Mi chiamo Alessandra, Ale Senso è il nickname artistico. Sono cresciuta in una valle, circondata da cascine e boschi, mucche, galline e cani, orti e zolle di terra, alla televisione trasmettevano tutte le serie a colori dei cartoni animati preferiti (Capitan Harlock, Lupen, Lady Oscar, Astroboy, Arale, Devilman, Conan il ragazzo del futuro, Galaxy Express 999 etc… vorrei nominarli tutti), quando mi rompevo le scatole andavo con mio padre a far funghi o castagne.
Ale Senso nasce invece in una metropoli, a 14 anni incrocio l’arte dei graffiti, quella che attualmente tutti chiamano senza distinzione street art, fu amore a prima vista. Ne ho combinate tante, tutto quello che combinano i graffitari, ma con il tempo e tuttora, collaboro e lavoro con enti e istituzioni, associazioni, comuni e aziende un po’ ovunque.
La trasformazione del mio stile è andata di pari passo ai miei studi in Accademia, ai viaggi intrapresi in questi anni, alle mie letture, alla perenne curiosità di aprirmi alla conoscenza di nuovi linguaggi, culture e persone, oggi tendo a far confluire tutto in una dimensione liquida ibrida, senza una sua forma specifica, senza una pelle, simpatizzante verso i contenitori (ma senza tappo!!).
Senso rappresenta per me una funzione, non è solo il nome, i sensi sono una maniera per comprendere, leggere e ritrasmettere al mondo. Un po’ materiali, un po’ spirituali (la ricerca di un senso), questo aspetto tipicamente umano, eccentrico e irripetibile legato a un esistenza continua ad affascinarmi molto e a condizionare la mia creazione artistica.
Per DUDE presento il progetto Derelict Building, iniziato nel 2007. Sono interventi in primo luogo pittorici performativi e site specific in contesti urbani e in spazi abbandonati, di cui vengono presentate delle fotografie, la cornice che li ri-connota in uno spazio artistico. I Derelict Buildings, palazzi distrutti, non rappresentano solo la presenza urbana dell’abbandono in cui versano certe aree urbane e industriali, ma sono al contempo manifestazioni di zone sospese, oniriche, zone di confine poste tra due mondi, sospensioni temporali di vita nelle quali poter liberare, senza vincoli, nuove espressioni di segni e simbologie.
Derelict Building nasce a Milano, lì ho incontrato dei ragazzi che organizzavano eventi in ambienti dismessi (parlo dei primi eventi 101 e 107, ai quali ho avuto la fortuna di partecipare), in pratica dei rave artistici, eventi creativi di gruppo ai quali si univano anche artisti che venivano dall’estero. Ho quindi iniziato ad accorgermi di questi spazi abbandonati e in seguito è nata la passione. In questi ambienti io trovo molta poesia, il pensare che lì fino a poco tempo prima c’erano persone che lavoravano, vivevano, a volte è sorprendente la percezione del tempo che pare sospesa in un dato momento, dove solo la polvere depositata ne segnala il passaggio.
In questi posti ho la possibilità di intervenire sullo spazio in maniera totalmente libera. In questi luoghi io pongo installazioni pittoriche, in cui stravolgo lo spazio, entro dentro con il mio stile e a volte entro dentro anche con me stessa (performer). A volte è lo spazio stesso che mi dà un input su cosa fare. Lavoro in due tempi: porto pochi materiali, un taccuino con delle idee abbozzate e qualche bomboletta spray, e quando sono all’interno esploro il luogo. Se trovo una stanza per me particolarmente densa di significato può succedere che in quel momento nasca un’idea: allora la abbozzo e poi la realizzo. Quello che m’interessa del lavoro è che ci sia la presenza forte dello spazio, del soggetto e che si ricrei una messa in scena, perché alla fine quello che riporto fuori sono delle fotografie.
Sono sempre alla ricerca di nuovi contesti, parto da un lavoro di analisi sul territorio, chiedendo direttamente alle persone, oppure sul web coi motori di ricerca e attraverso gli svariati siti che trovo e contatto, in ultimo, non di rado, mi capita di incontrare persone all’interno di questi spazi abbandonati, si tratta per lo più di fotografi, video-maker anche professionisti con i quali in seguito ci si mantiene spesso in contatto. Non sono rari nemmeno gli incontri con altri personaggi (più o meno alternativi), a Berlino per esempio, si entra in questi spazi oltre che per dipingere anche per recuperare oggetti, mobili, cavi etc. Recentemente, ho incontrato un ragazzo che mentre dipingeva poco più in là, recitò in tedesco diverse poesie a memoria e infine alcune parti del Prometeo di Shelley. Rimasta a bocca aperta, gli regalai una bomboletta.
Le immagini dei lavori presentati vengono da fabbriche e ambienti del territorio italiano, in particolar modo: Milano, Bergamo e provincia, Salerno e provincia.
Sopra: Cycleage Dynamo Fitness – fotografia – acrilico e spray su muro – 2010.
Compianto (titolo originale: il mondo è più pieno di pianto di quanto capire potrai) – fotografia, trittico – acrilico e spray su muro – 2010.
SENZA TITOLO (Appesa) – fotografia – acrilico e spray su muro – 2011
Danza Sufi – fotografia – acrilico e spray su muro – 2010.
One Kind Band – fotografia – acrilico e spray su muro – 2011
Vattelapesca – fotografia – acrilico e spray su muro – 2011
Black Out – fotografia – acrilico e spray su muro – 2010.
Bonsai – fotografia – acrilico e spray su muro – 2009.
Ghost Dog – fotografia – acrilico e spray su muro – 2011.
Bio: Alessandra Senso” Odoni, nasce a Bergamo nel 1977. La sua ricerca artistica combina diversi linguaggi e media artistici con una predilezione per il disegno e la pittura murale all’interno di luoghi abbandonati, fabbriche e case dismesse. Si diploma nel 2002 all’Accademia di Belle Arti di Brera, Borsa di studio Progetto Erasmus presso l’Hungarian Academy of Fine Art di Budapest, ha frequentato al Corso Superiore di arti visive, Fondazione Antonio Ratti (Como), visiting professor Ilya Kabakow. Ha partecipato a numerose mostre collettive in Italia e all’estero, sintesi: nel 2008 la collettiva dedicata all’arte urbana Scala Mercalli, Auditorium Parco della Musica, Roma, a cura di Gianluca Marziani; la personale nel 2009 Derelict Building, XLAB Gallery, Berlino a cura di Paola
Verde e Marcello Congui.
Mostre più recenti
2011: Insolite Parentele, Palazzo Ducale, Genova, a cura di Francesca Busellato; Artaq’s – The international Award of Urban Arts, Salle Chemellier, Angers, France, a cura di Yves Suty; Shingle22j, Biennale di arte contemporanea di Anzio e Nettuno, 3°edizione, Sala dei Sigilli di forte Sangallo, Nettuno, cura di Chiara Ciappelloni; Dario Evola, Lobodilattice Cover Contest, a cura di Emanuele Beluffi, Alessandro Trabucco, premio speciale mostra collettiva presso Sassetti Cultura, Milano, a cura di StatArt, Beyond the city walls, Palazzo Orsini, Bomarzo (Roma), a cura di Valentina Laneve e Fabio Weik, direzione artistica Paolo Berti.
È stata finalista al Premio Terna delle
edizioni 2008 e 2010. Ha lavorato per: Budweiser, Microsoft, Vodafone, Adidas, Fiat, Amica Magazine, Rai Tunes, Environment Furniture, Wildstylers Media. Attualmente vive a Berlino.
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