La generazione Y e le youtuber
Sul finire dei suoi primi dieci anni, qui compiamo una piccola rivoluzione, abbandonando il nostro formato classico – quello del magazine culturale a cadenza vagamente quotidiana – per presentare ogni mese un solo saggio e un solo racconto. Da queste pagine 24 autori ogni anno proporranno il loro filtro sul reale, manipolando inevitabilmente la personalità di Dude mag: ed è una cosa che ci rende enormemente curiosi.
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La generazione Y e le youtuber

Ci sono millenial e millenial, la differenza è palpabile proprio grazie allo strumento di comunicazione che contraddistingue questa nostra generazione social.

È praticamente impossibile conoscere la lista completa degli youtuber italiani, figuriamoci di quelli sparsi per il globo. E per youtuber intendo quelli che hanno almeno diecimila iscritti, un numero che a me sembra gigantesco ma che nel mondo di YouTube è pressoché ridicolo. Pensare che quando Favij parla di foto divertenti o di “epic moments” nei videogiochi si sta rivolgendo all’intera popolazione di Roma più altri circa centomila utenti, numericamente parlando, è piuttosto inquietante, o forse a me risulta tale perché sono nata poco prima del 1995.

 

 

Eppure, questo gigantesco calderone di challenge e tutorial è vivissimo e si muove in modo a dir poco veloce, così tanto veloce da creare un divario all’interno della stessa generazione Y. Perché è vero che se sei nato tra gli anni ottanta e i primi anni duemila sei un millenial, ma è vero pure che in vent’anni cambiano molte cose e Youtube, con i suoi infiniti youtuber, ci regala un meraviglioso spaccato di realtà. E dunque, ci sono millenial e millenial, la differenza è palpabile proprio grazie allo strumento di comunicazione che contraddistingue questa nostra generazione social.

Non potendo conoscere tutti gli youtuber che ad oggi contano un numero consistente di iscritti (per mia fortuna), mi sono soffermata su una branca in particolare, ovvero quella parte di YouTube che appartiene alle ragazze italiane. Anche in questo caso, nonostante il campo ristretto, il fenomeno di presenta solo in una sua piccolissima parte. Ciò che ne emerge è una netta divisione tra le youtuber di ultimissima generazione, quelle nate tra il 1995 e il 2000, e quelle invece un po’ più “attempate”, ragazze sulla trentina o giù di lì. Le prime sono più inclini alla pratica del “vlog”, mentre le seconde tendono più a manifestarsi attraverso video tutorial che spaziano dal makeup alla cura del corpo fino ai consigli di moda. È interessante notare anche come cambia il rapporto tra youtuber e follower tra i due gruppi: del primo fanno parte le coetanee della star, le quali si pongono come vere e proprie idolatrici della semplice quotidianità della loro paladina espressa appunto attraverso i “vlog”, del secondo invece fanno parte ragazze un po’ più mature, più critiche e decisamente più goffe nell’utilizzo del mezzo tecnologico. Il gigantesco abisso che esiste tra la generazione nata già con un computer e una connessione adsl e quella che invece lo ha visto arrivare in casa ancora impacchettato e ciò che ne consegue è meravigliosamente espresso nei canali YouTube delle nostre connazionali. Così vicine, così lontane, le ragazze della generazione Y soffrono di un distacco troppo netto e non servono delle interviste di pochi minuti fatte da Concita De Gregorio per capire “Cosa pensano le ragazze”, piuttosto, basta un giro su YouTube.

 

 

Sofia Viscardi, Greta Menchi, Murielboom: queste sono alcune delle youtuber della categoria juniores. Parlano tutte da una cameretta addobbata a mo’ di casa di bambole, minuziosamente laccate, ispirate spudoratamente e in modo decisamente spersonalizzante a quelle delle loro mentori oltreoceano. Altarini immacolati fatti di lucette che pendono, lettoni pieni di cuscini, mobili bianchi, ghirlande di fiori. E così, dallo scorcio che abbiamo ottenuto sulla loro bellissima ma incasinatissima vita, riusciamo ad accaparrarci pezzi della quotidianità di queste ragazze speciali. Ci parlano di tutto, o meglio, di tutte quelle cose che affliggono la vita di una teenager: figuracce, pensieri profondi, gag ironiche nelle quali qualsiasi ragazzina italiana può rispecchiarsi, ma anche consigli di vita e di stile. Un diario a cielo aperto che diventa allettante perché scritto da una ragazza che è indubbiamente più carismatica di noi comuni mortali, ma che in sostanza non dice niente se non raccontare se stessa, senza nessun merito particolare né abilità richiesta se non quella di essere carina, simpaticamente carina.

 

 

Alle fan Sofia e Greta piacciono perché sono così vere, così sincere, che sembra loro di poterle toccare attraverso ogni foto o video che postano. I commenti infatti comunicano chiaramente questo senso di amore sconfinato che provano le adolescenti nei confronti delle youtuber: chiamano le loro paladine con vezzeggiativi e confidenziali diminutivi, implorano loro di notarle, di rispondere, le confortano e parlano come se fossero le più intime delle loro amiche. Solo che, nella cruda realtà offline, non si vedranno mai se non ad uno di questi innumerevoli incontri in cui hai finalmente la possibilità di palpare la tua dea con mano, scattarti una foto e dirle che per lei tu ci sarai sempre (e piangere, in molti casi). Sofia e Greta non si tirano certo indietro, anzi, fanno un passo avanti e scrivono un libro, perché i video non bastano a comunicare tutte le migliaia di sfumature che il loro pazzo mondo contiene in sé. Succede è il libro di Sofia Viscardi, Il mio libro sbagliato quello di Greta Menchi. Due titoli che manifestano tutta la verità e la naturalezza che questi personaggi vogliono esprimere: le cose brutte succedono a tutte, il ragazzo ci lascia, e facciamo sempre un sacco di errori perché siamo vere! Sofia e Greta sono vere, non sono attrici, sono personaggi di un teen-drama americano in carne ed ossa, tanto da parlarci direttamente dalla loro cameretta. E parlano in un modo perfettamente efficace, usano i termini giusti, il montaggio è velocissimo, spezza ogni esitazione.

Il linguaggio di queste ragazze è un linguaggio che si basa su una serie di riferimenti culturali che è proprio del loro mondo esclusivo, non solo per il lessico ibrido tipico di internet in quasi tutti i suoi strati, ma soprattutto per il modo in cui queste ragazze si impegnano a sottolineare la loro umanità con modi volutamente goffi e forzatamente simpatici, o con infiniti monologhi evocativi sul senso dell’amicizia, dell’amore, della giovinezza, uno stile narrativo che appare in modo più blando sui profili delle adolescenti come didascalia di foto significative, a detta loro.

 

 

Sul fronte più maturo invece troviamo tutt’altra fauna. Di certo ClioMakeup ha lanciato una tendenza, quella del tutorial, che non ha mancato affatto di generare tantissime versioni. Cliomakeup è un caso particolare, sia perché è stata una delle primissime, nonché la più accreditata in fatto di trucchi, sia perché è tendenzialmente trasversale come youtuber, ma anche perché aleggia ormai attorno a lei una confermata aura di professionalità. Le youtuber seniores, piuttosto, sono quelle che si dedicano all’attività di ClioMakup et similia ma ci aggiungono anche il lato personale, i loro sfoghi e i loro infiniti monologhi. A differenza delle teenager, a queste youtuber sfugge un concetto fondamentale della comunicazione sul web: la sinteticità.

 

 

Carlitadolce, trecentomila e rotti iscritti, è una meravigliosa fattucchiera napoletana che incanta le sue fan con centinaia di ricette cosmetiche dal suo laboratorio stucchevolmente rosa. Nonostante le sue innegabili abilità pratiche, i video di questa youtuber mancano di quel guizzo rapido e accattivante, limitandosi a mantenere il rapporto in un certo senso distaccato con chi la sta guardando, forse per scelta, forse inconsapevolmente, sta di fatto che le sue follower non piangono per lei. PassionMakeup89, anche lei napoletana, anche lei dotata di un’abilità specifica, quella del trucco, passa da un tutorial a video di almeno venti minuti in cui il suo monologo fa da protagonista. Non ci sono tagli, non c’è montaggio, non ci sono effetti speciali. Paradossalmente, è molto più realista l’immagine che ci regala PassionMakeup89,  priva di qualsiasi montaggio, un’opera che Andrè Bazin col la sua teoria del montaggio proibito e del realismo ontologico avrebbe di certo apprezzato. Altro aspetto interessante è la polemica che rimbalza tra queste yutuber che di solito viene innescata da un video realizzato da qualcuna di loro: mentre Sofia e Muriel si scattano foto davanti al Duomo di Milano, sugellando amicizie destinate all’infinito, KissAndMakup01 scatena un putiferio nella comunità per aver postato un video in cui darebbe consigli per dimagrire simili a quelli dei blog per anoressiche. Persino il nickname di queste youtuber, oltre a fare riferimento esplicito alla loro destrezza specializzata,  porta in sé una sorta di obsoleta ingenuità.

Per quanti follower possano ottenere, le millenial della prima decade non potranno mai raggiungere quelle della seconda in fatto di intimità e devozione dei propri fan. Forse però, questa distanza comunicativa dettata principalmente da un atteggiamento naïve nei confronti del mezzo, preserva le youtuber nate prima della caduta del muro di Berlino dalla fagocitazione totale alla quale sono sottoposte le giovani, che rendono la loro stessa vita un prodotto che se ben venduto è decisamente redditizio. Le pressione sotto quale vivono le youtuber più seguite è palese, visti gli innumerevoli video nei loro canali in cui queste giovanissime ragazze si scusano con i fan per essere sparite, per non aver nutrito abbastanza la brama delle loro coetanee meno famose. E chiedono perdono se non sono state molto presenti ultimamente, se non hanno postato molti video nelle ultime settimane, se non hanno aggiornato tutti delle loro avventure, probabilmente perché stavano semplicemente vivendo un po’ più di realtà.

Alice Oliveri
Nata a Catania nel 1992, studentessa a Roma dal 2011. Scrivere, leggere, suonare tanti strumenti e guardare molti film sono le sue passioni.
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