Luca Vecchi | Cinema
Sul finire dei suoi primi dieci anni, qui compiamo una piccola rivoluzione, abbandonando il nostro formato classico – quello del magazine culturale a cadenza vagamente quotidiana – per presentare ogni mese un solo saggio e un solo racconto. Da queste pagine 24 autori ogni anno proporranno il loro filtro sul reale, manipolando inevitabilmente la personalità di Dude mag: ed è una cosa che ci rende enormemente curiosi.
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Luca Vecchi | Cinema

Luca è un marcantonio alto due metri esperto di arti marziali, pacato e rilassato, che sogna di realizzare un film fantasy con costumi sfarzosi.

La laurea in filosofia è inutile, diffidate da chi vi dice il contrario. È un po’ come quei regali privi di raziocinio che ti fanno gli zii appena te ne vai di casa. Troppo felici di aver trovato una scusa plausibile per trascorrere la domenica da Ikea, per rendersi conto che non hai bisogno di: un set di ventiquattro tovagliette in gomma multicolore VÄLDÖ; macina-spezie, tanti, troppi, macina-spezie LJUSTING di ogni dimensione; una sedia a dondolo da giardino ÄTLARÖ, sebbene tu non abbia alcun giardino ma al massimo una terrazza condivisa per stendere i panni tra antenne, cavi, piccioni morti e tetti in amianto.

Inutili che siano, tanto vale usarli. Ecco, lo stesso è per la laurea in filosofia. Finalmente trovo un senso alle notti insonni e  agli incubi causati dall’Etica di Spinoza: farò una metafora usando il metodo assiomatico-deduttivo di cui è strutturata l’opera. Nella fattispecie Baruch dimostra l’esistenza di Dio, io ci andrò un po’ più cauto.



Assiomi

1. Dude Mag è una rivista per un pubblico giovane e attento alle nuove tendenze.

2. The Pills è una web-serie per un pubblico giovane e attento alle nuove tendenze.

3. Luca Vecchi è uno degli ideatori e protagonisti di The Pills.

Proposizione I

Un’intervista a Luca Vecchi su Dude Mag sarà svolta in circostanze fighissime.

Niente affatto.

Ci incontriamo di prima mattina, assonnati. Come se fosse all’ordine del giorno, ci sediamo su dei divani trovati strada facendo e impieghiamo un’ora di chiacchierata, prima di renderci conto di essere circondati dal tipico degrado che emerge dopo una festa: eravamo seduti nel salotto di una discoteca per giovani attenti alle nuove tendenze, in cui nessuno dei due aveva mai messo piede prima. Non siamo poi così cool.

«Qui c’è la mia vecchia scuola» un istituto professionale di cinematografia e televisione (l’Istituto di Stato per la Cinematografia e la TV Roberto Rossellini, n.d.r.) in cui Luca ha formato quella che è da sempre la sua passione.
Machiavellico, gli chiedo di entrare nella polemica riguardo l’Oscar a La grande bellezza, non perché sia un argomento realmente interessante da trattare, ma perché inserire Sorrentino tra i tag dell’articolo aumenterebbe esponenzialmente le visualizzazioni: chiunque con un blog sa di cosa si tratta (funziona anche con cose tipo casalinghe vogliose, incontri al buio, stop alla caduta dei capelli n.d.r.).

«Non sono mai riuscito a rimanere sveglio fino alla fine, ci ho provato più volte, ma niente. Sono un sostenitore dei Blockbuster movie, quelli che intrattengono trasversalmente il pubblico dall’inizio alla fine, in maniera comprensibile e diretta».

Luca è un marcantonio alto due metri esperto di arti marziali, pacato e rilassato,  che sogna di realizzare un film fantasy con costumi sfarzosi. Ma i sogni non sempre son desideri. «Non mi piace l’attitudine di forzarsi per realizzare a tutti i costi un prodotto che non appartiene alla realtà culturale con cui si è in contatto. Sarebbe bello poter fare un True Detective italiano, ma è impossibile. Risulterebbe ridicolo».

Il fenomeno The Pills è più che mai radicato nell’immaginario attuale. «Doveva essere il Saturday Night Live di Dude Mag, non c’era alcuna pretesa seriale. Poi alcuni spunti particolarmente divertenti hanno aperto una breccia inaspettata nel pubblico. Ora ci scrivono ragazzi dall’estero, partiti per lavoro o per studiare, e ci ringraziano perché si sentono a casa guardando una puntata. Un po’ come i musicarelli degli anni ’50 e ’60 che accompagnavano i flussi migratori di un tempo». Il legame tra le consuetudini quotidiane raccontate negli sketch, si sposano con la rivoluzione del web e dei social network che fungono da gigantesca cassa di risonanza. Eppure, nonostante questa globalità della condivisione, l’interesse generale si sofferma sempre più sull’aneddoto, sul “modo di dire” che è, se vogliamo, addirittura esoterico, perché ristretto a una cerchia limitata di amici. La straordinaria capacità di far coincidere questi aspetti opposti è un fenomeno forse più grande di quanto appare: far ridere ed essere compresi a Padova o a Gioia del Colle in provincia di Bari, parlando del Pigneto con l’accento romano, non è del tutto naturale.

«Ho una visione abbastanza distopica di internet e della quantità infinita di materiale che propone, soprattutto dal punto di vista dell’intrattenimento: spesso e volentieri questo materiale è ideato da persone che non sono pagate e che non hanno alcuna velleità di guadagno, eppure sono molto più bravi degli addetti ai lavori. Parlo di GIF geniali o di pagine Facebook che raggiungono milioni di utenti in un secondo, video esilaranti o generatori automatici di frasi. Siamo arrivati alla saturazione dei contenuti, non c’è più domanda per l’intrattenimento. Probabilmente un giorno l’espressione non sarà più un business».

L’unico modo per riuscire ad emergere con The Pills su un portale come YouTube, in cui la concorrenza spietata dei gattini o dei ciccioni che ballano su un pezzo di Beyonce sembra non dare scampo, è poggiare sulle basi solide di un lavoro ponderato. «Non viviamo davvero tutti insieme, non si tratta di accendere la telecamera un giorno a caso perché ci è venuta in mente una gag. In ogni caso credo si debba avanzare per tentativi, il successo di un prodotto è causato da una combinazione infinita di circostanze imprevedibili, neanche con il lavoro più accurato si può arginare questo fattore. Per quanto mi riguarda, l’unica certezza è che The Pills è stato più formativo di tutti gli altri corsi e investimenti in termini di studio che ho fatto nel settore».

E poi non bisogna prendersi mai troppo sul serio. Luca, quindi ora come la vedi per il futuro? «In Italia basta fare una mezza cosa fatta bene per campare di rendita tutta la vita, spero di essere anche io uno di questi!».

BELLAGENTE è un progetto Dude.

In collaborazione con Officine Fotografiche Roma.

Foto di Marco Rapaccini (Officine Fotografiche Roma).

Edoardo Vitale
Scrive di musica, cinema e attualità su vari magazine.
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