Non è passato molto tempo da quel brioso «come si spegne?» pronunciato da Virginia Raggi tra le risate e gli applausi del suo team. Era ottobre e il/la sindac* romana condivideva col mondo del web un video che ricalca un po’ lo spirito goliardico di Johnny Knoxville: lei e tutti i suoi collaboratori ci accolgono con un «Questo è quello che i giornalisti hanno chiamato conclave!», anche se un «Hi, I’m Virginia Raggi and welcome to Jackass!» sarebbe stato più d’effetto.
Ne segue un video pieno di risate e bei momenti per lei la sua squadra che la incita, «VIR-GI-NIA! VIR-GI NIA!», come in un gradevolissimo drinking game. Il finale a sorpresa ci mostra una Raggi goffa ma tenera che combatte contro la tecnologia sofisticata della diretta Facebook. Il video purtroppo è stato eliminato, ufficialmente a causa della bassa qualità (del formato, non del contenuto, ovviamente), ma non è sfuggito a nessuno e ahimè non ha risparmiato la Raggi da accuse di cattiva condotta e nota sul registro. Ma come, Virginia, sei là stipata in quella stanzetta decorata a cercare di venirne a capo, a costruire la tua giunta salvifica per la Capitale e ti consenti un momento di tale ilarità puerile? Suvvia.
Per riparare alla presunta leggerezza che le è costata lo scherno di molti giornalisti e cittadini indignati, Virginia Raggi, qualche mese dopo, ha optato per un video che controbilanciasse l’eccesso di esultanza e spirito di patata della precedente comunicazione di servizio incriminata. È infatti apparsa nella notte tra il 12 e il 13 dicembre con un video altamente incisivo per la sua natura inquietantemente sobria. Virginia si erge davanti ad un tavolo, guarda dritto in camera e dietro di lei la squadra silenziosa e immobile (tranne per qualche testa che fa timidamente capolino) ascolta le sue parole scandite con chiarezza. Il/la sindac* annuncia di aver accettato le dimissioni dell’assessore Paola Muraro, già ampiamente contestata nei mesi scorsi per la sua iscrizione al registro degli indagati per questioni legate ai rifiuti.

Nel silenzio assordante di quella sala, il volto di Virginia Raggi appare illuminato da una fioca luce grigiastra, e le immagini che richiama in noi spettatori, inutile dirlo, sono molteplici. Personalmente ho avuto l’inquietante sensazione che si trattasse di una di quelle riunioni che Voldemort sosteneva con i suoi Mangiamorte a casa dei Malfoy per pianificare la distruzione del mondo dei babbani e la morte di Harry Potter. C’è chi ha paragonato l’ambientazione ad una puntata di Black Mirror, parallelismo che ultimamente è molto gettonato a causa del clima da “l’apocalisse passa attraverso internet” che stiamo avendo modo di testare.
Però ecco, la percezione che la pagina Facebook di Virginia Raggi meriti una bella pimpata è piuttosto diffusa.