long John Silver, o di Selma Lagerlof, prima donna premio Nobel nel 1909, fortemente legata alla tradizione orale delle sue terre, o del grande Stig Dagerman, il “Camus svedese”, morto giovanissimo, in perenne rivolta contro la condizione umana.

All’interno di questo nordico mondo, c’è però una questione limitativa che rischia di assumere una certa rilevanza; chi non segue o non conosce questo tipo di letteratura, rischia di fermarsi ai gutturali suoni dei nomi degli scrittori e non prendere mai questi libri (perché, pur nella grandezza della casa editrice, pur di una cultura minore si parla).

Senza alcuna convinzione di completezza, qui di seguito cinque libri da cui partire o da (ri)scoprire, capolavori della narrativa e meritevoli sicuramente di essere letti.

 

STIG DAGERMAN – TUTTO

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Tutto non è il nome di un romanzo, ma intendo “tutto” ciò che Dagerman ha scritto. Non è lecito nascondersi davanti a tale grandezza: Stig Dagerman è sicuramente uno dei più grandi scrittori del Novecento. Anarchico e sempre schierato in difesa degli offesi e degli umiliati, morì suicida, soffocato con il gas di scarico della macchina, nel 1954, a soli 31 anni. Definito come «il più necessario dei fratelli di Camus e il più autentico degli innumerevoli figli di Kafka», ha affrontato nella sua opera i temi della solitudine, dell’amore incompiuto e della giustizia negata, scegliendo come protagonisti dei suoi romanzi quasi sempre adolescenti, in conflitto, nella loro innocenza, verso il brutale mondo degli adulti, riuscendo a non cadere mai nella spicciola retorica. Il suo capolavoro è sicuramente Bambino bruciato, testimonianza di un’incapacità di venire a patti con la vita e con i suoi compromessi, con il protagonista Bengt proiezione di Dagerman, deluso dalla politica e dal padre e diviso tra l’amore per la timida fidanzata e l’amore tinto di odio verso la matrigna. Merita però, come detto, di essere letto tutto ciò che è stato pubblicato, di perdersi tra i reportage dell’immediato dopoguerra di Autunno tedesco, di vivere le difficoltà dell’autore nel bellissimo Il nostro bisogno di consolazione e leggere le grandi tragedie della raccolta Il viaggiatore.

 

ARTO PAASILINNA – SANGUE CALDO, NERVI D’ACCIAIO

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Come già detto, il libro più famoso di Paasilinna è L’anno della lepre, seguito da Piccoli suicidi tra amici. Ma anche Sangue caldo, Nervi d’acciaio merita di essere annoverato tra i picchi più alti della sua scrittura. Meno diretto rispetto a L’anno della lepre e al suo essere grande letteratura di intrattenimento, questo romanzo è più serio e ricco di ambizione circa una possibile lettura del mondo. Attraverso il protagonista Antti Kokkoluoto, l’uomo dal «sangue caldo e nervi d’acciaio» come vuole la tradizione finlandese, Paasilinna tenta di scrivere un “romanzo storico” della Finlandia, mostrando lo stretto rapporto con la Russia zarista prima e stalinista dopo, sullo sfondo dell’intrigo della Seconda guerra mondiale e del rapporto controverso e ambiguo che la popolazione finlandese intratteneva con i poteri in lotta. Attraverso la larga famiglia del protagonista, una strampalata galleria di anarchici e patrioti, ribelli e schiavi, Paasilinna disegna la tragicomica epopea di una famiglia comune, chiave per capire le speranze e le paure di un popolo travolto da uno dei momenti più difficili dell’epoca moderna.

 

JAAN KROSS – LA CONGIURA

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Nel panorama geografico su cui si muove Iperborea, un’attenzione speciale viene riservata a quei territori di confine tra il nordeuropa, l’Europa centrale e la Russia come l’Estonia. È il caso di Jaan Kross, poeta e romanziere estone nato nel 1920 e morto nel 2007. Indagatore di quel mondo che poco conosciamo affacciato sul Baltico, nei racconti de La congiura, tutti derivati dall’esperienza diretta dell’autore, Kross getta un fascio di luce su quella zona di confine tra russi e tedeschi, crocevia di popoli e di culture, luoghi ancor più sollecitati al tempo della seconda guerra mondiale, tempo in cui sono ambientati questi racconti. C’è allora una tensione conoscitiva verso l’Estonia, quella parte di mondo liberata dai nazisti prima e dai comunisti poi, amministrata bene o male a seconda dei periodi, con gente costretta a nascondersi o a scappare. È il racconto che dà il titolo alla raccolta il più bello, quello che narra l’universo carcerario con minuziosa precisione e con particolari che, come in Kafka, nella loro assurdità divengono realistici, divengono storia di un paese sempre in cerca della sua natura.

 

BJORN LARSSON – LA VERA STORIA DEL PIRATA LONG JOHN SILVER

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Alla fine de L’isola del tesoro di Stevenson, il pirata John Long Silver riesce a scappare dalle autorità portando con sé una parte del bottino. Il romanzo di Larsson non è che un’immaginaria prosecuzione della storia del pirata, una sorta di diario dei pellegrinaggi e della vita giovanile ed infantile di Long John Silver, che Larsson riconsegna in tutta la sua attrattività. Dietro questo racconto però si nasconde, con una lievità invidiabile, tutta una riflessione che parte dal tema della pirateria (con le sue regole interne, i legami con le istituzioni, lo schiavismo e il contrabbando) e finisce per toccare la questione della libertà individuale, in un continuo gioco di rimandi che sembra coinvolgere anche Defoe, Jim Hawkins e Londra. In tutto questo ragionamento teorico, che mantiene comunque la struttura divertente de L’isola del tesoro, l’indagine va a fermarsi anche sul rapporto tra invenzione e realtà, sulla sete di vivere e sul racconto della vita che finisce, vero o meno, per diventare la vita stessa.

 

JAN BROKKEN – ANIME BALTICHE

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Questo libro è anche un possibile manifesto di Iperborea. Il compito che si prefigge l’autore Jan Brokken è quello di mostrare come l’area baltica sia il legame tra grandi personaggi della cultura mondiale come Mark Rothko, Hannah Arendt, Romain Gary e Gidon Kremer, a sottolineare il ruolo non marginale di tali zone all’interno della storia d’Europa e ad illustrare come i luoghi dove sono nati e la loro anima li abbia sempre accompagnati nei loro pellegrnaggi. Mischiando biografia e romanzo, Brokken ricostruisce la vita di personaggi straordinari e di persone comuni, nel viaggio di riscoperta di una terra spesso luogo di violenze, combattute con l’arte, la musica e la poesia. E così sembra di essere con Brokken e camminare a Riga, muoversi verso Tallinn e Vilnius, Konigsberg e la Curlandia e di vedere quel continuo richiamo di passato e presente di una terra troppo spesso delusa e devastata. Anime baltiche è il tentativo di far rivivere una parte d’Europa attraverso il viaggio, la lettura e l’ascolto, ciò che tenta di fare anche Iperborea.

Matteo Moca
Matteo Moca
Nato nel 1990, vive a Pistoia e studia a Bologna. Studioso di Letterature comparate, fondatore di una rivista cartacea mensile di musica, cinema e letteratura dal nome Feedback Magazine, morta postuma 2013. Collabora a diverse redazioni online (tra cui 404filenotfound, Sonofmarketing, Tellusfolio). Lacanian and Proust addicted.
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