S.J. Gutemberg: Tankboys
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Tankboys

He’s there to meet the Tankboys (Marco Campardo and Lorenzo Mason) two of the founders of Automatic Books. We talk about graphic, passion, print and desire of culture.

«The Saint is in Venice!» they scream from the bell tower of San Marco, he’s there to meet the Tankboys (Marco Campardo and Lorenzo Mason) two of the founders of Automatic Books together with Elena Xausa and Tommaso Speretta. We talk about graphic, passion, print and desire of culture: the only statement that jump to my head now is «Have a pleasant reading».
«Il Santo è a Venezia!» si grida dal campanile di San Marco. È lì per incontrare i Tankboys (Marco Campardo e Lorenzo Mason) due dei fondatori di Automatic Books insieme ad Elena Xausa e Tommaso Speretta. Si parla di grafica, passione, stampa e voglia di cultura: l’unica affermazione che salta alla mente ora è «Buona lettura».

By havin’ a look to your portfolio I noticed the will to give space to text, to the typography as much as to the image. What importance order do you give, in the construction of one of your works’ structure, to font dimension, to spacing distance and to font itself? We try to gave birth to our work through its contents, using our language as a medium. But doesn’t exist a real hierarchy on our choices, everything is on the same layer, expecially considering the fact we are working with few tools.
Dando uno sguardo al vostro portfolio si nota la volontà di dare aria e spazio al testo scritto, alla tipografia tanto quanto all’immagine. Quale ordine d’importanza date, nella costruzione della struttura di un vostro lavoro, alla dimensione del font, alla distanza dell’interlinea e alla scelta del font stesso? Cerchiamo di far derivare il nostro lavoro dai suoi stessi contenuti, utilizzando il nostro linguaggio come medium. Non c’è però una vera gerarchia tra le nostre scelte, tutto è ugualmente importante, soprattutto considerato il fatto che lavoriamo con poco.

I could say you are subjected to the font bigness syndrome, is this correct? No, it’s not correct. There’s no syndrome, we just like to tell few things and to those few measured words we like to give the right weight.

Potrei dire che siete soggetti alla sindrome da bigness del font, è corretto? No, non è corretto. Nessuna sindrome, semplicemente ci piace dire poche cose. E a quelle poche, misurate parole ci piace dare il giusto peso.

A lot of young founders of publishing houses, magazines and zines look at the editorial world just after different study paths. Where the will of Tankboys, Elena Xausa (illustrator and graphic) and Tommaso Speretta (independent thinker) to found Automatic Books comes from? It comes from the need to publish something that won’t be published in other way, from the will to create a network with artists we love, to produce a system of collaborations between galerists, authors, journalists, curators. This is still in an incubation level, but we hope soon it will be able to generate a real economy.

Molti dei giovani fondatori di case editrici, magazine e zines si avvicinano al mondo dell’editoria stampata dopo studi di altro genere. Da cosa nasce la voglia di Tankboys, Elena Xausa (illustratrice e grafica) e Tommaso Speretta (pensatore indipendente) di fondare Automatic Books? Nasce dal bisogno di pubblicare qualcosa che altrimenti non verrebbe pubblicato, dal volere creare network con gli artisti che amiamo, produrre un sistema di collaborazioni tra galleristi, autori, giornalisti, curatori. Ora tutto questo è ancora ad uno stadio di incubazione, ma speriamo che presto possa generare una vero e propria economia.

Both the publisher your into and other interviewed (RAWRAW edizioni, PogoBooks) have realized products with a Risograph printer. How much the research above printing technics and tools influence Automatic Books’ production? Considerably on our budgets, the Risograph system works extremely well on our press run and it allows us to face the books’ production costs. We’re not nostalgic, we just try to find the most effective way to make books remaining inside the boudaries of an independent project.

Come gli altri intervistati (RAWRAW edizioni, PogoBooks) realizzate molti lavori con la stampante Risograph. Quanto incide la ricerca sulle tecniche e i mezzi di stampa nella produzione di Automatic Books? Incide notevolmente sui nostri budget, in quanto il sistema Risograph funziona estremamente bene sulle tirature che trattiamo e ci permette di poter affrontare i costi della produzione dei libri che vogliamo pubblicare. Non siamo nostalgici, cerchiamo di trovare il modo più efficace per produrre entro i limiti economici di un progetto indipendente.

Realities of micro-publishing are growing, what other independent publishers are you looking at and have you ever thought about collaborations? We are used to buy a lot of books by independent publishers from all over the world, also as a way to help their projects. We haven’t activate any real collaboration yet, but we had a lot of comparison moments as it happened at The Book Affair, the festival we organized last year in Venice during the Art Biennale.

Le realtà di micro-editoria sono in espansione, a quali altri editori indipendenti guardate e, avete mai pensato a delle collaborazioni? Compriamo molti libri da editori indipendenti sparsi in tutto il mondo, anche come forma di sostegno ai loro progetti. Non abbiamo ancora attivato collaborazioni vere e proprie, anche se ci son stati molti momenti di confronto interessanti, come durante The Book Affair, la fiera che abbiamo organizzato lo scorso anno a Venezia in occasione della Biennale d’Arte.

Maria Azzurra Rossi
Maria Azzurra Rossi
mint LIST è un’agenzia di PR e comunicazione per architettura, design e arte fondata a Roma da Maria Azzurra Rossi e Giulia Milza. Maria Azzurra è aretina (ormai romana), architetto, editor. Ha lavorato come press manager per KAAN Architecten - Rotterdam prima di tornare nel 2016 nell’amata Roma per dedicarsi al 100% a mint LIST.
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