Il nostro Paese ha sempre avuto qualche titubanza nell’accettare le esternazioni e le manifestazioni più trasgressive di coloro che vengono comunemente definite delle rockstar. Esemplari in tal senso furono le parole di Francesco Guccini sui «punk che vanno a mangiare i tortellini dalla mamma», ma soprattutto il coro indirizzato a Brian Molko che distrugge sul palco la sua chitarra e un amplificatore durante l’ospitata dei Placebo a San Remo nel 2001. Il moralismo del pubblico sanremese si fece sentire in maniera abbastanza pesante, mentre i presentatori tentarono di correre ai ripari redarguendo a distanza il cantante con fare paternalistico, dipingendolo come un bambino cattivo che ha fatto fare una brutta figura ai genitori durante una cena importante.
Quindici anni dopo ci troviamo quasi allo stesso punto, con la musica Rock che si contrappone ancora una volta al conformismo televisivo.
Domenica scorsa agli Mtv Awards i The Kolors, che i più hanno associato ad una sorta di Ramones per bimbiminkia, dopo un’esibizione che ha lasciato quasi tutti perplessi si aggiudicano il prestigioso premio MTV History Award. Durante Me Minus You Stash Fiordispino, il cantante della band napoletana, si abbassa fissando la telecamera per sputare sull’obiettivo con la disinvoltura dell’animale da palcoscenico sopravvissuto ad anni di vita in tour bus e musica a tutto volume.
Un premio importante, da mettere sopra il caminetto, che però i The Kolors decidono di non ritirare, lasciando di sasso il presentatore Francesco Mandelli, ex attore per i fratelli Vanzina con un trascorso da icona indie pre millennials. Il Nongio è solo sul palco e chiama più volte la band senza successo.
I sostenitori dei The Kolors affermano che la reazione di Stash sarebbe la risposta ai voti truccati per l’assegnazione dei premi, mentre i più maliziosi dicono che il cantante non abbia gradito il ritardo nel far partire la base della canzone.
In un post su Facebook poi, il cantante chiederà scusa a «tutti coloro che si sono sentiti offesi dal mio comportamento» senza fare minimamente chiarezza sull’accaduto, puntando il dito su chi cerca di ostacolarli.
Nel corso della serata la band sarà anche insignita del premio per la Miglior Performance degli Italian MTV Awards 2016 che però, manco a dirlo, non ritirerà.
Sul finire della manifestazione però Paolo Ruffini (sic) registra un video in cui un Francesco Mandelli furibondo urla al cantante: «Ti danno un premio e lo rifiuti, ma chi cazzo sei? Io sono qui a lavorare!».
Non c’è dubbio che il concetto di rockstar abbia travalicato i generi musicali andando a connotare un atteggiamento da primadonna viziata, capricciosa e volubile, abituata ad una vita oltre ogni limite e votata all’eccesso ad ogni costo. Per questo avere una chitarra non è più necessario per raggiungere quello status. E anzi il riferimento che fa Francesco Mandelli — «Ma chi cazzo sei? Io sono qui a lavorare!» — risulta quanto mai imbarazzante: proprio come il pubblico dell’Ariston nel 2001 il Vj non riesce a capire la provocazione né tanto meno i motivi di un gesto tanto ribelle contro il tritacarne discografico pronto a sputare via i suoi talenti lasciandoli nell’oblio dei ricordi dei telespettatori dei talent show. I The Kolors e Francesco Mandelli appartengono a mondi diversi, divisi da un fosso generazionale incolmabile; è il nuovo Rock contro il riflesso del Brit-pop, un conflitto che il Nongio non può vincere.
Già qualche ora dopo il battibecco, la lite finisce a tarallucci e selfie, anche se Francesco Mandelli sembra avere ancora qualche sassolino nella scarpa: «Uno di loro voleva menarmi. Questa è la verità», mentre quarantotto ore dopo, negli studi di RTL 102.5 — la radio di Lorenzo Suraci che è anche produttore ed editore della band di Stash — il perdono sembra definitivo grazie alle lusinghe che la band fa ad un noto programma del Vj: «Dopo ciò voglio abbracciare pubblicamente Francesco, tra l’altro sono un suo fan e ancora oggi guardiamo sempre I Soliti Idioti».
I The Kolors, appena un anno dopo la loro vittoria ad Amici di Maria De Filippi e con la loro Everytime così presente in tutta la comunicazione di Vodafone, si confermano come il prototipo della band contemporanea, e se condannate Stash Fiordispino vuol dire che state invecchiando e che non capite più la musica Rock.
Damiano er faina commenta l’accaduto