Nel suo romanzo d’esordio, La scopa del sistema, David Foster Wallace ci racconta la vicenda di Vlad l’Impalatore, un pappagallo che acquista una irrefrenabile parlantina grazie alla somministrazione di una pappa per neonati di nuova generazione. Le frasi del pappagallo, sebbene facciano chiaro riferimento alla sfera sessuale e tendano spesso al turpiloquio, vengono tuttavia scambiate per rivelazioni mistiche dal telepredicatore Skyes, che prova a fare di Vlad la nuova star del suo show televisivo.
Per la St. Andrew Presbyterian Church, nello stato dell’Indiana, benedire gli animali è una pratica usuale. Il reverendo Katherine Rieder, senza fare differenze di specie benedice infatti cani, gatti, cavalli e, di recente, ha aperto le porte della sua Chiesa anche ad una coppia di cocorite, pappagallini proprio come Vlad l’Impalatore.
Questo non è il luogo per aprire beghe teologiche, se lo fosse stato il titolo di questo articolo suonerebbe più o meno così: «Gli animali hanno l’anima?». Ci sarebbe piaciuto proporre anche un test come quelli che vanno tanto di moda adesso: «Scopri quanto sei cartesiano». Per chi non lo sapesse il buon René Descartes era convinto che gli animali, in quanto privi di anima, fossero delle macchine.
Provando, con religioso impegno, a scavare fra i ricordi legati al tema Animali-Chiesa, le prime cose che vengono subito in mente sono filoni narrativi diametralmente opposti. Se state pensando ai sacrifici animali descritti nella Bibbia e al Cantico delle creature di San Francesco avete vinto una cocorita benedetta.
Foto: The Star Press