Una suonerà al Roma Folk Fest il 23 maggio.
Presenta il tuo progetto.
UNA nasce esattamente un anno fa, con il disco Una nessuna centomila che ho portato in più di 100 date live in Italia e in Europa, ho dato vita al mio primo lavoro solista, anche se “solista” è una definizione che mi sta un po’ stretta. Mi piace immaginare il mio progetto come un’identità collettiva che include le persone e i musicisti con i quali collaboro.
Qual è il ruolo del musicista nella società attuale?
Creare canzoni serve a farci sentire meno soli, ci mette in connessione l’uno con l’altra, ci mette in relazione con noi stessi. A volte la musica ci astrae dalla vita terrena, dai problemi reali e ci porta lontano, altre volte ci fa sentire più allegri, coraggiosi, invincibili. La musica è una specie di droga senza effetti collaterali, quindi il cantautore è come un pusher…solo con minori guadagni :)
Quale musica ispira la tua musica?
La vita è la mia fonte d’ispirazione costante.
Cosa ti infastidisce della scena musicale attuale?
Quale scena?
Quale concerto nella storia della musica avresti voluto aprire?
Il concerto di Sinnead’o’Connor al Dominion Theatre di NY del 1988.
Raccontaci l’avvenimento più strano che ti è capitato come artista.
Il proprietario di un locale dove abbiamo suonato di recente si è denudato dei pantaloni di fronte a me per dimostrare la sua devozione.
Trovi ispirazione letteraria per i tuoi testi?
Leggo moltissimo e ammetto che se l’ispirazione dei contenuti delle mie canzoni proviene dalla vita quotidiana, quindi dalla realtà che vivo e che mi circonda, la forma invece è decisamente influenzata da ciò che leggo.
In quale scena di un film vorresti fare un piccolo concerto abusivo?
In tutti i film di Almodovar probabilmente o i primi di Woody Allen.
Progetti futuri?
Ovvero vuoi sapere cosa cucinerò domani?
Qual è la vostra città di origine? E in quale lavorate/suonate oggi?
Sono nata a Torino, cresciuta in provincia di Bari e vivo a Bologna da 12 anni. La mia città d’origine è l’ Italia.
Perché ti senti folk?
Perché folk significa spogliarsi di tutto l’accessorio e l’inutile, significa andare dritto all’anima della cose e al cuore delle persone.