Dixieland e swing sono tra i sottogeneri del jazz che maggiormente hanno ottenuto il consenso del pubblico, partendo dagli Stati Uniti per raggiungere tutto il resto del mondo. Nati a New Orleans alla fine degli anni ‘20, hanno visto tra gli interpreti più importanti musicisti quali Sidney Bechet, Bix Beiderbecke, Tommy Dorsey, Frankie Trumbauer, Eddie Lang, Don Murray, Joe Venuti, Violino, Jimmy Dorsey, Clarence Williams.
Considerata la risposta bianca al jazz nero ed elitario di New York, il dixieland riuscì ad ottenere un successo che andava oltre qualsiasi differenza di pelle o di ceto. Il suo nome deriva dal francese “dix” (dieci) e stava ad indicare la banconota da dieci dollari che serviva per assicurarsi la prestazione di una band jazz per l’intera serata.
Era un genere sicuramente più mainstream e canticchiabile rispetto al tecnico e ritmato jazz “nero”, perfetto anche accompagnato da una voce.
Il doppio fiato — tromba e clarinetto — ha caratterizzato questo genere e molte delle band che lo hanno interpretato.
Domenica per il secondo appuntamento da APT proporremo, con il clarinetto del maestro Michele Villari, arricchito dal piano di Francesco Digilio e dal contrabbasso di Alessandro Del Signore, sonorità che partiranno dal dixieland fino ad arrivare allo swing.
Tra buffet e cocktail torneremo alle meravigliose sensazioni della New Orleans degl’anni ‘20, immersi un Rione Monti mai così jazz.
L’ingresso è gratuito.
Qui, tutte le info.