Pier, Well I Wonder
Ci prendiamo qualche giorno per ripartire
Sul finire dei suoi primi dieci anni, qui compiamo una piccola rivoluzione, abbandonando il nostro formato classico – quello del magazine culturale a cadenza vagamente quotidiana – per presentare ogni mese un solo saggio e un solo racconto. Da queste pagine 24 autori ogni anno proporranno il loro filtro sul reale, manipolando inevitabilmente la personalità di Dude mag: ed è una cosa che ci rende enormemente curiosi.
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Pier, Well I Wonder

Nell’archivio di Tondelli, documenti preziosissimi capaci di raccontare il legame ideale e viscerale tra lo scrittore correggese e Morrissey.

Il faldone di documenti è pesante, è il penultimo che sollevo questa mattina, l’ultima, dopo quattro giorni di studio intenso passato in nome di un dottorato di ricerca nella Biblioteca Giulio Einaudi di Correggio. Sul dorso del raccoglitore c’è scritto

Tondelli Originali

Senza data

Materiale donato dalla famiglia Tondelli

Nel 2009

Ci sono dentro recensioni ai romanzi, articoli poi confluiti in Un Weekend Postmoderno, il cosiddetto romanzo critico sulla società degli anni Ottanta. Ci sono dentro vecchie prove di copertina, interviste, una prova di battitura dell’incipit di un episodio di Altri Libertini. Poi c’è una cartellina di cartone, sulla cover una foto di James Dean painted by Helnwn e il titolo Boulevard of Broken Dreams. All’interno altri tre fascicoli più piccoli riportano testi e traduzioni italiane dei primi tre album della band inglese the Smiths. Trattandosi della band culto di Pier Vittorio Tondelli, ho pensato sulle prime che lo scrittore correggese ne avesse curato la pubblicazione. Ho controllato allora il colophon sul retro copertina, ma nulla.  La curatela è di Bruna Zarini, un ringraziamento a Radio Antenna 1, l’indicazione della pubblicazione mensile Sconcerto, evidentemente impegnata a diffondere in epoca pre-internet i testi delle canzoni straniere in attesa dell’avvento del messia in forma di motore di ricerca.

Non c’è traccia di Tondelli nel cofanetto che ho tra le mani, e poi però rimettendo tutto nell’involucro plastificato, dal faldone cade una piccola velina, che a tratti mi sembra una multa, qualcosa, invece no. Si tratta di una ricevuta del corriere indirizzata alla testata Rock Star da parte di un mittente che decide di identificarsi quale Tondelli / Bologna.

Capisco allora che le tracce segnate a matita sui testi delle canzoni in traduzione italiana appartengono alla stessa mano che sul foglio di prova, nello stesso raccoglitore, aveva scritto ai tasti di una Lettera 25     

                    Notte raminga e       fuggitiva    lanciata veloce lungo le

strade d’Emilia a     

                                 spolmonare

Capisco il perché della presenza dei testi di Morrissey tra gli altri articoli di giornale, in virtù solo di segni leggeri di forma ellittica attorno a un mucchio di parole.

Il libretto con i testi del primo album è quello più segnato dalla matita dello scrittore. Potrebbe essere il 1985, stando alla data di uscita dell’ultimo dei tre album incluso nella raccolta, Meat is murder. Se così fosse, in quel momento Tondelli si trovava nel pieno polverone del bestseller Rimini, un romanzo pensato con una colonna sonora rock-brit pop che tra le altre tracce include anche un brano della band di Morrissey, Suffer Little Children. Accanto a questa sul libretto, a matita, la sua grafia segna obliqua il nome del poeta Edgar Lee Masters.

Altre tracce su You’ve Got Everything Now, Pretty Girl Make Graves, Hand in Glove: tutto quello che si cerchia sono storie di amori e di corpi.

Su Hatful of Hollow sono segnate quasi tutte le canzoni, da This Charming Man ad How Soon Is Now, fino al testo di Handsome Devil, calcato significativamente più degli altri:

C’è di più nella vita che nei libri, tu lo sai

Ma non molto di più.

Di Meat is Murder, l’ultimo dei fascicoli della raccolta, l’unica cerchiatura appare sul testo di What She Said: «c’è voluto un ragazzo tatuato di Birkenhead per farle aprire gli occhi davvero». La parola ‘tatuaggi’ indica la porzione di versi con una freccia.

Mentre sfoglio i libretti in un’ultima ricognizione finalmente capisco il rapporto viscerale che da sempre ha tenuto legato idealmente Pier Vittorio Tondelli alla figura di Morrissey. Le parole ricercate nel testo sembrano parlare allo scrittore e lo scrittore sembra parlare attraverso di esse. E allora leggo anche diversamente quell’angolo di velina che indica Tondelli come mittente. C’è stato un momento, nel 1985, in cui lo scrittore non avrebbe voluto dire altro che questo.

Mentre sto per rimettere tutto di nuovo a posto dentro la plastica del faldone, noto che in Meat Is Murder una croce impercettibile se ne sta sulla destra del titolo di Well I Wonder, a indicare tutta la canzone.

Bene, mi domando

mi vedi quando passiamo?

[…] per favore ricordati di me

Per favore ricordati di me

Annaspando ma in qualche modo ancora vivo

questa è l’ultima orgogliosa dichiarazione di ciò che io sono

Annaspando-morendo-ma in qualche modo ancora vivo

Per favore ricordati di me.

Forse è un caso. Sarà sicuramente un caso. Oggi è il 16 dicembre, lungo le piccole stradine porticate di Correggio e nel mondo fuori. In questo stesso giorno, in questi stessi luoghi, nel 1991 Pier Vittorio Tondelli moriva sconfitto dall’AIDS. E io riguardo quel mittente sulla velina, rileggo il testo di quest’ultima canzone, penso alla data di oggi. Ricordare una persona o un autore è sempre, a suo modo, anche una storia di fantasmi.

Ma forse è un caso, sarà sicuramente un caso.

 

Ringraziamo il Centro Documentazione Pier Vittorio Tondelli per la disponibilità.

Olga Campofreda
Olga Campofreda è nata a Caserta nel1987. Giornalista pubblicista, ha scritto per il quotidiano Il Mattino, occupandosi di cultura e spettacoli. È laureata in lettere moderne e collabora con diverse testate e web magazine (il manifesto, Freakout, Collater.al, Dude Magazine). L’ultimo libro pubblicato è Caffè Trieste (Giulio Perrone Editore, 2011), un reportage sulla poesia di San Francisco con un’intervista inedita a Lawrence Ferlinghetti.
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