Autentica; riflessioni sulla bellezza
Sul finire dei suoi primi dieci anni, qui compiamo una piccola rivoluzione, abbandonando il nostro formato classico – quello del magazine culturale a cadenza vagamente quotidiana – per presentare ogni mese un solo saggio e un solo racconto. Da queste pagine 24 autori ogni anno proporranno il loro filtro sul reale, manipolando inevitabilmente la personalità di Dude mag: ed è una cosa che ci rende enormemente curiosi.
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Autentica; riflessioni sulla bellezza

Ho bisogno di verità, di facce con le rughe, di sederi cadenti, di piccoli seni, di uomini con i peli e di amici veri come la vecchia poltrona di mia nonna.

Ho bisogno di verità, di facce con le rughe, di sederi cadenti, di piccoli seni, di uomini con i peli e di amici veri come la vecchia poltrona di mia nonna. Ho bisogno che la bellezza torni ad essere densa di fascino, misteriosa, ricca di dettagli, unica. Nasce così Autentica, una serie di tavole di grandi dimensioni dove affronto il tema della bellezza attraverso i ritratti di persone e oggetti, belli perché pieni di difetti, imperfezioni, insicurezze.
Lavoro ogni pezzo di carta come un quadro, un elemento che esiste e ha una sua valenza specifica. Ogni foglio è pieno di parole che ricerco caparbiamente per settimane. Agisco sul foglio e ne cambio il senso attraverso

pennellate veloci, lente, liquide, dense, calme o violente. Il gesto è preminente, guidato da una sorta di automatismo. Ho già in mente di raccontare una storia attraverso i dettagli. Le figure non esprimono particolari sentimenti, non si producono in smorfie o gesti evidenti ma posano in modo contenuto davanti al mio immaginario obiettivo. Accostare ogni pezzettino all’altro, creare le sfumature, cercare, strappando la carta con le mani, la forma più adatta a ricoprire quel centimetro di superficie diventa quasi un gesto ossessivo e talvolta il rischio è quello di abbandonarsi alla sfida. Quel pezzo di carta strappato casualmente porta già con sé una storia precisa… era un
articolo che avevo letto, pensieri che avevo annotato, erano libri, erano storie di altri. Un vortice di parole incornicia il soggetto producendo una minacciosa spirale, ma il soggetto non si cura di quelle voci che gli imporrebbero l’adesione ad un modello, è se stesso, a dispetto dei segni del tempo.
In contrasto al concetto di autenticità, due piccole tavole rappresentano il desiderio di omologazione che cancella la persona fabbricandone una nuova: una maschera!
www.danielabalsamo.com

Autentica Rosso – 100x150cm – Carta, appunti sulla bellezza, pigmenti, colla vinilica su tavola

Autentica Nero – 100x150cm – Carta, appunti sulla bellezza, pigmenti, colla vinilica su tavola

Autentica Blu – 100x150cm – Carta, appunti sulla bellezza che svanisce, pigmenti, colla vinilica su tavola

Non Autentica 1 – 50x50cm – Carta, appunti sulla falsità, pigmenti, colla vinilica su tavola

Non Autentica 2 – 50x50cm – Carta, appunti sulla falsità, pigmenti, colla vinilica su tavola

Daniela Balsamo
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