Così parlò Pippo Baudo
Sul finire dei suoi primi dieci anni, qui compiamo una piccola rivoluzione, abbandonando il nostro formato classico – quello del magazine culturale a cadenza vagamente quotidiana – per presentare ogni mese un solo saggio e un solo racconto. Da queste pagine 24 autori ogni anno proporranno il loro filtro sul reale, manipolando inevitabilmente la personalità di Dude mag: ed è una cosa che ci rende enormemente curiosi.
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Così parlò Pippo Baudo

Tre metamorfosi io vi nomino dello spirito: come lo spirito diventa Gigi D’Alessio, e Gigi D’Alessio Clemente Mastella, e infine Clemente Mastella Pippo Baudo.

Tre metamorfosi io vi nomino dello spirito: come lo spirito diventa Gigi D’Alessio, e Gigi D’Alessio Clemente Mastella, e infine Clemente Mastella Pippo Baudo.

Molte cose pesanti vi sono per lo spirito, lo spirito forte e paziente nel quale abita la venerazione: la sua forza anela verso le cose pesanti, piú difficili a portare.

Che cosa è gravoso? Lo spirito di Gigi risponde: è la musica, il sonarello dei mitomani, il giocattolino dei ritardati che cercano l’emozione, la nuova coketown delcliccami-e-aiutami-ad-andare-sul-palco-del-primo-maggio.

Tutte queste cose, le piú gravose da portare, lo spirito paziente prende su di sé: come il cammello che corre in fretta nel deserto sotto il suo carico, cosí Gigi le carica su di sé e riesce a farne da pesante fardello a musica leggera, utilizzando una pozione che tutti disprezzano, ma che in segreto tentano di imitare senza risultato, dai trentacinquenni stoner con le Vans ai gruppi post-hardcore. Ci riesce. Vince. Attraversa il deserto di ironia, scherno e solitudine con il bagaglio sulle spalle.

Ma là dove il deserto è piú solitario avviene la seconda metamorfosi: qui lo spirito diventa Clemente Mastella, egli vuol come preda la sua libertà ed essere signore nel proprio deserto.

Qui cerca il suo ultimo signore: il nemico di lui e del suo ultimo dio vuol egli diventare, con il grande drago vuol egli combattere per la vittoria.

Chi è il grande drago, che lo spirito non vuol piú chiamare signore e dio? Silvio Berlusconi si chiama il grande drago. Ma lo spirito del leone dice «io voglio, mettetemi in lista alle europee, Forza Italia è la mia bandiera!».

«Tu devi» gli sbarra il cammino, un rettile dalle squame scintillanti come l’oro, e su ogni squama splende a lettere d’oro «TU DEVI!».

Quel rettile sono io.

Fratelli, perché il Clemente Mastella è necessario allo spirito? Perché non basta Gigi D’alessio, che ha caricato le sue spalle del pesante fardello della buona musica? Creare valori nuovi – di ciò il Clemente Mastella non è ancora capace: ma crearsi la libertà per una nuova creazione – di questo è capace la Sua potenza. Appena ho letto l’articolo del corriere della possibile candidatura ho ridotto di 10 gocce la mia dose di paroxetina per paura che uno scatto di euforia mi portasse a lanciarmi in volo dall’Eurosky nella convinzione di poter volare.

Crearsi la libertà e un no sacro anche verso il dovere: per questo, fratelli, è necessario il Clemente Mastella. Dove i più vedono il paraculo, io vedo IL GENIO. Un tempo egli amava come la cosa piú sacra il «tu devi»: ora è costretto a trovare illusione e arbitrio anche nelle cose piú sacre, per predar via libertà dal suo amore: per questa rapina occorre Clemente. E je ce metto sopra pure una banconota verde se lo vedo. Avanti così Maestro!

Ma ditemi, fratelli, che cosa sa fare il Pippo Baudo, che neppure il Clemente era in grado di fare? Perché quest’ultimo rapace deve anche diventare Pippo Baudo?

Innocenza è Pippo e oblio, un nuovo inizio, un giuoco, una ruota che gira da sé, un primo moto, un sacro dire di sí. Lo incontrai quasi per caso nel mio cammino di perdizione in una conferenza a Roma Tre, ed il mio spirito seppe compiere l’ultima metamorfosi. Il cammino verso una nuova vita è stato possibile. Così Pippo parla al suo auditorio:

«L’Auditel è il sistema che ha rovinato la televisione italiana – ne fa un problema di rappresentatività e di mera inferenza statistica incorretta – ed il talent show ha dato il colpo di grazia. L’Italia ha meno talenti di quanti non si voglia far credere. L’acquisto del format è il vero male della tv italiana: i vostri dubbi sulla legittimità del canone sono fondati. Non c’è televisione senza innovazione. Sí, per il giuoco della creazione, fratelli, occorre un sacro dire di sí: ora lo spirito vuole la sua volontà, il perduto per il mondo conquista per sé il suo mondo».

Tre metamorfosi dello spirito vi ho nominato: come lo spirito diventa Gigi D’Alessio, e Gigi D’Alessio Clemente Mastella, e infine Clemente Mastella Pippo Baudo.

Quest’ultimo, nella sua magnanimità e clemenza – più di Clemente stesso, datemi retta – ci ricorda il concetto più importante e l’insegnamento che ciascuno di noi deve tenere a mente in qualunque istante della propria vita:

Devi fare una trasmissione o uno spettacolo? Di due cose hai bisogno: di un’idea e della sigla. La sigla è importantissima».

E in questo, caro Pippo, noi di Sergio&Peppe ti siamo sempre stati devoti. Per noi le sigle sono molto più importanti dei contenuti. Basta scorrere la nostra playlist per accorgersene. La sigla è un dolce valzer per la morte, un invito a trapassare col sorriso sulle labbra. L’unico sorriso possibile.

 

[Liberamente tratto (riveduto, corretto ed aggiornato) dal passo Le tre metamorfosi dello spirito del Così parlo Zarathustra di F.W.Nietzsche]

Foto di Giovanni Somma.

Sergio and Peppe
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