…come dei petali surrealisti da sfogliare attorno alla trilogia MIB: la bellezza della silhouette di Linda Fiorentino, di Rosario Dawson e di Nicole Scherzinger… la bellezza delle meduse giganti di Salvadordaliana memoria nel cielo di New York… la classe di un dress code che è firmato Tom Ford… la vibrazione palpabile e sudata di una città: NYC… gli extraterrestri sotto la morfologia di emigranti messicani o cinesi che la velocità centrifuga e centripeta della crisi ha spedito da tutto l’universo a NYC, rifugio di alieni che cercano un’aria migliore e di bohémiens in viaggio verso l’orizzonte di tutti i film e telefilm che hanno colonizzato la loro giovinezza…
Esco dalla proiezione un po’ remixato nella mia nozione spazio temporale a causa della sua scorribanda back to the Sixties, così in preda a dei déclic faccio come il film: parto e vado back to… NYC ’97, quando all’uscita del primo MIB ero stato lasciato da una splendida ballerina di table dance venezuelana… back to NYC ’02 quando all’uscita del secondo episodio di MIB avevo chiesto a mia moglie di sposarmi… back to NYC ’11 quando la scorsa estate ero a Downtown coi miei figli nella seconda metà di luglio e Will Smith e Josh Brolin stavano girando delle scene del film e i miei block preferiti tra Greene Street e Prince Street erano colonizzati dal caravanserraglio di MIB3.
Sempre in preda al déclic volo a maggio scorso quando sono passato davanti al cinema parigino delle grandi avant premières: Le Grand Rex e dai vetri della mia macchina avevo visto il tappeto rosso che stava accogliendo il tumulto festivo della prima proiezione francese del film. Come un basso continuo che mi ha accompagnato dalle mie avventure new yorkesi alla mia stabilità parigina, da ballerine di table dance a moglie e figli, questa trilogia si conclude oggi dandomi dei déclic e facendomi più concentrare sulla sceneggiatura della mia vita che sulla sceneggiatura del terzo episodio. Con tutto il rispetto per Barry Sonnenfeld, la sala di MIB3 oggi al Grand Rex era vuota ma il club di table dance a Downtown NYC nel ’97 era pieno…
Così quando ritorno dal viaggio col film sulla mia poltrona del Grand Rex ho tra le mani come dei petali surrealisti da sfogliare attorno alla trilogia MIB: la bellezza della silhouette di Linda Fiorentino, di Rosario Dawson e di Nicole Scherzinger… la bellezza delle meduse giganti di Salvadordaliana memoria nel cielo di New York… la classe di un dress code che é firmato Tom Ford… la vibrazione palpabile e sudata di una città: NYC… gli extraterrestri sotto la morfologia di emigranti messicani o cinesi che la velocità centrifuga e centripeta della crisi ha spedito da tutto l’universo a NYC, rifugio di alieni che cercano un’aria migliore e di bohémiens in viaggio verso l’orizzonte di tutti i film e telefilm che hanno colonizzato la loro giovinezza… ma quello che conta è che sono “partito” con il film, ho lasciato la mia poltrona del Grand Rex, ho avuto un dèclic… che è il mio solo obiettivo quando vado al cinema, quindi grazie Signor Sonnenfeld e grazie Signor Smith!