Pochi giorni fa è stata resa nota la lista dei nove libri che Barack Obama ha comprato per Natale. Gli addetti alla comunicazione di Matteo Renzi non mancheranno di farci avere anche la lista del nostro premier – tuttavia, noi di DUDE MAG abbiamo pensato di bruciarli sul tempo e avanzare una nostra lista di consigli. Se Renzi finirà per comprare uno di questi libri, potremo rivendicare l’influenza della nostra linea. Se non ne comprerà, potremo ben considerarci un avamposto della controcultura.
La maggioranza deviante. L’ideologia del controllo sociale totale
a cura di Franco Basaglia e Franca Basaglia Ongaro
In questo smilzo libretto curato da Basaglia e sua moglie, Renzi troverà una quantità impressionante di riflessioni che, nonostante i quarant’anni di distanza, sapranno suggerirgli qualcosa. Ma credo che ci sia un’idea più importante delle altre: nonostante la società contemporanea ruoti intorno all’economia, all’industria, all’ingegneria e all’istruzione, esiste una zona più marginale, sempre più imponente, composta da studenti, disoccupati, malati, anziani e disabili. Questa è la maggioranza deviante, quella che piano piano rischia di divenire l’universale deviato, quei dropout (per usare un termine anche renziano) che necessitano di essere considerati all’interno della sfera più ampia. [M. M.]
Dialettica dell’illuminismo
Max Horkheimer e Theodor Adorno

Questo saggio dei due maestri di Francoforte dovrebbe essere una lettura obbligatoria per chiunque abbia solo l’idea di lavorare con/sulla/nella società moderna, figurarsi per un Presidente del Consiglio. I due filosofi riflettono sui passi indietro che il processo di sviluppo della storia ha compiuto rispetto alla gloria concepita dall’Illuminismo. E anche in questo caso i 70 anni di differenza si trasformano in imbarazzante attualità: la ragione e il pensiero, scrissero Adorno e Horkheimer, dovrebbero ricercare la libertà e la verità e non agire come meri strumenti dell’autoconservazione. Leggere e meditare. [M. M.]
House of Cards
Michael Dobbs
Politici di tutto il mondo, Renzi tra i primi, si sono esaltati di fronte alle prime due stagioni di House of Cards e sono ammutoliti dopo la terza. Forse perché [SPOILER] Frank Underwood non si è dimostrato un gran presidente? Forse perché ormai gli vanno tutte storte? Secondo me, avevano dimenticato che la trilogia originale è ispirata a Riccardo III e Macbeth. A costo di incorrere in spoiler, avrebbero forse dovuto leggere la tragedia di Shakespeare o i libri di Dobbs, prima di parlare. (Se House of Cards la vogliono per forza in video, su YouTube possono trovare le tre miniserie realizzate dalla BBC nei primi anni ’90, con un penetrante Ian Richardson nei panni di Francis Urquhart). [DZ]
Il capitale
Karl Marx

Renzi ha già citato Marx una volta, ma soltanto per farsi bello, e infatti era una citazione che gli addetti ai lavori hanno riconosciuto come fuori posto. Il consiglio è la lettura integrale di un testo di migliaia di pagine, in maniera tale che se proprio non dovesse comprenderne tutta la lezione perlomeno rimarrebbe impegnato per un po’ di tempo e non promuoverebbe riforme strangola-poveri. Il Capitale è un’analisi scientifica – la procedura epistemologica è mutuata dalla Scienza della Logica di Hegel, mica proprio un gioco – del sistema di relazioni che sorregge complessivamente la società. Se ne possono evincere chiavi di lettura della modernità che sono sempre valide e molto spesso illuminanti: la teoria del valore, il quale è forma (nel senso astratto di ciò che struttura e organizza) del sistema di relazioni ivi descritto e analizzato; il ruolo della merce come unità concreta dello stesso sistema di relazioni; il denaro come nexus rerum della socializzazione; la distinzione fra sfera della circolazione (il mondo dei liberi e degli eguali) e sfera della produzione (la dimensione in cui vige invece il dominio dell’uomo sull’uomo); le leggi dello sfruttamento a partire dalla teoria del valore; la macchina come strumento di ampliamento del dominio attraverso l’ottimizzazione del plusvalore relativo; il passaggio dalla sussunzione formale alla sussunzione reale del lavoro al capitale, e molto molto altro. Al Presidente potrebbe essere utile ai fini di un ridimensionamento della disparità sociale che affligge il nostro paese e il mondo intero. [G. N.]
Dizionario dei luoghi comuni
Gustave Flaubert

Io se dovessi consigliare un libro al Presidente del Consiglio Matteo Renzi, credo che sceglierei il Dizionario dei luoghi comuni di Gustave Flaubert, che è un libretto in cui si leggono queste definizioni:
SIFILIDE. Chi più chi meno ne sono affetti tutti. STITICHEZZA. Influisce sulle idee politiche. GIUSTIZIA. Non darsene mai pensiero. ALBICOCCHE. Neppure quest’anno ne avremo. BANDIERA (nazionale). Fa battere il cuore solo a vederla. BIANCHERIA. Non se ne mette in mostra mai abbastanza. FAMIGLIA. Parlarne sempre con rispetto. FAGIANO. Molto elegante per un pranzo. INGEGNERE. La miglior carriera per un giovane. MINISTRO. Traguardo estremo della gloria umana. METODO. Non serve a nulla. IMPERIALISTI. Tutte persone per bene, educate, pacifiche, distinte. INCENDIO. Uno spettacolo da non perdere. ITALIA. Bisogna vederla immediatamente dopo le nozze. IPOTECA. Chiedere “la riforma del regime ipotecario”, molto chic. LEGALITÀ. La legalità ci ammazza. Finché dura, nessun governo è possibile. LACONISMO. Lingua che non si parla più.
[J. N.]
La Bibbia
AA. VV.
Senza alcun timore di sembrare blasfemo posso affermare che la Bibbia è un pezzo di altissima letteratura, dato che al suo interno vi è tutto lo spettro dei sentimenti morali dell’essere umano, oltre ad ogni espediente narrativo conosciuto per intrattenere il lettore: innumerevoli colpi di scena e azione, amore, violenza, terrore e redenzione dei personaggi si susseguono pagina dopo pagina fino all’arrivo di Gesù nel ruolo di deus ex machina. Dopodiché inizia il Nuovo Testamento, che è forse l’unico caso nella storia della narrativa in cui il sequel è migliore del primo capitolo.
Sebbene la Bibbia non si presenti come un testo particolarmente impegnativo, suggerisco al Premier, qualora la lettura risulti noiosa, il film I Dieci Comandamenti con Charlton Heston nel ruolo di Mosè.
Consiglio il volume edito da Edizioni Paoline perché ha una bella cartina geografica all’inizio. [D. C.]
L’eroe dai mille volti
Joseph Campbell
Matteo ha cercato di crearsi un mito addosso – il rottamatore, ’sta roba qua – ma non ha raggiunto il livello di grandi narratori politici contemporanei come Silvio “La Vittima” o Barack “Il Santo Pop”. Se vuole farsi due idee su come raccontare efficacemente se stesso e la sua azione di governo, potrebbe leggere questo classicone di Joseph Campbell: la figura dell’eroe, e più in generale del protagonista, viene smontata e rimontata in tutte o quasi le sue possibili configurazioni. Non è un manuale di invenzione narrativa, ma può fornire degli spunti utili. Del resto, Renzi vuole cambiare la politica italiana: oltre alle riforme dovrebbe prendersi la briga di farci un po’ sognare, che sarebbe una novità. E anche in questo caso, come per diversi libri qui sopra, il consiglio si riassume in: Matteo, riparti dalle basi. [DZ]
Articolo a cura di Matteo Moca, Dario Chimenti, Giordano Nardecchia, Daniele Zinni, Jacopo Narros.


