
5. La veronica: Gratuita o finalizzata?
Secondo la bella pagina di Wikipedia dedicata ai Dribbling, la veronica “si esegue quando si deve superare frontalmente l’avversario, ruotando di 360° su sé stessi facendo perno con la pianta del piede sulla sommità del pallone.” Pare che il nome derivi da un oscuro signore, Jeun Pal Veronica, che la eseguì per la prima volta nel 1953 in un Francia-Germania. Questa settimane ne abbiamo due esempi.
Everton Felipe, riassumendo un’attitudine molto brasiliana al gioco del calcio, ne realizza una del tutto gratuita, ma bella:
La realizzazione con cui supera due avversari è impreziosita dal tunnel sul secondo. Però il terzo ricaccia via il pallone.
Non riesco a immaginare che tipo di infanzia si possa trascorrere in casa Hazard; a ciò che di straordinario fa Eden ogni settimana, iniziano ad aggiungersi anche le gesta del fratello Thorgan, che esce da una situazione di pressing con questa semplicità:
Creando dal nulla una situazione interessante per la propria squadra.
4. Ti tiro sul tuo palo ma manco la vedi
Oscar ci fa notare che è possibile tirare un calcio di punizione nel completo disinteresse della barriera e segnare senza per questo scegliere la potenza. La palla arriva sul palo lungo, ma prima ha girato talmente tanto da non diventare mai disponibile per il portiere.
3. Rifiutare la banalità
Tecnicamente Thiago Alcantara avrebbe dovuto essere la continuazione naturale della stirpe di centrocampo Xavi-Iniesta-Busquets, prima che Guardiola, andandosene, non scalfisse leggermente l’integrità filosofica del progetto Blaugrana. Thiago – rispetto ai suoi predecessori – incarna un calcio forse meno raffinato, sicuramente meno cerebrale. Si caratterizza invece per una certa esuberanza, tecnica e fisica, spesso anche in zona gol, dove non conclude mai banalmente:
2. Alla cieca
Il Reading sta vincendo 5 a 0 sul Blackpool e okay, un gol dell’uno a cinque non può essere interessante. E okay, di gran pezze da fuori se ne vedono anche troppe nelle classifiche dei migliori gol. Ma, perdio, guardate questo gol! Guardate la rapidità con cui si gira poco oltre il centrocampo, non guarda la porta, e lascia partire il sinistro, praticamente alla cieca.
1. Maradona e la visione dello spazio
Al primo posto c’è uno dei gol più famosi della storia del calcio, uno che – a seconda dei criteri di giudizio – è al primo posto anche in quelle strane classifiche generali all-time. Abbiamo deciso di riproporvelo perché ne è uscita una versione filmata inedita. L’inquadratura è frontale quindi possiamo quasi farci un’idea, anche grazie al ralenti, di cosa ha significato, per la difesa inglese, affrontare Maradona in quell’azione. Di quanto assomigliasse al tentativo di bloccare una slavina inarrestabile. Kant parlava di come ci fosse un tipo di facoltà dell’intelletto predisposta a razionalizzare lo spazio, a concepirlo come attraversabile dal movimento umano. In questo video si capisce bene come Maradona sembri avere questa facoltà più sviluppata degli altri. Non pare solo una questione di tecnica e velocità, ma di pensare meglio lo spazio. Intorno al minuto 0:40 si vede come percepisca l’arrivo dell’altro difensore, a quel punto calcola lo spazio di fronte a sé, considera quanto può allungarsi il pallone per poterlo poi riprendere. Poi ne impiega pochissimo per mandare a terra il portiere. Dal primo all’ultimo dribbling questo gol è anche un grande esercizio di visione mentale dello spazio.
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Mastercramps è una rubrica di Crampi Sportivi è una rivista online di approfondimento sportivo nata con l’intento di portare Zinedine Zidane e Dennis Rodman al cena dal professor Heidegger.