OGGI | ISTEROFIMÌA | BORONDO SOLO SHOW
Sul finire dei suoi primi dieci anni, qui compiamo una piccola rivoluzione, abbandonando il nostro formato classico – quello del magazine culturale a cadenza vagamente quotidiana – per presentare ogni mese un solo saggio e un solo racconto. Da queste pagine 24 autori ogni anno proporranno il loro filtro sul reale, manipolando inevitabilmente la personalità di Dude mag: ed è una cosa che ci rende enormemente curiosi.
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OGGI | ISTEROFIMÌA | BORONDO SOLO SHOW

«Ci parla dall’interno del regime d’incontro intensivo elevato a potenza di regola del nostro contemporaneo. Non credo di essermi spiegato, ma d’altronde non avete visto il lavoro, io si.»

Curated by Simone Pallotta
A 999Gallery & Valeria Cicala production
Philantropy by Marsili Iniziative srl & Reale srl

 

27 oct – 24 nov 2012
999Contemporary
via Alessandro Volta 48
00153 Testaccio, Roma
ITALY

 

OPENING SATURDAY 27 oct – 19.00
di SIMONE PALLOTTA, curatore.

 
Borondo è uno street artist e questa è la sua prima personale italiana in galleria ora vi prego, per chi di voi fosse tentato, non perdetevi nella disputa strada-galleria, tra approccio urbano e inadeguatezza galleristica, proviamo a capire ciò che vediamo. Ricominciamo a verificare la qualità, ad approfondire la capacità di ragionare di questi artisti, sforziamoci di interpretare e di immedesimarci nel loro lavoro. I contesti rimangano contesti, la strada e la galleria spazi da occupare sempre e comunque. Credetemi, saper dialogare con la gente prescinde dallo spazio in cui avviene, è la gente che fa la differenza, voi che assorbite i gesti, i segni e i significati che l’opera propone, mettiamola così. Vediamoci a ground zero, ricominciamo dagli artisti.?? La profondità del lavoro di Borondo illumina questa mostra con la stessa luce della strada, ma soprattutto illumina il ragionamento sulle rinnovate potenzialità di interrogare l’arte. Sto parlando di un ventiduenne che attraverso le pratiche di arte urbana contemporanea, ci parla dall’interno del regime d’incontro intensivo elevato a potenza di regola del nostro contemporaneo. Non credo di essermi spiegato, ma d’altronde non avete visto il lavoro, io si. Fidatevi.

 

Quello che mi ha sorpreso di Borondo è che il suo lavoro si basa su un’estetica classica espressa attraverso un linguaggio ultra-contemporaneo ma allo stesso tempo antico, anzi primordiale. Borondo graffia e non è un eufemismo, in qualche modo Borondo mi fa venire in mente Basquiat, non il lavoro di Basquiat, ma lui, l’artista e non è una cosa che si scrive con leggerezza.
Quello che Borondo mette in mostra alla 999 é un progetto espositivo ragionato sullo spazio della galleria partendo da quello urbano che gli consente di piazzare tutto il suo carico di esplosivo sotto la definizione di street art e accendere la miccia con il fuoco di una ricerca che nasce nelle strade delle città. Questo succede quando in galleria l’artista riesce a distillare le essenzialità, quando porta in galleria il ragionamento inseminato dalla strada. Non il supporto fa l’artista, ma quello che dice, ovunque lo dica.

 

P.S. Solo il giorno dell’inaugurazione troverete un piccolo foglio scritto da me e Borondo, vi parleremo dell’opera, vi parleremo di uomini e di arte.

Dude Mag
Decennio nuovo, rivista nuova.
27 Ott 2012
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