Cartoline da BilBOlbul
Sul finire dei suoi primi dieci anni, qui compiamo una piccola rivoluzione, abbandonando il nostro formato classico – quello del magazine culturale a cadenza vagamente quotidiana – per presentare ogni mese un solo saggio e un solo racconto. Da queste pagine 24 autori ogni anno proporranno il loro filtro sul reale, manipolando inevitabilmente la personalità di Dude mag: ed è una cosa che ci rende enormemente curiosi.
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Cartoline da BilBOlbul

Si è chiusa da poche ore la nona edizione di BilBOlbul, il Festival Internazionale di Fumetto di Bologna, organizzato dall’Associazione di promozione culturale Hamelin.

Si è chiusa da poche ore la nona edizione di BilBOlbul, il Festival Internazionale di Fumetto di Bologna, organizzato dall’Associazione di promozione culturale Hamelin.

In realtà, i tre giorni appena passati sono solo il picco di una programmazione costante capace di mantenere viva l’attenzione sul fumetto in città in maniera capillare. Eventi firmati BilBOlbul hanno infatti popolato il capoluogo emiliano sin dalla scorsa primavera, fino ad intensificarsi per arrivare alla fitta programmazione dei cinque giorni di prefestival.

Tutto questo, in una delle città italiane più importanti per la nona arte. A Bologna sono infatti legati nomi come Magnus (in mostra al festival), Andrea Pazienza, Valvoline e a Bologna vivono e lavorano tanti fumettisti italiani; qui sono nate case editrici “affermate” come Coconino Press, Comma 22, Black Velvet, e indipendenti e innovative come Canicola. E, ancora, qui ha sede il corso di Fumetto e Illustrazione dell’Accademia di Belle Arti luogo di “ritrovo” per giovani talentuosi che hanno dato vita a realtà di autoproduzione come Delebile e Lok.

Questo fermento, unito alla vocazione promozionale e pedagogica di Hamelin, fa sì che BilBOlbul sia un festival unico nel panorama italiano: le parole d’ordine sono ricerca, studio e sperimentazione, in un cartellone che unisce i grandi nomi del fumetto d’autore (Magnus, appunto, ma anche Giacomo Nanni, Lilli Carrè) a nuovi modi di fare letteratura per immagini (Andrea Bruno, Alice Socal), con grande attenzione prestata all’editoria “altra” (le esperienze editoriali di Canicola, guru dell’editoria indipendente per immagini e quella dell’inglese Breakdown Press).

L’edizione dello scorso anno ha segnato una svolta importante nella storia del festival: sono aumentati i workshop, le tavole rotonde e le presentazioni legate al “fare”, per una tre giorni che non vuole solo mettere in mostra, ma interrogarsi sulle direzioni che il fumetto sta prendendo in Italia e nel mondo.

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Con l’aggiunta di un market interamente dedicato alle autoproduzioni, anche quest’anno BilBOlbul può essere vissuto come un faro per appassionati della nona arte e non, alla scoperta delle nuove direzioni senza dimenticare il passato, in una dimensione che sa mescolare bene locale, nazionale e internazionale.

Figlia di quest’ottica di ricerca e sguardo al futuro del fumetto, ecco quindi una personale lista di highlights della nona edizione del festival, utile anche come guida per una futura visita bolognese.

Se infatti le giornate inaugurali sono finite, le mostre sono visitabili fino a dicembre/gennaio.

 

“Cinema Zenith”, Andrea Bruno @Dynamo Velostazione di Bologna

Una ragazza arriva in una città straniera e si confronta con una realtà a lei sconosciuta e vagamente ostile. È la sinossi di Cinema Zenith, ultima pubblicazione di Andrea Bruno per Canicola (un progetto editoriale bolognese nato nel 2005, che si contraddistingue per l’interessante ricerca operata in campo grafico e narrativo attraverso il fumetto, e per una rivista periodica).

La storia, divisa in tre parti, è pubblicata nella collana di grande formato Sudaca, marchio di fabbrica delle produzioni Canicola.

Un “albettone” dalle atmosfere cupe e a tratti espressioniste, che prendono forma in un’installazione che non mette in mostra tavole o disegni originali, ma cerca di riprodurle tramite video, suoni e oggetti in uno dei luoghi più significativi di Bologna, la velostazione Dynamo. Ospitata in un ex rifugio antiaereo, la stazione delle biciclette si snoda in tunnel sotterranei perfetti per un percorso claustrofobico che immerge il visitatore nelle atmosfere cupe di Cinema Zenith.

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Un’installazione dalla spiccata forza immersiva – realizzata grazie alla collaborazione con la Scuola di scenografia e allestimenti dell’Accademia di Belle Arti di Bologna – anticipazione di nuovi scenari per le esposizioni della nona arte. 

 

Joe Kessler (Breakdown Press) – Spazio &

Se con Cinema Zenith abbiamo giocato in casa, con Breakdown Press usciamo da Bologna e dall’Italia. Una delle proposte più interessanti del fumetto contemporaneo, infatti, arriva da Londra ed è una casa editrice indipendente. Breakdown, formata da Simon Hacking, Tom Oldham, Joe Kessler e Josh Palmano, ha partecipato attivamente al festival, con due incontri pubblici, una tavola rotonda sull’autoproduzione, l’esposizione dei lavori al market dedicato alle autoproduzioni e una personale di Joe Kessler in uno spazio di co-working situato in pieno centro, Spazio &.

Gli autori e gli editori di Breakdown Press hanno raccontato al pubblico di BilBOlbul la loro filosofia editoriale, ovvero pubblicare in maniera sostenibile il lavoro di autori meritevoli di attenzione sulla scena internazionale, con una ricerca costante volta ad allargare il pubblico anche oltre la cerchia degli appassionati del fumetto di nicchia. Il focus su Joe Kessler è stato incentrato sul suo albo Windowpane, una raccolta di storie nella quale, invece di titoli e capitoli, è il cambio di stile grafico a indicare il passaggio da una all’altra. 

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Stili grafici diversi ma uniti da un fil rouge caratterizzato da uno stile low-fi naif, con un uso dei colori che ricorda un’altra esplorazione estera di BilBOlbul: la “collezione” di autori tedeschi curata da Canicola nell’edizione 2014.

 

Prime Visioni – Accademia di Belle Arti di Bologna

L’Accademia di Belle Arti di Bologna, con il suo corso in Fumetto e Illustrazione, è un raccoglitore di giovani talenti che negli anni sono riusciti a fare rete creando progetti interessanti e freschi. Lo sanno bene quelli di Hamelin che ogni anno la inseriscono nelle location del festival.

Prime Visioni

Con Prime Visioni l’Accademia non si limita ad essere contenitore: i lavori in mostra – fumetti e illustrazioni – sono le tesi di laurea degli ex studenti, esposti con la «convinzione che questi due mondi siano sempre più intrecciati e contaminati nel panorama italiano e internazionale».

In mostra, i lavori di Davide Urgo (Rotterdam Noir), Marianovella Sinicropi (Samhain), Roberto Cerreto (con l’antologia di Edgar Lee Master illustrata) e Luca Tonin (con le sue illustrazioni di Barnabo delle Montagne di Dino Buzzati).

 

“16”, Virginia Mori @Cheap on Board

Tra tutti i festival del capoluogo emiliano, BilBOlbul è quello che meglio riesce a diffondersi nella rete urbana, coinvolgendo gallerie d’arte, librerie, musei, Università, hotel, case private e i muri della città.

Sono questi ad ospitare il progetto di Virginia Mori, realizzato nell’ambito di Cheap on Board, il festival bolognese di street poster art. Durante le ultime edizioni, le bacheche comunali in disuso sono state individuate come supporto ideale per le affissioni delle opere di street artist internazionali selezionati sia dalla direzione artistica del festival sia attraverso una open call internazionale.

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Normalmente Cheap si svolge a maggio ma, riuscendo a mettere in pratica una delle virtù di una città piccola come Bologna, ovvero la possibilità di fare rete tra soggetti simili, ha instaurato una serie di collaborazioni con altri festival e soggetti culturali cittadini (Gender Bender, Bologna Jazz Festival, Cineteca di Bologna, ad esempio) e, appunto, BilBOlbul.

16, oltre che il titolo della mostra, sono le bacheche distribuite tra via Marchesana e via dell’Abbadia per un totale di 30,8 metri quadrati di superficie popolata da figure femminili malinconiche e surreali realizzate con la penna a sfera.

Il risultato è una mostra a cielo aperto visitabile finché la naturale resistenza dei poster alle intemperie lo permetterà e fino alla prossima affissione di Cheap.

Laura Marongiu
Laura Marongiu vive e lavora a Bologna. è autrice e conduttrice di Palomar, un programma di approfondimento sulle realtà culturali indipendenti, in onda ogni lunedì su Radio Città del Capo @_HeyJane
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