Ogni mercoledì ULTRASUONI vi aspetta allo Städlin. Il 9 vi aspetta pure Kai Alcé.

Una combinazione di radici Haitiane e giovinezza spesa tra St. Croix e New York: Kai Alce (per i curiosi: si pronuncia Al-Say), dopo 20 anni di carriera, ha mantenuto integra la sua identità musicale formatasi tra il Music Institute di Detroit, il jazz del padre e la svolta hip-hop.
Amerika, 2015
Come ogni adolescente degli anni ‘70 non è immune alle linee melodiche e il seducente suono della disco music. Tresferito a Detroit negli anni ‘80 lavora per il Music Institut al fianco del luminare della techno Derrick May e sforna Innercity’s “Goodlife” e Rhythim Is Rhythim “It Is What It Is” che risentono fortemente del decennio armonico degli anni ‘80.
Gli studi di psicologia al Morehouse di Atalanta lo portano a scoprire la musica house. Suona in locali come il Traxx, 688 Madhouse, Oxygen, lo Ying Yang Music Café (locale di debutto di India Arie e Donnie, tra l’altro) e ottiene una presenza settimanale all’ MJQ.


Dopo aver registrato con le maggiori etichette – Mahogani Music (Moodyman’s label), FXHE (Omar) & Real Soon (UK) e Deep Explorer Recordings – fonda la sua etichetta nel 2008.
La NDATL Muzik è l’acronimo dei luoghi che l’hanno musicalmente plasmato: New York, Detroit, Atlanta.
Black Rhapsody, 2015
Dagli LP degli anni ‘80 qualcosa è cambiato: sono scivolate via le tastiere vibranti ma l’anima di Kai Alce è rimasta incorrotta nel tempo. L’elettro house pura si fonde con il funk anni ‘70, le sonorità tipicamente clubbing si confondono con le linee melodiche alle quali lui stesso prende parte rivelando un timbro tipicamente black. Una sintesi di epoche, colori, sintetizzatori e strumenti a fiato dove il passato e il presente convivono in un’atmosfera piacevolmente vintage.
Kai Alce, Original Vocal
Mercoledì 9 dicembre, h. 19:00 – 02:00
Städlin – Via Antonio Pacinotti 83, Roma
Ingresso: free entry
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