Come saranno le canzoni indie italiane quando avremo 75 anni
Sul finire dei suoi primi dieci anni, qui compiamo una piccola rivoluzione, abbandonando il nostro formato classico – quello del magazine culturale a cadenza vagamente quotidiana – per presentare ogni mese un solo saggio e un solo racconto. Da queste pagine 24 autori ogni anno proporranno il loro filtro sul reale, manipolando inevitabilmente la personalità di Dude mag: ed è una cosa che ci rende enormemente curiosi.
2022
01 gennaio
Dude Mag
03 marzo
Alessio Giacometti
05 giugno
Simone Vacatello
07 novembre
Marco Montanaro e Gilles Nicoli
09 gennaio
TBA
TBA
10 febbraio
TBA
TBA
11 marzo
TBA
TBA
12 aprile
TBA
TBA
×
×
È arrivato il momento di iscriverti
Segui Dude Mag, dai!
17529
https://www.dudemag.it/musica/la-vecchiaia-dellindie-italiano/

Come saranno le canzoni indie italiane quando avremo 75 anni

Tito Boeri ci ha detto che andremo in pensione a 75 anni, questo significa che anche la musica indie invecchierà con noi e racconterà la nostra generazione fino alla morte. Abbiamo immaginato come.

Le dichiarazioni di Tito Boeri fanno ormai parte stabilmente delle mie ansie quotidiane tipo lavare i piatti, cercare parcheggio, non prendere multe, pagare le multe, mio padre che mi telefona e mi chiede quando troverò un lavoro vero e la smetterò di scrivere stronzate.

L’ultimo allarme del presidente dell’Inps, secondo cui la generazione nata negli anni ’80 rischia di andare in pensione a 75 anni, ha però un’ulteriore connotazione catastrofica: questo significa che anche le carriere degli esponenti dell’indie italiano saranno così lunghe e strazianti.

Fa paura immaginare un ipotetico scenario fatto di sterili polemiche su Facebook tra anziani, festival popolati da folle di capelli bianchi e cantanti sul palco che si tengono sulle stampelle. Ma ancora peggio saranno i contenuti dei testi che inevitabilmente saranno influenzati dal passare del tempo, perciò ho cercato di capire quali saranno i ritornelli del momento quando probabilmente saremo già tutti morti, si spera.

 

I cani

Niccolò Contessa non avrà bisogno di preoccuparsi della pensione, farà soldi a palate e andando avanti nella sua carriera batterà tutti i record, due in particolare: riuscirà finalmente a mettere in una sola canzone tutti i luoghi comuni esistenti sulla faccia della terra e riempirà gli stadi con il pubblico dal quoziente intellettivo più basso di sempre. Ad ogni modo continuerà a fare dischi anche da vecchio, senza bisogno di soldi, l’arte per l’arte si chiama.

 

Le coppie

«Le coppie si fanno i regali
festeggiano le nozze d’oro
io niente sono vedovo»

 

The Giornalisti

Tommaso Paradiso si lascerà fagocitare definitivamente dalla televisione trash italiana, parteciperà a un reality e continuerà a scrivere status nazional popolari su Facebook che però riguarderanno sempre di più la spossatezza e gli acciacchi fisici dovuti al tempo che passa. Scriverà anche il nuovo inno ufficiale della Lazio che però nel frattempo sarà retrocessa per sempre in serie D.

 

Senilità

«Le vene varicose
Le tette calate
Le mani con l’artrosi
Gli sguardi che non ci vedono da qui al muro»

 

Calcutta

Al povero Edoardo Calcutta le cose non andranno come si sperava, mainstream mainstream, mainstream un cazzo, continuerà a fare concerti a sorpresa al Pigneto ma passerà lentamente dai bar fighetti alla metropolitana, e sarà sempre meno una sorpresa incontrarlo lì con i capelli bianchi e un po’ trasandato. Non avrà versato abbastanza contributi per avere diritto alla pensione.

 

Cosa mi diabete a fare

«E non mi importa se non ci sento più
e non mi importa se non ci vedo bene
dovrò soltanto ricordarmi dell’insulina»

 

Le luci della centrale elettrica

Vasco Brondi entro un paio di decenni scriverà libri, poesie e fumetti, tutti a tema andropausa e prostata infiammata, vincerà il Premio Manuel Agnelli grazie al concept intitolato: Per combattere l’arteriosclerosi che è un lungo sproloquio parlato tutto su un solo accordo, come sempre, il La minore.

 

Quando tornerai dalle poste

«Andremo ancora a letto alle otto di sera
come ai tempi dei primi acciacchi e dei tuoi calcoli ai reni
delle scuregge che mollavi, ti diranno che sei poco produttiva
proprio adesso che la pensione è vicina
come andare a messa in Fiat Uno
come mia nipote che lavora in Cina.

E sempre, come un amuleto, tengo il numero del geriatra nella tasca interna del giubbotto
e tu tornerai dalle poste, forse tornerai dalle poste, sì tornerai dalle poste
Adesso che quando ci parliamo non ci sentiamo più un cazzo non ho capito che hai detto eeeeh? parla più forte!»

 

Motta

So che ve lo state chiedendo: Motta si dimenticherà di tagliarsi i capelli per tutto il resto della vita.

 

La fine dei settant’anni

«Amico mio sono anni che ti dico andiamo via
ma a te ti scappa sempre da pisciare
ci sono anche altri cantieri da guardare»

 

Iosonouncane

Nicola Incani purtroppo invecchiarà male e finirà a suonare alle sagre del porceddu e alla Faradda di li candereri.

 

Stormi

«Stormi nel mattino con la luce del sole alto
che si rompe tra le vele scivolando dai fianchi
il giorno cade sulle rive lontane
Làlàlàlà alto nel mattino con la luce del sole
vento che si rompe tra le vele
sulla riva cadrò
sulla riva sei tu
per stendermi al sole»

 

Levante

Non so chi sia e quindi non posso inventare gag mi dispiace.

 

Finché morte non ci separi

«Vabbè quindi fra due minuti, ciao.»

 

Maria Antonietta

La vecchiaia di Maria Antonietta non sarà serena, a un certo punto impazzirà e si convincerà di essere Maria Antonietta la regina, andrà a Versailles e per anni cercherà di dormire lì, allontanata puntualmente dalla sicurezza che un giorno si romperà le palle e la condannerà alla ghigliottina.

 

Quanto eri bello

«Io volevo solo portarti a letto
Ma quanto eri bello?
Non lo so, perché non mi ricordo davvero più niente.»

 

Colapesce

Colapesce è talmente bravo che si è già portato avanti col lavoro, questo è un suo testo originale ma già sembra che sia il Colapesce ultrasettantenne a parlare:

 

Restiamo in casa

«Restiamo in casa l’amore è anche fatto di niente
Prendo il telefono e infine compro i coltelli
Come rubini incastrati quassù al terzo piano
Ma quanta luce i tuoi occhi
Sento tremare i ginocchi»

Jari Olavi Litmanen
Erede di una ricca dinastia di produttori di pasta biologica, si gode la tranquillità economica scrivendo in giro per la rete. Per lui la musica italiana finisce nel 1985 quando escono “Cosa succede in città” e “Forever”.
Segui Dude Mag, dai!
Dude Mag è un progetto promosso da Dude