Le pennichelle aumentano la creatività?
Sul finire dei suoi primi dieci anni, qui compiamo una piccola rivoluzione, abbandonando il nostro formato classico – quello del magazine culturale a cadenza vagamente quotidiana – per presentare ogni mese un solo saggio e un solo racconto. Da queste pagine 24 autori ogni anno proporranno il loro filtro sul reale, manipolando inevitabilmente la personalità di Dude mag: ed è una cosa che ci rende enormemente curiosi.
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Le pennichelle aumentano la creatività?

Per anni ho combattuto l’abbiocco pomeridiano col caffè, ma ci sono studi che dimostrano come convenga cedere al richiamo del sonno per qualche minuto, anziché opporvisi.

Illustrazione di Resli

 

Secondo il tuo ritmo circadiano, i momenti della giornata in cui hai più sonno sono due: tra le 2 e le 4 di notte, e tra l’una e le 3 di pomeriggio. Sembra uno scherzo crudele, per com’è impostata la giornata di lavoro, non è vero? Per anni ho combattuto l’abbiocco pomeridiano col caffè, ma ci sono studi che dimostrano come convenga cedere al richiamo del sonno per qualche minuto, anziché opporvisi. E in effetti, una pennichella ripaga molto più della caffeina; soli 20 minuti offrono un incremento di lucidità da 30-60 minuti per memoria cognitiva e creatività, e 60-90 minuti per la capacità di risolvere problemi. Così abbiamo deciso di collaudare le pennichelle nel mondo reale delle ore lavorative, in un ufficio open space. Questa settimana farò una pennichella ogni giorno (o perlomeno ci proverò), e terrò un diario su cosa significa davvero istituire un momento per la pennichella nel mezzo della giornata di lavoro.

Lunedì 13/1/14: A volte può non essere facile trovare le condizioni migliori per una pennichella al lavoro, ma non è impossibile. Prima di iniziare, ecco i fondamentali: prima di tutto, state caldi. La temperatura corporea si abbassa, quando si dorme,  quindi copritevi col cappotto, mettetevi una felpa col cappuccio, oppure trovatevi una coperta. Secondo: dev’essere buio. Le mascherine da notte sono la soluzione, per chi non può spegnere le luci, e ce n’è in molti stili diversi (anche versioni che non premono sugli occhi). Terzo, datevi un limite. Se avete paura di metterci tempo ad addormentarvi, impostate la sveglia a 30 minuti anziché 20. Infine, tenete a bada il rumore. C’è chi si rilassa meglio, con un po’ di rumore di fondo, ma per tutti noialtri esistono i tappi per le orecchie.

Martedì 14/1/14: Anche se i miei colleghi sapevano che stavo facendo questo esperimento, è stato difficile liberarmi del senso di colpa e dell’ansia che mi hanno assalito appena mi sono steso sul nostro divano. Non sono riuscito ad addormentarmi per un po’, e mi chiedevo se qualcuno avrebbe pensato di me che ero pigro o irresponsabile. Mi è venuto da pensare ai tabù culturali nei luoghi di lavoro in America, dove si può essere licenziati se ci si addormenta. In paesi come il Giappone, non è raro che lavoratori ai livelli più alti (e a quelli più bassi) si addormentino sulle loro sedie, alla scrivania. Si chiama inemuri, cioè “essere addormentati ma presenti”, ed è segno di dedizione. Sta diventando più comune, nei luoghi di lavoro, permettere o persino incoraggiare le pennichelle, ma è qualcosa che non avevo ancora mai fatto prima di questo esperimento. Quando sono riuscito ad addormentarmi, ho sognato di non sentire la sveglia e continuare a dormire, con grande disappunto dei miei colleghi. Mi sono svegliato in panico 3 minuti prima della sveglia. Ho lasciato perdere e ora sto sorseggiando un caffè, ma spero che domani andrà meglio.

Mercoledì 15/1/14: Oggi è andata molto meglio! Magari più pennichelle faccio, e più mi libero dal senso di colpa di dormire al lavoro. Riflettendoci, in genere mi prendevo una pausa per un caffè o uno spuntino, e durava tanto quanto le pennichelle – quindi non sto davvero “rubando” tempo al lavoro. Alle 14:30 ho messo i tappi nelle orecchie, la mascherina sugli occhi, ho preso una coperta e mi sono steso sul divano. Siccome hai un tempo limitato per addormentarti, le prime volte puoi non essere sicuro se hai dormito davvero oppure no. I miei sogni si sono fusi con la realtà quel tanto che è bastato a confondermi quando mi sono svegliato, ma poi mi sono accorto che dunque avevo davvero dormito, e questo mi ha fatto sentire meglio. Ieri mi era rimasto il sonno addosso, ma oggi (passato qualche minuto di stordimento) mi sento ricaricato.

Giovedì 16/1/14: Oggi ho messo la sveglia a 27 minuti anziché i soliti 20, nel tentativo di darmi più tempo di aggiustamento per prendere sonno. La differenza che fanno questi pochi minuti in più è sorprendente! Oggi mi sono sentito come se avessi effettivamente dormito, e questo mi fa sentire molto meglio. Domani proverò la leggendaria “pennichella alla caffeina”. C’è qualcuno che l’ha già sperimentata?

Venerdì 17/1/14: Una pennichella alla caffeina è quando bevi rapidamente un caffè, ti metti a dormire prima che la caffeina faccia effetto, e (in teoria) ti svegli super-sveglio e attivo. Tuttavia, questa teoria spesso dimentica quanto è importante berlo nero, questo caffè. Mi sono tracannato il mio caffellatte zuccherato in sei minuti, e poi mi sono messo a riposare. All’inizio mi sentivo come vibrare, e pensavo che non avrebbe mai funzionato. In qualche modo poi mi sono assopito – e ho dormito così profondamente che mi sono svegliato con la bavetta alla bocca. Non ho idea di quanto a lungo abbia dormito, dei 27 minuti previsti, ma quando è suonata la sveglia ero in piedi. Ero così sveglio che mentre incespicavo verso la scrivania, un collega mi ha trattenuto per discutere un documento che avevo preparato per un progetto, e io immediatamente mi sono seduto, ho aperto un quaderno e ho cominciato a prendere appunti. Di solito, dopo le pennichelle dei giorni scorsi mi ci volevano 5-10 minuti perché la nebbia si alzasse, e poi mi sentivo ricaricato. Oggi mi sentivo da subito come se fossi stato lanciato con un cannone.

Conclusione: Le pennichelle funzionano al meglio quando bisogna far ripartire il cervello. Secondo la mia esperienza, il fattore chiave è ascoltare il proprio orologio interno per sapere qual è in ciascuna giornata il momento migliore in cui dormire. Molti articoli suggeriscono un orario preciso (e ad essere sincero, ho fatto questa cosa solo per una settimana, finora), ma ho trovato che in certi giorni stavo proseguendo senza fatica nel mio lavoro e avrei dovuto interromperlo bruscamente, perché era “l’ora del pisolino”, nonostante io non fossi ancora particolarmente stanco. Spesso è stato difficile riprendere da dove avevo lasciato – ma è stato del tutto tonificante se si trattava di un progetto su cui stavo facendo fatica, o un problema che avevo bisogno di risolvere. Nel complesso, le pennichelle sono decisamente qualcosa di cui continuerò a fare uso nei miei processi di lavoro.

 

Questo articolo è stato pubblicato su «99U» il 17 gennaio 2014.
La traduzione è stata curata da Daniele Zinni.

Sasha VanHoven
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