Il dibattito sull’amore per il sedere di Kim Kardashian coinvolge anche la comunità scientifica internazionale. Facendole perdere tempo.
Gli scienziati sono delle persone curiose. Non solo perché le loro intuizioni e le loro ricerche spingono sempre un po’ più in là le barriere del sapere, ma anche dal punto di vista del loro comportamento.
E tutti sanno che essere definiti una persona curiosa è un modo educato per dire «a volte sembri completamente pazzo».
Ecco quindi che alcuni scienziati della Bilkent University di Ankara hanno scomodato addirittura l’Homo Sapiens per spiegare il successo, o meglio l’ossessione, che tutti hanno per il sedere di Kim Kardashian. Secondo i canoni estetici degli ominidi, le donne che avevano un angolo di 45° tra l’osso sacro e le natiche sarebbero state avvantaggiate, soprattutto per la capacità del loro corpo di sostenere più gravidanze in un ambiente ostile come quello del Paleolitico di duecentomila anni fa, popolato da feroci bestie carnivore e dove la dieta non prevedeva molta scelta.

Un esempio preistorico di Kim Kardashian
Il Dott. David Lewis, studioso del team della Bilkent University, ha notato come le patologie della colonna vertebrale tra le donne preistoriche vedevano uno spostamento della curva della colonna in avanti, con conseguenti problematiche nell’affrontare una gravidanza; lo spostamento all’indietro del baricentro dell’area pelvica rispetto all’asse centrale del corpo era visto quindi un simbolo di fertilità e abbondanza, tutti temi molto cari agli uomini preistorici.

Anche Jennifer Lopez se la sarebbe cavata benissimo nella preistoria
Questa è sicuramente una teoria suggestiva: sessualità e uomini delle caverne sono elementi che tirerebbero su una storia da un pantano di mediocrità scientifica per renderla appetibile a chi è abituato ai documentari a base di sensazionalismo spicciolo à la Discovery Channel; ma è proprio per questo che bisogna essere cauti quando “giochiamo” con la psicologia evoluzionista, quella branca della psicologia che, in parole povere, ci aiuta a capire come sia stato possibile per l’essere umano adattarsi ai cambiamenti imposti dall’ambiente circostante e vederne la reazione in termini comportamentali.
Sembra però che i ricercatori dell’università turca si siano spinti un po’ troppo oltre. O troppo indietro. Sembra che non abbiano preso in considerazione quello che viene chiamato il principio del Rasoio di Occam, cioè quella teoria secondo la quale, in ambito scientifico, sarebbe sempre meglio andare alla ricerca della spiegazione più semplice, senza sperticarsi in interpretazioni troppo artefatte e “creative” che potrebbero inficiare la validità della spiegazione stessa.
Secondo la maggior parte degli studiosi, e come afferma il Dott. Hunter Honeycutt del Bridgewater College in Virginia, i gusti in materia sessuale sono creati per lo più dall’ambiente culturale e variano a seconda delle popolazioni e delle generazioni, più che essere il retaggio di un ancestrale passato.

La celebre copertina di Paper magazine del 14 novembre 2014. Qui trovate anche quella senza veli
Il 2014 è stato sicuramente l’anno dello sdoganamento del sederone nell’immaginario sessuale collettivo (anche per le ragazze bianche) tanto che molti negli Stati Uniti hanno cantato a gran voce «Butts Are the New Boobs» sulle note di Anaconda di Nicky Minaj, pensando anche a J-Lo e a Kim Kardashian ovviamente.
Senz’altro l’attenzione mediatica per l’enorme cuscino che la Kardashian si ritrova sotto la schiena è data dall’essere la moglie del più grande spaccone del pianeta, il rapper e producer Kanye West, oltre che per le sue amicizie influenti e alla sensazionale presenza sui social network e sulle copertine dei magazine di mezzo mondo.
È principalmente una macchina da soldi capace di autoalimentarsi, una sorta di re Mida al femminile, e a quanto pare è la donna giusta al momento giusto: il Rap, e il suo armamentario di culoni e bling bling si sta rifacendo una verginità entrando nella musica che conta, e poi i sederi grandi sono la moda del momento: ecco quindi che Kim Kardashian incarna plasticamente tutti questi i fenomeni. Con buona pace dell’Homo Sapiens.
