Mario Draghi, presidente della Banca Centrale Europea, stava tenendo una conferenza stampa a Francoforte oggi pomeriggio, quando un’attivista contraria alla “dittatura della BCE” è balzata sul tavolo e gli ha lanciato addosso coriandoli e volantini. Qui di seguito, riepiloghiamo alcuni tra i lanci di oggetti più memorabili degli ultimi anni.
Il cavaliere e il cavalletto
Roma, 31 dicembre 2004. Il presidente del consiglio Silvio Berlusconi è a passeggio in piazza Navona; un turista gli lancia addosso il treppiedi di una reflex. Berlusconi se la cava con una contusione tra l’orecchio e il collo, e la fotografia torna di gran moda.

La moda delle scarpe
Baghdad, 14 dicembre 2008. Il presidente USA George W. Bush sta tenendo una conferenza stampa insieme al primo ministro iracheno Nuri al-Maliki, quando il giornalista Muntazar al-Zaydi si alza tra il pubblico e lancia verso di lui entrambe le proprie scarpe. Bush le evita coi riflessi che non ti aspetteresti. Questa cosa di tirare le scarpe comunque prende piede (ah ah ah), e negli anni si rende necessario creare una pagina Wikipedia per elencare tutte le volte che succede.
Un duomo tutto d’un pezzo
Milano, 13 dicembre 2009. Di nuovo Berlusconi, di nuovo presidente del consiglio, ha appena concluso un comizio e si sta dirigendo verso la sua automobile tra due ali di folla, in piazza Duomo. Con gesto borgesiano un contestatore gli scaglia contro una statuetta del Duomo stesso, ferendolo al volto.

Ti ci compri il gelato
Roma, 30 aprile 1993. La Camera dei Deputati nega l’autorizzazione a procedere contro il presidente del consiglio Bettino Craxi, raggiunto nelle settimane precedenti da una lunga serie di avvisi di garanzia. All’uscita dall’Hotel Raphael, dove alloggia, Craxi è accolto da una piccola folla di manifestanti che lanciano monetine cantando «Vuoi pure queste? Bettino, vuoi pure queste?».
Il frutto con più usi impropri
Villarreal, 27 aprile 2014. Durante la partita contro il Barcellona, un tifoso della squadra di casa lancia una banana in campo per dare della scimmia a Dani Alves. Il razzismo di questa figura retorica non scompone più di tanto il difensore del Barcellona, che raccoglie il frutto e ne mangia un pezzo, scatenando una campagna mediatica mondiale contro il razzismo. A tutt’oggi non è chiarissimo se il gesto di Dani Alves sia stato spontaneo o frutto (ah ah ah) di una operazione di marketing premeditata.
