Come si auto-propone al mondo Mark Zuckerberg su Facebook, quando non è impegnato a evitare casini e a comprare altri social? Partiamo dalla foto profilo: Mark è l’emblema perfetto della fiducia ridanciana in un futuro connesso, ammirevole, pieno di reciproco rispetto. Ride, ma proprio a piena bocca; guarda lontano ma ridendo.
Sembra che qualcuno gli abbia appena fatto una bellissima battuta, di quelle che ti fanno pensare di avere un gruppo di amici fantastico, unico, con cui è realmente possibile danzare nel futuro. Vi sarà capitato, dai, almeno una volta, di sentirvi così con i vostri amici? No? Ma che amici brutti avete?
Se io scegliessi la foto di copertina che ha scelto Mark, i miei amici mi guarderebbero un po’ straniti. Una foto cosmopolita, sprizzante futuro, sprizzante TELECOMUNICAZIONE. Anche un po’ antica, un po’ stile TG1. Le categorie che ci permetteranno di giudicare la sua comunicazione sono tre:
Stupido Sexy Mark: grado di conquista della platea virtuale;
Share: grado di condivisione empatica possibile;
Scrivi alla lavagna mille volte: «Non ruberò mai più i vostri dati»: grado di responsabilità e leadership globale.
Post n° 1
L’ultimo post ovviamente riguarda Cambridge Analytica: una situazione talmente spinosa che tutto lo storytelling di Zuckerberg trema, prima di premere sul tasto Publish. Un capolavoro di Mark: spiegazione minuziosa di tutta la situazione, di tutte le contromisure prese, di tutto quello che farà per noi. E poi, sorpresa, si prende la responsabilità. Un po’ fa finta, perché nel resto del post fa capire che Facebook fa tutto il possibile per onorarci ogni giorno con la sua assoluta attenzione, comprensione, amicizia (che strano significato ha ora questa parola?). L’abbraccio di Mark è così assoluto, consolatorio, caldo, che viene voglia di farsi fregare ancora, e ancora, e ancora. Hai un’app social che va benissimo? Vendila subito a Mark, ingrato!
Stupido Sexy Mark: 7/10 (Ancheggia di più, dai);
Share: 8/10 (Ha spiegato tutto, pure le scie chimiche!);
Scrivi alla lavagna mille volte: «Non ruberò mai più i vostri dati»: 10/10 (Puniscimi, o potente punitore).
Post n° 2
In questo post, con la splendente di sorrisi e dolcetti Priscilla Chan, la moglie, Mark se la ride come ridono solo Mark, i nani dopo aver bevuto 15 botti di birra, e una specie di alieno condannato alla felicità perenne o a sentire battute talmente belle da spaccare il viso in una risata prorompente. Il sorriso-slavina di Mark, che stravolge il suo viso e la sua espressione, è nello stesso tempo famiglia, tradizione ebraica (si celebra il Purim, una festività che celebra il digiuno di Ester, che salvò il popolo ebraico in Persia), futuro radiosissimo e splendentissimo. Bisognerebbe scrivere un libro sui capelli di Mark, così meravigliosamente tradizionali, nerd, Star Trekkiani.
[Nota a margine: regge il piatto insieme alla moglie. Il piatto della vita va retto insieme, condividete, giovani adepti dell’amore e della condivisione. DOVE SEI, STUPIDO PULSANTE CONDIVIDI?!?]
Stupido Sexy Mark: 6/10 (Shhh, c’è la moglie, non guardategli il petto, scemi!);
Share: 9/10 (Come vorrei la sua splendida felicità splendente!);
Scrivi alla lavagna mille volte: «Non ruberò mai più i vostri dati»: 8/10 (Leadership è condivisione, tradizione e futuro, mixati come nemmeno nei migliori bistrot di Trastevere).
Post n° 3
Attenzione: questo post contiene bimba dolcissima.
Quanti like può prendere un papà che condivide (lo fai sempre, sei fissato Mark, facci condividere, sbrigati, condividici tutti!) il piatto con la propria bimba. Anche qui, 4 mani (2 manine, ma tant’è) su un piatto, il futuro condensato in una sola immagine: Mark a pranzo a San Valentino sta con la figlia, che è il suo amore (oh mio Dio, CONDIVIDI SUBITO). Dove? Nel Quartier generale di Facebook. Che però sembra una specie di abitazione primordiale eppure futuristica, dove si mangiano hot dog. In nessuna di queste foto Mark ha la camicia (quando la indossa la scempia così tanto che forse è meglio così). Anche qui ha tutta la potenza informale e placida della leadership reale: non ha paura di sembrare poco elegante, perché tutto deve essere condiviso, compreso il momento intimo e paterno, anzi, a maggior ragione. Ti prego Mark, reggimi il piatto mentre mangiamo hot dog e io ho le scarpette Nike con il baffo rosa (meravigliose, a dire il vero). Ecco, ora penserete: sei mostruoso, come puoi anche solo analizzare e frammentare un momento così splendido, dirompente e fiducioso? Perfetto, touché, Mark: siamo tuoi, profondamente, non vedi? Non si può criticare Mark, perché il suo storytelling è ferreo nella sua levigata perfezione calorosa, solare.
Stupido Sexy Mark: 10/10 (Fuc@#, siamo innamorati di un uomo sposato!);
Share: 11/10 (FATTO!);
Scrivi alla lavagna mille volte: «Non ruberò mai più i vostri dati»: 8/10 (Io sò Mark, voi a pranzo a San Valentino mandatevi pure i messaggini sulla mia app, condividendo stati sulla mia altra app o foto sull’altra ancora, intanto io, sul mio posto di lavoro, condivido me stesso che condivide il pasto con mia figlia. Ancora non avete condiviso l’articolo, sciocchi?)