Chi ben comincia è a metà dell’opera, e forse ben oltre, se si parla di brani rock. Lo sapevano bene i The Who, che con Baba O’Riley hanno prodotto quello che si considera senza dibattiti troppo accesi la migliore intro della storia del rock – ok, è incalzabile da tanti capolavori altrettanto geniali, ma in ogni caso sembra rimanere la migliore.
Se ci trovassimo in un articolo di Rolling Stone non solo le visualizzazioni sarebbero centuplicate, ma soprattutto si srotolerebbe una classifica delle migliori 50 (o 100?) intro della storia del rock, secondo una selezione arbitraria di qualche sessantenne spacciata per sondaggio popolare. Se le riviste musicali si fondassero veramente sui sondaggi popolari, avrebbero Gigi D’Alessio in copertina ogni mese. Giustamente.
Qui si vuole fare di più: trovare all’ipotesi il corrispettivo supporto empirico. Come andare oltre il de gustibus? Non si può, ma si può constatare che quella di Baba O’Riley sembra in effetti la intro più funzionante della storia: a dircelo è la sterminata collezione di brani che si sono serviti della stessa progressione – una progressione che certamente gli Who non hanno creato ex nihilo, ma a cui hanno saputo dare un senso nella storia del rock.
Ci limiteremo, per ragioni di spazio e di tempo, a trattare la sua diffusione in Italia. Vale la pena, tuttavia, farsi un’idea delle dimensioni della questione qui.
La forza dell’Amore – Eugenio Finardi
L’essenziale secondo Finardi erano gli accordi, per cui i sedicesimi del synth li abbassò di qualche tacca. Non per questo la citazione è meno inequivocabile.
Anna e il freddo che ha – Enrico Ruggeri
L’omaggio più esplicito: Ruggeri, che l’ha scritta originariamente per Gianni Morandi, si affida direttamente agli Who per la sua interpretazione personale con l’ausilio della sua compagna e ombra artistica Andrea Mirò. Nella versione di Morandi è meno chiaro il riferimento, come se Ruggeri avesse voluto tenersi la chicca per sé.
Rotta x casa di Dio – 883
Ad un primo e ingenuo ascolto non sembra, ma il passaggio è lo stesso, presentato con una ritmica non proprio identica. Qualcuno ha pensato bene di tentare una sovrapposizione, ed ecco qui il risultato dell’esperimento
Vaffanculo – Marco Masini
Pian piano ci allontaniamo dalla nettezza della citazione. Qui il rimando è vago, il giro si arricchisce di terze e continua con altri accordi, perché Masini è un compositore serio. Non è chiaro se sia una cosa voluta, e questo significa che l’autore è stato bravo a ricordare qualcosa senza passare per ladro di idee. Del resto per cogliere la finezza che da sempre contraddistingue Masini, basta ascoltare i suoi testi.
Colpa d’Alfredo – Vasco Rossi
I più maliziosi ce l’hanno vista, anche se non coincidono le ritmiche e l’atmosfera cambia. Gli accordi vincenti, comunque, sono pur sempre gli accordi vincenti. In questa versione live è più facilmente apprezzabile la somiglianza, con un risultato finale che probabilmente Vasco non ripeterà mai più.
Prima o poi – Gigi D’Alessio
Qui invece è chiarissimo. Come sempre Gigi è il numero uno. Della sua Prima o poi, con la quale apre i live del suo ultimo tour, abbiamo già parlato.
?Gigi è l’unico a potersi prendere la libertà di aggiungere una melodia alla Baba O’Riley tradizionale, senza rovinarla e senza camuffare il libero omaggio. Insuperato e insuperabile, come abbiamo già avuto modo di osservare.