Sad songs make me happy, è uno tra gli assiomi più discussi dall’uomo moderno. Leggenda o verità scientifica? Sono molti gli studi perpetuati sull’argomento e ogni volta una tesi smentisce l’altra: dipende dalle tonalità maggiori che in realtà disturbano il cervello, no dipende dai testi tristi che ci suscitano una nostalgia paragonabile alla felicità, e così via a ruota libera.
Di sicuro tutte concordano nel dire che, in un modo o in un altro, la musica triste ci rende felici. Su New Republic trovate alcuni risultati di un nuovo studio, pubblicati sulla rivista Psychology of Music. Due ricercatori dell’università di Horishima, Kazuma Mori e Makota Iwaga, hanno analizzato le diverse reazioni di una cinquantina di studenti messi all’ascolto di varie canzoni, alcune con una tonalità allegra ma di cui non potevano comprendere le parole del testo, altre con la stessa tonalità ma con un testo triste ben comprensibile. I risultati di questo studio hanno mostrato come gli studenti provassero lo stesso grado di felicità nelle due diverse opzioni di ascolto. In altre parole una melodia allegra ci dà la stessa felicità anche se accompagnata da un testo triste.
Insomma, ok. Diciamo che probabilmente a Hiroshima non hanno di meglio da fare. Però che sia vero oppure no, quale occasione migliore per condividere una enorme playlist di canzoni tristi selezionate a casaccio da una redazione di persone tristi che non escono di casa il venerdì sera?