Leo Pari live a Carillon • Musica da Comò @Comò Bistrot
Sul finire dei suoi primi dieci anni, qui compiamo una piccola rivoluzione, abbandonando il nostro formato classico – quello del magazine culturale a cadenza vagamente quotidiana – per presentare ogni mese un solo saggio e un solo racconto. Da queste pagine 24 autori ogni anno proporranno il loro filtro sul reale, manipolando inevitabilmente la personalità di Dude mag: ed è una cosa che ci rende enormemente curiosi.
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Leo Pari live a Carillon • Musica da Comò @Comò Bistrot

State andando tutte le settimane al Comò Bistrot? Per il quarto anno consecutivo Carillon • Musica da Comò è l’appuntamento settimanale con la musica dal vivo al bistrot di Montesacro. La nuova stagione è partita con “Voices”, per raccontare la vocalità come elemento distintivo, centrale ed imprescindibile. Novembre è stato il mese di “Folkness”, un […]

State andando tutte le settimane al Comò Bistrot? Per il quarto anno consecutivo Carillon Musica da Comò è l’appuntamento settimanale con la musica dal vivo al bistrot di Montesacro.

La nuova stagione è partita con “Voices”, per raccontare la vocalità come elemento distintivo, centrale ed imprescindibile. Novembre è stato il mese di “Folkness”, un tentativo di interpretare e scoprire il Folk nel 2015. Sul palco, nei primi tre mercoledì del mese: Old river folks, Lilac Will, Lontano da qui. Ora è il turno di Leo Pari.

«Per il fornaio della réclama che ti avvelena con lo sguardo di gesso»

 

La Metro C è uscito lo scorso 15 maggio ed è un ep di 4 brani nel quale ti getti sull’attualità. Di che attualità stiamo parlando?

In realtà nei 4 pezzi de La Metro C, di cui solo tre sono miei e uno è la rivisitazione di Bambini Venite Parvulos di De Gregori, ci sono molti spunti autobiografici e riflessioni intime. La stessa La Metro C parte sì da un fatto di cronaca e da un’annosa problematica legata alla terza linea della Metropolitana di Roma, ma la canzone, almeno nelle mie intenzioni, vuole descrivere lo spirito umano, spesso sleale ed egoista per natura. L’indifferenza è una delle grandi malattie del nostro tempo.

A novembre a Comò si è parlato di Folk. A questo proposito: come procede l’avventura del Roma Folk Fest? E come se la passa a Roma il Folk?

Roma Folk Fest tornerà presto, e come la scorsa stagione avrà anche delle edizioni in altre città italiane. L’edizione a Villa Ada dello scorso 31 Luglio è stata un piccolo successo nel suo genere, sia per la grande affluenza di pubblico sia per la bontà della line up di artisti che si sono dati il cambio sul palco romano. La critica che più spesso ci viene mossa è che gli artisti che si esibiscono ai Folk Fest non siano propriamente “Folk”, ma noi ci consideriamo tutt’altro che puristi.

Questo preambolo per rispondere alla seconda parte della domanda: se per folk romano si intende la musica tradizionale legata al nostro territorio, io sono un musicista tutt’altro che folk. Forse Mannarino o il Muro del canto propongono qualcosa più vicino al folklore capitolino. Personalmente però credo che “folk” sia qualunque cosa che si avvicini alla gente, che in qualche modo la sappia coinvolgere. Per me folk è un sinonimo di pop. E a Roma in questo momento ci sono alcuni tra i migliori autori di canzoni in italiano, canzoni “pop”.

 

«Durante Carillon, il Comò vanta il maggior tasso di qualità musicale per metro quadro di tutta Roma!» Davide Dose [1986 – 2095]

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