La settimana eccezionale di Lionel Messi
Sul finire dei suoi primi dieci anni, qui compiamo una piccola rivoluzione, abbandonando il nostro formato classico – quello del magazine culturale a cadenza vagamente quotidiana – per presentare ogni mese un solo saggio e un solo racconto. Da queste pagine 24 autori ogni anno proporranno il loro filtro sul reale, manipolando inevitabilmente la personalità di Dude mag: ed è una cosa che ci rende enormemente curiosi.
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La settimana eccezionale di Lionel Messi

Se il tuo nome è Lionel Messi ogni tuo giorno è costellato da eventi eccezionali, come quel talento che la natura ti ha donato. Ma se prendiamo l’ultima settimana del campione argentino, ci troviamo davanti ad un sacco di notizie che ne sbandierano vizi e virtù. Ascese e cadute. La prima notizia è il raggiungimento di due […]

Se il tuo nome è Lionel Messi ogni tuo giorno è costellato da eventi eccezionali, come quel talento che la natura ti ha donato. Ma se prendiamo l’ultima settimana del campione argentino, ci troviamo davanti ad un sacco di notizie che ne sbandierano vizi e virtù. Ascese e cadute.

La prima notizia è il raggiungimento di due ulteriori record sportivi: dopo i tre gol rifilati ai madrileni del Rayo Vallecano, il 10 ha segnato complessivamente più di tutti i suoi compagni di squadra messi insieme (395 segnature contro le 394 dell’intera rosa del Barcelona) ed ha anche iscritto il suo nome in cima alla lista dei giocatori che hanno segnato più triplette (32 in questo caso) nella storia del calcio iberico.

Questi traguardi si aggiungono alla lunga lista che comprende, ad esempio, il maggior numero di gol segnati in un anno solare, i quattro Palloni d’oro consecutivi e miglior marcatore della Liga.

A guastargli la festa è arrivata la notizia che la sua organizzazione no-profit Leo Messi Foundation avrebbe ricevuto soldi dal cartello messicano dei Los Valencia e li avrebbe girati ad alcuni calciatori coinvolti nei match benefici organizzati. In tal modo è stata pagata la loro preziosa presenza senza che la transazione di denaro fosse tracciata dal fisco.

Una delle ultime partite organizzate, Messi and Friend vs Rest of the World, ha visto la partecipazione di stelle del calibro di Júlio César, Thierry Henry e Javier Mascherano. Venticinquemila persone hanno assistito alla partita di Chicago convinti di devolvere il costo del biglietto alla causa dei bambini rifugiati in Siria ma, a quanto pare, i top player in campo avevano ben altre motivazioni.

Da quanto è emerso dall’inchiesta dello Spiegel, questa pratica scorretta – condotta dalla compagnia argentina Imagen Deportiva che gestisce il managment di questi eventi – è stata proposta anche alla punta polacca Robert Lewandoski, che ha rifiutato 30.000$ ed un trattamento di super lusso, dopo aver ritenuto che ci fosse del marcio in Argentina. La stessa proposta pare sia stata fatta anche a Ibrahimovic, Drogba, Fàbregas e perfino Antonio Cassano.

Lionel Messi, l’eterno ragazzino che fa magie con il pallone, perde la sua eroica purezza per colpa del brand Messi, con tutto il suo macrocosmo fatto di padri agenti, pubblicità milionarie, milioni di maglie blaugrana vendute con il suo nome stampato sopra e sponsor come Pepsi, Dolce & Gabbana e Adidas.

Eccoci quindi alla terza nuova di settimana: pare che il Manchester City ed altre due squadre europee (presumibilmente una delle due è il Chelsea) abbiano condotto uno studio per calcolare quanto pagare il cartellino di Leo, ipotizzando l’impatto dell’argentino sulle finanze del club.

Il risultato? Quasi 280 milioni di euro da sborsare. E sembra che acquistarlo a queste cifre sia ancora un ottimo affare.

Già, perché il Re Mida di Rosario muove un giro di affari che si aggira tra i 400 ed i 500 milioni di euro annui. Garantirebbe alla Priemer League inglese introiti televisivi ancora maggiori (ora si aggirano introno ai 7 miliardi di euro) e doterebbe il miglior campionato del mondo del miglior calciatore del mondo. La conferma arriva dall’algoritmo creato dall’International Centre for Sports Studies (CIES), capace di definire attraverso l’analisi di parametri quali la performance sportiva (gol, presenze, dribbling), le qualità (durata del contratto, età, ruolo) ed i risultati raggiunti nel club e nella nazionale, il reale valore economico di un giocatore.

Messi vale 220 milioni, Cristiano Ronaldo 133. Alla faccia di Pelè che, guarda caso in questa settimana, ha sbandierato la sua passione per CR7.

Come ogni figura eroica che si rispetti, la Pulce continuamente si trova ad affrontare cose che apparentemente sembrano insuperabili, siano esse conquiste sportive o guai personali (il riciclaggio si va a sommare all’accusa di evasione fiscale e a quei misteriosi, quanto discussi, conati di vomito in campo). Noi amanti del futbòl osserviamo lo scollamento tra l’eroe calcistico e l’uomo miliardario, consci che basterà una sua meravigliosa giocata per riportare l’attenzione sull’animo fantastico del suo calcio e per farci dimenticare del fango che macchia i suoi pantaloncini, in campo e fuori.

Fino alla prossima settimana.

Filippo Maria Di Caprio
La mattina sono un laureato in Scienze Politiche ed Analisi delle Istituzioni internazionali, il pomeriggio mi travesto da giornalista freelance per il DUDE MAG (a volte con un costume a forma di Pera) e la sera divengo un cantastorie nei Robespierre Revolutionary Party. Nel tempo libero vado in giro professando una grande conoscenza del calcio e delle capitali del mondo.
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