Cosa ci dice Alessio Grancagnolo
Sul finire dei suoi primi dieci anni, qui compiamo una piccola rivoluzione, abbandonando il nostro formato classico – quello del magazine culturale a cadenza vagamente quotidiana – per presentare ogni mese un solo saggio e un solo racconto. Da queste pagine 24 autori ogni anno proporranno il loro filtro sul reale, manipolando inevitabilmente la personalità di Dude mag: ed è una cosa che ci rende enormemente curiosi.
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Cosa ci dice Alessio Grancagnolo

Durante una conferenza della ministra Boschi all’Università di Catania, un intervento di uno studente di giurisprudenza, Alessio Grancagnolo, si è distinto per il tono e il piglio deciso nel contestare le ragioni della riforma costituzionale. Il Fatto Quotidiano ha dedicato all’intervento del ragazzo la prima pagina con un editoriale del direttore Marco Travaglio e Andrea […]

Durante una conferenza della ministra Boschi all’Università di Catania, un intervento di uno studente di giurisprudenza, Alessio Grancagnolo, si è distinto per il tono e il piglio deciso nel contestare le ragioni della riforma costituzionale. Il Fatto Quotidiano ha dedicato all’intervento del ragazzo la prima pagina con un editoriale del direttore Marco Travaglio e Andrea Scanzi ha scritto dello studente come di “una camicia d’oro dell’anti-renzismo”.

A prescindere dal merito della riforma elettorale il video dell’intervento di Grancagnolo suggerisce anche alcune questioni comunicative molto attuali.

  • Andare a sentire un personaggio importante con cui si è in disaccordo – in questo caso un ministro della repubblica – ma non mettersi a urlare, a occupare l’aula con degli striscioni o fare atti puramente dimostrativi può risultare utile. La scelta comunicativa di esprimersi in modo netto, ma all’interno delle regole del dibattito (alzare la mano per chiedere di intervenire, rassicurare gli interlocutori che si concluderà presto e così via) ha fatto guadagnare ascolti, credibilità e rispetto a chi parlava, cioè uno studente sconosciuto.
  • Un giovane studente come Alessio ottenendo l’attenzione di molti è riuscito a dare spazio alle ragioni del no al referendum – forse più di quanto non ne siano riusciti a ottenere alcuni esponenti politici o personaggi pubblici a favore del no.

È difficile trovarsi d’accordo con chi per esprimere il proprio disaccordo vandalizza uno stand di fumetti, impedisce a un professore di tenere lezione all’università, strappa i libri di Salvini o irrompe a una riunione urlando slogan e improperi verso i presenti e la senatrice promotrice della legge sulle unioni civili. Sono gesti che creano rigetto, non convincono gli indecisi perché non portano argomenti se non l’immancabile goffagine della violenza che prende il posto dei contenuti. Il metodo, a volte, è parte del merito e il caso di Alessio ha dimostrato che essere dissidenti pensanti è un atto fruttuoso per la comunicazione delle proprie idee e che si può arrivare a molti senza gesti eclatanti ma attraverso la proposta dei propri argomenti.

Enrico Pitzianti
Cagliari 1988, è parte della redazione di ARTNOISE e di Dude Mag. È laureato in semiotica, scrive per L'Indiscreto, Motherboard, Gli Stati Generali ed è consulente per SpaceDoctorsLtd.
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