Sette note || Tiziano Ferro & Baby K – Killer
Sul finire dei suoi primi dieci anni, qui compiamo una piccola rivoluzione, abbandonando il nostro formato classico – quello del magazine culturale a cadenza vagamente quotidiana – per presentare ogni mese un solo saggio e un solo racconto. Da queste pagine 24 autori ogni anno proporranno il loro filtro sul reale, manipolando inevitabilmente la personalità di Dude mag: ed è una cosa che ci rende enormemente curiosi.
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Sette note || Tiziano Ferro & Baby K – Killer

Tiziano Ferro sperimenta un sound internazionale e punta su una giovane. Sony garantisce.


È in circolazione da pochi giorni e le visualizzazioni su YouTube crescono con stupefacente rapidità.
Tiziano Ferro sperimenta un sound internazionale e punta su una giovane. Sony garantisce.
1. Killer, così si intitola il brano, rimanda più o meno direttamente a un pezzo di Rihannna: S.O.S del 2006, che a sua volta cita l’indimenticabile Tainted Love nella versione del 1981; quella originaria risale al 1964.
Nulla di sorprendente, l’artista-curatore è una figura realmente rintracciabile da diversi anni ormai anche in Italia: parallelamente alla responsabilità artistica che ciascun consumatore esprime nella curatela della sua discoteca personale, l’artista si fa conoscere come consumatore; un esempio lampante, fra gli altri, è Morgan, autore di innumerevoli cover che non a caso riscuote un successo considerevole in XFactor grazie al format che incoraggia il lavoro dell’artist as a consumer.

2. La strumentale, come la chiamano i rappers è minimale.
Rispetto alle basi di dieci o quindici anni fa, cariche di tracce con armonie e linee melodiche, in proporzione, complesse e curiose, si registra un’opera di alleggerimento che prosegue il suo corso fino alla riduzione all’essenziale o poco, ma molto poco, più: cassa, basso compresso, ambiente, interventi decorativi occasionali. Ne risultano lavori fondati su una sorta di “aria compressa” in grado di valorizzare il motivo principale e al tempo stesso di conservare la massima integrità di frequenze in impianti audio di bassa qualità – cellulare, smartphone, tablet etc. Nel 2005 Hollaback Girl di Gwen Stefani fu una profezia.
3. Tiziano Ferro, outing o non outing, volentieri o malvolentieri, condensa nelle mosse e nell’outfit un machismo più esilarante che credibile, la sua personalità quotidiana, si può immaginare, si consacra proprio nel contrasto con l’apparizione in video. Questo è possibile proprio in un momento storico come il nostro in cui la finzione si palesa dichiaratamente come finzione; gli esempi di metafiction sono ricorrenti in tutti i media possibili.

4. Allo stesso modo, Baby K, la Femmina alfa, dovrebbe rappresentare un femminismo che, filtrato attraverso le leggi del mercato esce piuttosto goffo. La sacrosanta libertà di mostrare il proprio corpo come meglio si creda va incontro in questo caso al dettame consumistico-pubblicitario del riferimento sessuale, implicitamente ed esplicitamente sessista.
5. Da qui si può tentare, coraggiosamente, di intuire la tendenza degli ultimi anni e dei prossimi: un primato sostanziale della parodia, dalla quale il mainstream attinge per potersi rigenerare. Il mainstream è sempre indietro di un passo: persino i Ray-Ban “a goccia” sono quasi fuori moda ormai.
6. Il contenuto del testo si può approssimare, senza forzature, al nonsense. Nel complesso, il prodotto finito risponde ad una strategia di marketing decisamente efficiente: l’azzeramento dello sforzo di elaborazione riservato al fruitore-consumatore.
7. Se è vero cioè, come suggeriva la tradizione ermeneutica, che l’opera d’arte gioca il suo valore sulla storia degli effetti, sull’insieme delle interpretazioni che ne scaturiscono, cosa dobbiamo prevedere rispetto al pop mainstream? Il modello Xfactor ci aiuta nuovamente: i successi più clamorosi raggiungono insospettabili livelli di diffusione, ma con una durata sempre più breve.

Giordano Nardecchia
Nato a Roma l’11 Ottobre 1988, ha un inglorioso passato e uno scoraggiante presente da musicista, da giornalista e da blogger. Poco importante che abbia una laurea. È autore del blog a quattro mani Sergio&Peppe; collabora dal 2013 con DUDE MAG e dal 2015 con Melty.
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