Come ti indosso la mia star fallita preferita
Sul finire dei suoi primi dieci anni, qui compiamo una piccola rivoluzione, abbandonando il nostro formato classico – quello del magazine culturale a cadenza vagamente quotidiana – per presentare ogni mese un solo saggio e un solo racconto. Da queste pagine 24 autori ogni anno proporranno il loro filtro sul reale, manipolando inevitabilmente la personalità di Dude mag: ed è una cosa che ci rende enormemente curiosi.
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Come ti indosso la mia star fallita preferita

Career R.I.P., ovvero vestire l’arbitrarietà Il bello delle magliette dei ragazzi di Career R.I.P. è la totale arbitrarietà nel dire: « Ehi Pete! Dico a te Pete Doherty! Dal 2005 la tua carriera fa schifo, lo dice anche la mia maglietta!». Questa volta non si gioca con la sempre redditizia morte delle rockstar del passato, […]

Career R.I.P., ovvero vestire l’arbitrarietà

Il bello delle magliette dei ragazzi di Career R.I.P. è la totale arbitrarietà nel dire: « Ehi Pete! Dico a te Pete Doherty! Dal 2005 la tua carriera fa schifo, lo dice anche la mia maglietta!».

Questa volta non si gioca con la sempre redditizia morte delle rockstar del passato, tutti i vostri miti adolescenziali e preadolescenziali come Jim Carrey, Lindsay Lohan e Mel Gibson, Hulk Hogan e Marilyn Manson, sono vivi e vegeti: è la loro carriera che è passata a miglior vita. 

Di recente ha fatto un featuring con Avril Lavigne, nient’altro da aggiungere: Marilyn Manson è una Bad Girl

 


Il 2005 è stato l’anno in cui tutti hanno realizzato che l’eroina era qualcosa di sorpassato da più di vent’anni e che abbandonare un concerto dopo 20 minuti non era divertente. Tutti, tranne Pete Doherty

Se nel 1994 fai centro per ben 3 volte con Ace Ventura, The Mask e Scemo & + Scemo è ovvio che puoi solo fare peggio

 

I ragazzi di Career R.I.P. hanno fatto delle magliette che sono della vera arte. Uno dei compiti principali dell’arte è di essere provocatoria ed è per questo che le loro creazioni sono originali, un po’ matte, ma soprattutto arbitrarie: perché in fondo chi ha deciso che dal 2009 i Kings of Leon di Caleb Followill siano diventati un gruppo rock per piagnoni, utili solo per uscire con quella ragazza che poi era anche un po’ noiosa e frigida? Oppure perché la carriera di Harrison Ford si è fermata al 1989? E perché continua a portare quell’orrendo orecchino? 


Nessuno ha capito la svolta dei Kings of Leon e perché sono diventati dei molliconi. Cosa ti è successo Caleb?

 

Che ad un certo punto la carriera di tutti questi personaggi si sia trasformata in una galleria degli orrori lo abbiamo deciso noi, tutti noi e quelli di Career R.I.P. lo sanno. 

Last Action Hero, 1993. Da tutti considerato il testamento cinematografico di Arnold Schwarzenegger

 

In fondo come è possibile non affermare che Nicolas Cage non faccia un film decente dal 2003, escludendo Ghost Rider? E infatti la sua maglietta non può mancare. 

Con tutto il rispetto Nicolas, però che cazzo…

 

A questo punto, per non scontentare nessuno, non vogliamo infierire su gente come i Green Day, una vita passata a farsi dei nemici da molto prima del 2005, o come Lady Gaga, una a cui nemmeno una copertina di Jeff Koons può salvare la carriera. 

Vedere qualcuno al quale hai voluto bene attraverso un tubo catodico e che magari avevi rimosso può lasciarti con un po’ di amaro in bocca, ma quelli di Career R.I.P hanno ragione: gli anni Novanta e gli anni Zero sono andati e non torneranno mai più.

Poco male, in fondo. Ma per favore, non prendetevela con Bono Vox, sarebbe come sparare sulla croce rossa.

Attualmente Macaulay Culkin suona in una  sorta di cover band dei Velvet Underground con testi che parlano solamente di pizza, The Pizza Underground

 

Per acquistare e vedere tutte le magliette clicca qui.

Dario Chimenti
Romano, classe 1989. Giornalista pubblicista occasionale, mi piacciono la musica suonata con attitudine rock e i film, non mi piace chi parla al cinema. Dicono di me: «Non dà alcun valore ai soldi, usa la sua proprietà e quella del governo con negligenza». Sono una persona interessante, ho tante cose da dire e faccio molto ridere. Un giorno mio cugino ha detto che sono immorale.
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