Nelle ultime settimane mi è capitato di notare, nella mia timeline di Facebook, una serie di meme sul tema Roma nord vs. Roma sud, pubblicati da una pagina chiamata Partito Indipendentista di Roma Nord (PIRN).
(Per chi non lo sapesse, quella fra Roma nord e Roma sud è una goliardica diatriba che vuole i cittadini della metà alta della capitale più sofisticati e quelli della metà bassa rozzi e ignoranti.)
Essendo da sempre divertito dall’argomento, sono andato a spulciare la pagina e il blog del PIRN, dove è presente il programma (un solo punto: l’erezione di un muro per dividere Roma nord dal resto della capitale) e la storia del partito, secondo la quale il suo fondatore Alberto Gagliardi avrebbe conseguito il dottorato in Antropologia presso La Sapienza con una tesi intitolata Overcoming mediocrity: elements for a Northern Rome secession. Questa tesi gli sarebbe valsa la partecipazione alla Conferenza delle Nazioni Unite sullo sviluppo sostenibile (tenutasi a Rio nel 2012), costituendo il punto di partenza di quello che oggi è il Partito Indipendentista di Roma Nord.
Convinto che ne sarebbe uscito qualcosa di divertente, ho deciso di contattare Alberto Gagliardi per proporgli un’intervista. Ma dopo la chiacchierata di sabato scorso in un bar di Città Giardino (Roma nord, ça va sans dire) ho in testa un po’ di confusione, oltre alla sensazione di essere stato menato per il naso. Perché questo PIRN sembra fare sul serio.
Di cosa vogliamo parlare, Alberto? Risvoltini, sorchetta doppio schizzo o Hogan gratis per tutti?
Preferirei parlare del partito.
Be’, ma il partito è questo, no? Meme su Garibaldi, diagrammi di flusso per capire se sei di Roma sud, analisi sulla presunta “romanordità” di Gesù Cristo…
Quella che vedi è la superficie. Ma il PIRN esiste davvero, ha un programma e tu l’hai anche letto, a quanto mi hai detto.

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Il muro? Ok, parliamone.
C’è scritto tutto sul sito. La Repubblica Indipendente di Roma Nord comprenderà i quartieri Prati, Trionfale, Cassia, Flaminio, Tor di Quinto, Parioli, Trieste, Nuovo Salario, Monte Sacro e Nomentano. Di base vogliamo estendere il muro torto fino a circondare tutta Roma nord.
Seriamente, ora: goliardata o campagna di marketing?
Campagna di marketing. Per il partito. Noi membri fondatori del PIRN abbiamo un background in social media management e sappiamo che per attirare l’attenzione della gente è necessario pubblicare contenuti leggeri, per non dire idioti. Quello che stiamo facendo è accumulare le persone interessate al tema in modo da presentare ufficialmente il programma del partito prima delle elezioni comunali di maggio/giugno.
Andiamo, smettila di fare il serio. Nella storia del PIRN parli di una tesi sulla secessione di Roma nord dal resto di Roma, di una sedicente partecipazione all’Earth Summit del 2012…
Esattamente. Sono tutte cazzate.
Cazzate?
Certo. Sono fatte per generare attenzione, curiosità, interesse. Sono il primo ad ammettere candidamente che non c’è nulla di vero in tutto ciò. Tranne il partito.
Il partito esiste?
Non ancora. Per fondarne uno servono mille firme. Le raccoglieremo quando avremo abbastanza sostenitori. Poi depositeremo il simbolo, l’obiettivo politico e il logo. Io sarò il presidente, e i miei amici Valerio Ferrari e Francesco Pompili ricopriranno rispettivamente i ruoli di segretario politico e tesoriere.

Si può prendere sul serio una cosa del genere? (Immagine via)
Ok, darò per scontato che tu stia cercando di trollarmi e farò finta di stare al tuo gioco.
Fai come ti pare.
Come ti aspetti che la gente ti prenda sul serio, se tutto quello che hai scritto finora sono solo bugie?
Non vedo quale sia il problema. Sono decenni che al governo ci sono persone che non fanno altro che contar cazzate. Io almeno ho la decenza di dirlo apertamente.
Quindi vorresti davvero alzare un muro così, nel bel mezzo di Roma?
Non con la forza, se è questo che intendi. Il Partito Indipendentista di Roma Nord è secessionista, non sovversivo. Questa secessione deve seguire un normale processo democratico, che rispecchi la volontà dei cittadini. Servono centomila firme per un referendum di iniziativa popolare, e non importa quanto tempo ci vorrà: quello per ora è il nostro obiettivo.
Ok. E una volta alzato il muro? Tante pacche sulla spalla e buona camicia a tutti?
Assolutamente no. Il muro è il nostro cavallo di Troia. L’indipendenza di Roma nord serve solo a liberarci dal giogo della burocrazia italiana. Una volta che non saremo più vincolati da quelle leggi asfissianti potremo fare tutto quello che vogliamo fare senza che nessuno si metta fra i piedi.
Per esempio?
Vuoi saperlo davvero o mi vuoi solo mettere in ridicolo?
Forse entrambe le cose. Tu intanto parla.
Il PIRN vuole moltiplicare le aliquote IRPEF in modo che le persone più benestanti paghino un’altissima quantità di tasse e quelle più povere quasi nulla, per redistribuire il reddito e stimolare i consumi. Parallelamente avvieremo una pesante informatizzazione del settore pubblico per tagliare i costi di amministrazione. Con le entrate così ricavate miglioreremo il trasporto pubblico costruendo nuove linee di metro secondo il nostro metodo: distruggeremo tutti i reperti storici che sarà necessario distruggere per non rallentare i lavori…
Distruggere i reperti romani?
Perché, cosa cambia se restano sottoterra? E poi con i pezzi recuperati metteremo su un paio di musei che varranno più del PIL della Svezia. Mentre i lavori di costruzione della metro vanno avanti, costruiremo nuove piste ciclabili e liberalizzeremo le licenze dei taxi. Sul lungo periodo vogliamo anche passare all’energia nucleare.

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Uhm. E sui diritti civili? Matrimoni gay, per esempio. Negli ultimi tempi se ne parla tanto.
La linea del PIRN sui diritti civili è improntata al liberismo più estremo. Eutanasia, fecondazione assistita, pillole del giorno dopo: tutte queste possibilità devono essere a disposizione del cittadino di Roma nord che deciderà da sé se avvalersene o meno. Va da sé che siamo favorevoli ai matrimoni gay, all’adozione e anche al matrimonio fra più persone, purché l’intenzionalità di tutti i coinvolti sia provata davanti all’autorità. Per quanto mi riguarda gli uomini dovrebbero potersi sposare anche con i cani.
Tutto questo a Roma nord.
Solo a Roma nord, esattamente.
Perché a Roma sud no?
È come a scuola. Il progresso dello studente brillante è rallentato da quelli meno svegli. Non vediamo perché portarci appresso questo giogo anche al Campidoglio.
Mi puzza di razzismo.
È perché ragioni per schemi precostituiti. Il PIRN non ha nulla contro i cittadini di Roma sud, semplicemente vogliamo fare da soli, in base al principio di autodeterminazione dei popoli. Quello di Roma nord è un popolo coeso e omogeneo, e l’omogeneità culturale è il presupposto fondamentale per lo sviluppo di un paese. Non si va lontano se si deve rispondere a interessi di gruppi di persone profondamente diversi fra loro. Non è un caso che Italia e Spagna, due fra i paesi più lenti in Europa in termini di crescita, siano anche quelli con maggiore disomogeneità al proprio interno.
Quindi niente immigrazione?
Non mettermi in bocca cose che non ho detto. Omogeneità non vuol dire isolamento né tantomeno razzismo. Le nostre politiche in maniera di immigrazione saranno di gran lunga più permissive rispetto a quelle italiane.
Avete una bandiera, voi del PIRN? Siete vicini a qualche partito politico?.
Assolutamente no. Se proprio dovessimo rifarci a un’idea politica, sarebbe il socialismo scandinavo.
Da dove viene quest’ossessione per Roma nord? Cosa vi rende così speciali, secondo voi?
Io sono nato e cresciuto qui, a Città Giardino. Ho passato la mia vita fra il mercato di Val Melaina e il chiosco di ponte Tazio, mi sono dato appuntamenti a piazza Vescovio e ho calmato la fame chimica a colpi di sorchetta doppio schizzo. Roma nord la conosco come pochi altri. Sono innamorato di questi palazzi coi muri spessi un metro, delle nostre donne, del nostro traffico. Roma nord è la Roma che vedi nelle cartoline dei primi del novecento. A quel tempo Roma sud neanche esisteva, era solo campagna. E io voglio solo rendere giustizia a tutta questa bellezza.
Me ne vado con l’impressione che Alberto Gagliardi sia un freak con alcune idee chiare e un modo stravagante di presentarle. Ho ancora la convinzione che mi abbia solo trollato, ma forse qualcosa di vero in quello che ha detto c’è. La mia opinione è che si sia inventato questa cosa del PIRN in modo da spianarsi la strada per una carriera politica in un partito “normale”. Ma questo lo potremo sapere solo al momento delle elezioni comunali.