Viva Lion! suoneranno al Roma Folk Fest il 23 maggio.
Presenta il tuo progetto.
Mi chiamo Daniele Cardinale, ho iniziato Viva Lion! quasi due anni fa, con una chitarra acustica e la mia voce, suonando nelle case, nei locali e nei negozi in Italia e all’estero. Spesso Viva Lion! è un duo, con Marco Lo Forti anche lui chitarra e voce. Raramente un trio, con Claudio Falconi sempre chitarra e voce. Quando succede, sembriamo un trio mariachi e la cosa ci piace molto.

Qual è il ruolo del musicista nella società attuale?
Entertainer. E va bene. Ma credo ancora al contributo civile e culturale della musica e dei musicisti.
Quale musica ispira la tua musica?
Il country, il folk, il punk, li blues, tanta musica indipendente. Personalmente mi piace quasi tutto quello che arriva dal Canada.
Cosa ti infastidisce della scena musicale attuale?
Siamo ancora poco uniti. Ma non sono infastidito, dico solo che possiamo fare di più, uniti.
Quale concerto nella storia della musica avresti voluto aprire?
Woodstock?
Raccontaci l’avvenimento più strano che ti è capitato da quando ti esibisci.
A Santa Monica, California, suonando in spiaggia siamo stati circondati da un gruppo di messicani tatuati e presumo armati e abbiamo suonato per loro. Siamo vivi e lo possiamo raccontare. Alla fine è stata una grande festa.
Trovi ispirazione letteraria per i vostri testi?
In alcuni brani del prossimo album ci sono echi da Antico Testamento.
In quale scena di un film vorresti fare un vostro piccolo concerto abusivo?
In Walk the line, Johnny Cash e June Carter suoano al Ryman Auditorium di Nashville. Che vale anche come riposta alla quinta domanda.
Progetti futuri?
Nuovo album, quasi pronto.