Siderare: il Forte Portuense apre al pubblico
Sul finire dei suoi primi dieci anni, qui compiamo una piccola rivoluzione, abbandonando il nostro formato classico – quello del magazine culturale a cadenza vagamente quotidiana – per presentare ogni mese un solo saggio e un solo racconto. Da queste pagine 24 autori ogni anno proporranno il loro filtro sul reale, manipolando inevitabilmente la personalità di Dude mag: ed è una cosa che ci rende enormemente curiosi.
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Siderare: il Forte Portuense apre al pubblico

Questa estate risplendera? di luce propria grazie alle opere e alle performance degli artisti che lo occuperanno per l’evento. 

– sidus, -ĕris

sn stella, astro, costellazione, stagione, clima, tempo, epoca ◊ fervidum sidus calura estiva, calidum sidus il sole, hiberno sidere nel cuore dell’inverno, sidera producere passare la notte.

 

La lingua italiana ha dato vita a molte parole accomunate da questa etimologia. Come de-siderare, che letteralmente significa essere tolto dallo spettacolo delle stelle e quindi voler tornare al più presto ad osservarle e con- siderare, stare con le stelle perché un tempo svelatrici dei presagi sul futuro.

La Fondazione Volume! dal 17 al 19 luglio e il 26 settembre ci darà l’opportunità di osservare quelle stelle in una location particolare per l’evento, appunto, SIDERARE, in occasione della sezione CROSSWISE!, realizzato con la collaborazione di Roma Capitale per la programmazione di ESTATE ROMANA 2014, con ACEA e SIAE.

L’evento trae la sua ispirazione dalla pellicola del regista russo Andrej Tarkovskij, Stalker, che verrà artisticamente scomposta nei suoi tre elementi, lo spazio, l’immagine e il suono, nel luogo che la ospiterà durante questa manifestazione, il Forte Portuense, solitamente chiuso al pubblico, dove l’intero progetto artistico prenderà forma creando un percorso creativo tra i suoi tunnel e le sue stanze. 

 Michel Tripepi, Stalker, 2014 courtesy, Michel Tripepi e Fondazione VOLUME!

 

Lo spazio: Forte Portuense

Nell’area sud della Capitale, vi è un quartiere, a ridosso delle mura Aureliane e vicino le rive del Tevere, conosciuto come quartiere Portuense. Nasce ufficialmente nel 1911, ma il territorio che lo ospita ha origini molto più lontane. Al secondo chilometro della strada che lo ha battezzato, la via Portuense, costruita nel primo secolo dopo Cristo, fu eretto nel 1881 il Forte Portuense.

Come gli altri quattordici Forti presenti a Roma, è una struttura di difesa di tipo prussiana nata a scopo militare, fatta erigere al suo principio nelle campagne romane circostanti la città per difendere il territorio. Ma a causa di questa vicinanza con la zona urbana, queste strutture non furono mai veramente utilizzate per il loro scopo.

L’evoluzione dei sistemi balistici li rese inutili e, con il Regio Decreto n. 2179 del 9 ottobre 1919, furono eliminati dall’elenco delle fortificazioni dello Stato per essere adibiti a diventar semplici caserme e depositi militari. Lo sviluppo della città e l’espandersi della zona urbana, fecero si che i Forti dopo il secondo dopoguerra furono inglobati dalla città. 

I lavori iniziali di costruzione del Forte Portuense iniziarono nel 1877 su progetto di Luigi Garavaglia con lo sbancamento della Collina degli Irlandesi e si conclusero nel 1881. Occupando complessivamente 4,5 ettari, il Forte si sviluppa su una pianta poligonale circondata da un fossato asciutto. Si componeva all’epoca, internamente, di Garitta monumentale, Quartiere d’Armi, Piazza d’Armi e quattro casematte. Affianco ad esso tre strutture esterne: la Polveriera (esplosa nel 1891), la residenza-ufficiali di Villa Flora e la più recente caserma della Milizia nella Casa del Fascio Portuense.

Nonostante la particolarità strutturale del luogo, il Forte in questi anni è stato chiuso al pubblico e aperto raramente in caso di eventi particolari, culturali e non.

Questa estate risplendera? di luce propria grazie alle opere e alle performance degli artisti che lo occuperanno per l’evento. La struttura, che si presta benissimo come luogo per rivivere le atmosfere cinematografiche del film di Tarkovskij — la storia di un viaggio attraverso uno spazio che e? sia reale che immaginario — saluterà il suo stato di buio semi-abbandono almeno per un weekend.

Federico Ridolfi, Forte Portuense, 2014 courtesy, Federico Ridolfi e Fondazione VOLUME!

 

L’immagine: il film e le opere

Nel 1979, dopo un periodo dedicato al teatro, Tarkovskij tornerà al cinema con un film tratto da Picnic sul ciglio della strada, un romanzo dei fratelli Strugackij: Stalker. Il film racconta un viaggio all’interno di una misteriosa Zona, nella quale — si vocifera — esiste una stanza in cui si esaudiscono i desideri. I protagonisti del viaggio sono la guida che sa come muoversi dentro la Zona (lo stalker, appunto), uno scienziato e uno scrittore. La Zona è un territorio rurale, desolato e in rovina dove le normali leggi fisiche sembrano essere scomparse senza apparenti cause.

Considerato come film fantascientifico, ma appartenente al cinema d’autore, è una delle pellicole più affascinanti realizzate da Tarkovskij, caratterizzata da lentissime carrellate su pavimenti d’acqua, dialoghi filosofici e un’atmosfera da apocalisse post-atomica, enigmatica e misteriosa.

Ispirate a quest’aura, sono nate le opere luminose di Alfonso Maria Isonzo — artista e Light designer — disposte all’interno del Forte, la cui struttura verrà resa ancora più suggestiva dagli effetti scenici ed illumino-tecnici realizzati per l’occasione dallo scenografo Gianni Brugnoli, per poter ricreare proprio quel percorso di viaggio che è tema principale della pellicola russa. Ad enfatizzare l’idea di rivisitazione dell’opera di Tarkovskij in questa chiave artistica, durante ogni giorno del weekend che interesserà l’evento, verrà proiettato il docu-film Andrej Tarkovskij: Un poeta nel Cinema (1989) della regista Donatella Baglivo.

All’interno della struttura, durante il cammino negli ambienti secondari corrispondenti ai tunnel, verranno esposti gli scatti realizzati da Guido Gazzilli, Federico Ridolfi e Michel Tripepi, durante i sopralluoghi e l’allestimento del Forte per la manifestazione. Un occasione per perdersi tra la visione del Forte nel suo stato naturale e ciò in cui verrà trasformato per queste tre giornate di luglio.

 

Il suono

Un’affascinante installazione attirerà l’attenzione degli occhi e delle orecchie del pubblico che si aggirerà tra i tunnel del Forte durante l’esplorazione. Il Quiet Ensemble proporrà Quintetto, un’opera in cui la natura si fonde con la tecnologia: un quintetto di pesci rossi in cinque vasche proporrà una colonna sonora casuale e sempre differente prodotta dal fluttuare all’interno dell’acquario.

A partecipare alla componente sonora ci sarà per una sola serata anche l’orchestra polifonica N.O.E., un’orchestra timbricamente completa caratterizzata però dalla particolarità di suonare senza direttive, senza partiture, senza orientamento alcuno ma animando gli spazi architettonici con un’improvvisazione. La casualità così sarà caratteristica portante dell’insieme sonoro.

L’esperienza artistica incontra l’esperienza personale. La ricerca dell’arte attraverso questo luogo della città da tempo dimenticato coincide con la ricerca individuale delle stelle, dell’infinito, del reale e dell’immaginario attraverso la rievocazione di un’atmosfera poetica nata tra le sequenze del film Stalker.

Per comprendere al meglio la realizzazione di questo progetto e le sue componenti, la Fondazione VOLUME! organizza un itinerario guidato in collaborazione con PROGETTO FORTE per la giornata del 19 luglio, ispirato all’architettura della struttura un tempo militare e alla manifestazione.

Mentre il giorno 26 settembre, avrà luogo un networking lunch (per rivivere le fasi intraprese a luglio) e una conferenza, per mettere a confronto organizzatori e artisti coinvolti e discutere riguardo «I beni architettonici di particolare interesse e l’arte contemporanea».

 

«Mi hanno sovente domandato cos’è la Zona, che cosa simboleggia, ed hanno avanzato le interpretazioni più impensabili. Io cado in uno stato di rabbia e di disperazione quando sento domande del genere. La Zona è la Zona, la Zona è la vita: attraversandola l’uomo o si spezza o resiste. Se l’uomo resisterà dipende dal suo sentimento della propria dignità, dalla sua capacità di distinguere il fondamentale dal passeggero»

Andrej Tarkovskij 

 

Info evento qui

Copertina: Guido Gazzilli, Forte Portuense, 2014, courtesy, Guido Gazzilli e Fondazione VOLUME!.

 

Elena Fortunati
Nasce in un paesino della provincia romana nel 1988. Laureata alla magistrale in Storia dell'Arte contemporanea all'Università di Roma La Sapienza, ha collaborato con Collater.al, Dude Mag, Vice e Inside Art. Sotto lo pseudonimo aupres de toi, lascia dal 2011 nel web immagini fotografiche. Fonda nel 2016 contemporary.rome.
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