Il nuovo emo, un invito all’ascolto
Sul finire dei suoi primi dieci anni, qui compiamo una piccola rivoluzione, abbandonando il nostro formato classico – quello del magazine culturale a cadenza vagamente quotidiana – per presentare ogni mese un solo saggio e un solo racconto. Da queste pagine 24 autori ogni anno proporranno il loro filtro sul reale, manipolando inevitabilmente la personalità di Dude mag: ed è una cosa che ci rende enormemente curiosi.
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Il nuovo emo, un invito all’ascolto

1994: in Italia Fiorello vince il Telegatto come personaggio maschile dell’anno, Mara Venier come personaggio femminile

1994: in Italia Fiorello vince il Telegatto come personaggio maschile dell’anno, Mara Venier come personaggio femminile, Stranamore come programma dell’anno. Sull’altro versante dell’Oceano Atlantico, la Audio Concept Records pubblica Gloria/Parking Lot. Il primo singolo dei Mineral è una pietra miliare per l’ondata emo anni Novanta, genere che per almeno un decennio ci regalerà lacrimoni e video musicali girati in improbabili white suburbia californiani.

Capire se ci sia ancora qualcosa di vivo, oggi, di ciò che fece grande quella scena è impresa abbastanza ardua. Da una parte, le band che si sono fregiate del titolo di alfieri del movimento più emozionale che ci sia non esistono più (gli stessi Mineral, Texas is the Reason, Sunny Day Real Estate) o sono sopravvissute a loro stesse (vedi i Get up Kids). Dall’altra, la terza ondata emo, quella della seconda metà degli anni Zero per intenderci, ha spazzato via stilemi musicali e attitudinali a suon di ciuffi, Vans a scacchi e cantato screamo.

Possiamo considerare il genere morto e sepolto e relegarlo, dunque, ad un ascolto nostalgico e cristallizzato nel tempo? Probabilmente no, visto che da uno o due anni a questa parte assistiamo ad una nuova primavera del genere emotional-core, grazie soprattutto al lavoro fatto dalla Run for Cover Records. Questa etichetta discografica di Boston è riuscita a riunire sotto la propria egida alcune tra le realtà più interessanti del panorama attuale. Non so se il rinnovato interesse per il genere sia da collegare al più generale interesse per gli anni Novanta in cui attualmente siamo (senza speranza di venirne fuori in tempi brevi) immersi. Senza alcun dubbio, però, l’immaginario di cui i gruppi che suonano emo oggi si nutrono è proprio quello.  

L’attitudine mid-ninties insomma c’è tutta, anche per quel che riguarda l’uniforme d’ordinanza, tra jeans che si fanno regular, Converse nere che si riappropriano violentemente delle scene, magliette basic e logori cappellini da baseball. A ben vedere i punti di contatto con il movimento normcore, che a detta di molti sarà l’hastag più usato nei prossimi mesi, non sono pochi e si riscontrano anche nell’attitudine lo-fi e nel basso profilo tenuto durante i live.

Fin qui le somiglianze con la seconda ondata emo, ma oltre a tutto questo è possibile trovare qualcosa di originale in tutto ciò, uno spunto d’interesse che ci spinga a cliccare “play” su Bandcamp/Soundcloud/Spotify, dando una possibilità a gruppi come Basement, Tigers Jaw o The Wonder Years?

L’originalità, volontaria o involontaria non è mai stata il punto forte del genere, occorre metterlo subito in chiaro, ed è quindi difficile anche stabilire una sorta di evoluzione stilistica dell’emo. D’altra parte proprio questa impermeabilità al mash-up con altri stili ha preservato l’identità del genere negli anni. Il punto di maggior rottura con la tradizione precedente comunque, l’abbiamo detto, è avvenuto intorno al 2005, mentre oggi siamo di fronte ad una sorta di ritorno all’ordine. Chi attualmente è all’interno della scena parla non di un revival, ma piuttosto di un evoluzione in termini di creatività e consapevolezza da parte dei musicisti e dei semplici appassionati.

Di seguito dieci pezzi facili da rispolverare e dieci brani per farsi un’idea di cosa sta accadendo oggi nella scena emocore (principalmente americana). Ascoltateli a tutto volume, seduti in fondo all’autobus che vi porta a scuola, guardando la nebbia che diradandosi dall’altra parte del finestrino fa posto ad un mondo che vi odia. 

E se non prendete più l’autobus, non andate più a scuola, e siete convinti che nessuno ce l’abbia con voi, ascoltateli ugualmente.

 

Once apon a time… 

1. The Promise Ring – Why did ever we meet?

2. Texas is the Reason – Back and do the left

3. American Football – The summer ends

4. The Get Up Kids – Shorty

5. Weezer – Undone (the Sweater song)

6. Sunny Day Real Estate – Seven

7. Jimmy Eat World – World is Static

8. Mineral – Parking lot

9. Braid – Do you love coffee?

10. You and I – Revision

Nowadays

  1. Modern Baseball – Your graduation

2. The Front Bottoms – Backflip

3. The Wonder Years – There, There

4. Iron Chic – Cutesy monster man

5. Title Fight – Symmetry

6. Basement – Canada Square

7. Citizen – The Summer

8. Daylight – Life in jar

9. Turnover – Most of the time

10. Seahaven – Fifty Four

 In copertina: i Modern Baseball.

 

Alessandro Chieppa
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