
È un programma di musica ma non è un talent show. Partecipano dei musicisti ma a nessuno di questi accade che: venga ingaggiato da una major; venga incoronato vincitore; venga eliminato dalle telefonate da casa; venga esaminato da un giudice; venga scaricato in mezzo alla strada dalla major di prima.
Non significa che i musicisti non vengano messi alla prova in Kahbum. Il format prevede l’incontro fra due musicisti, ai quali viene fornita una bustarella contenente una traccia. Un tema da sviluppare, entro un’ora e mezza. Chi lo fa meglio vince? No, devono lavorarci insieme, consegnando innanzitutto a se stessi, poi al pubblico da casa, il brano che sono riusciti a scrivere insieme.
La seconda puntata di “Kahbum”
Kahbum è un «progetto che nasce per mettere in relazione musicisti e produrre contenuti originali», spiegano nella loro presentazione gli ideatori del format. I quali, a proposito, sono i componenti dell’agenzia di comunicazione NECOS, che con questo primo lavoro sperimenta la produzione. «Abbiamo iniziato a lavorare anche come produzione scegliendo come primo progetto Kahbum: un format musicale che riflette per molti versi il nostro modo di vedere il mondo, all’insegna della collaborazione e della libera espressione degli artisti», spiegano. «Il mito dell’artista squattrinato non ci ha mai convinto, perché lavorare e sostenersi con i propri mezzi è l’unico modo per essere realmente indipendenti».
La (saggia) direzione artistica è affidata a Ulisse, già vecchia conoscenza di DUDE MAG come cantautore autore (appunto) dell’album Se esiste una terra, sotto lo pseudonimo di Estuario – un nome che includeva anche la band che ha realizzato il disco, ma questa è un’altra storia.
Il risultato finale di Kahbum è una web-serie a puntate. Si ripercorre l’intera ora e mezza di elaborazione, ma attraverso un breve montaggio che ci consegna la puntata di circa 5 minuti. La prima puntata – ne seguiranno altre 11, per cui, per chi non se la cavasse granché con gli integrali, tralasciando i vari passaggi richiesti verrebbe un totale di 12 puntate – ha coinvolto Daniele Autore, dei Vanilla Sky, e Francesco Megha, degli Autoreverse. Con un titolo non facile: Se mi fai uno squillo e io ti richiamo non puoi non rispondere. La seconda puntata ha visto protagonisti Margherita Vicario e Lucio Corsi, a cui è stato rifilato il titolo Il cuore va nell’organico.
Quel che salta subito all’occhio, visto anche il ritmo rapido del montaggio, è che un’ora e mezza per scrivere una canzone è pochissimo. Se non altro perché è già poco per mettersi d’accordo, figuriamoci per portare a compimento un progetto artistico nato all’occorrenza. Per dire: Silvestri-Fabi-Gazzè non avevano solo un’ora e mezza a disposizione, eppure già i primi due esperimenti di Kahbum sono usciti meglio del loro – e non di poco.
La prima puntata di “Kahbum”