Siamo tutti bravissimi
Sul finire dei suoi primi dieci anni, qui compiamo una piccola rivoluzione, abbandonando il nostro formato classico – quello del magazine culturale a cadenza vagamente quotidiana – per presentare ogni mese un solo saggio e un solo racconto. Da queste pagine 24 autori ogni anno proporranno il loro filtro sul reale, manipolando inevitabilmente la personalità di Dude mag: ed è una cosa che ci rende enormemente curiosi.
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Siamo tutti bravissimi

E ci piacciono i dischi, le foto, i registi i marchingegni alla moda, le muse, gli artisti e sentirci diversi, creativi, speciali tutto tranne normali tutto, tranne normali. (I Cani, Storia di un artista) A voi che postate su Facebook le vostre foto, le canzoni che avete scritto, gli articoli del vostro blog, il link Amazon […]

E ci piacciono i dischi, le foto, i registi

i marchingegni alla moda, le muse, gli artisti

e sentirci diversi, creativi, speciali

tutto tranne normali

tutto, tranne normali.

(I Cani, Storia di un artista)

A voi che postate su Facebook le vostre foto, le canzoni che avete scritto, gli articoli del vostro blog, il link Amazon al romanzo che avete pubblicato, i quadri che avete dipinto. A voi che mi invitate ai vostri dj set, alle mostre fotografiche, agli aperitivi con concerto acustico.

A tutti voi lo dico subito: siete bravissimi. Siete tutti bravissimi. Siamo, tutti bravissimi.

I social network sono un chiassoso mercato in cui ogni commerciante urla ai potenziali clienti di correre al suo banco perché il pesce è più fresco e i prezzi migliori. Solo che non vendiamo il pesce ma la nostra persona, e lo facciamo per un semplice motivo: sentirci dire che siamo bravi. «Diversi, creativi, speciali, tutto tranne normali.» Per questo il nostro newsfeed è intasato di video di canzoni, cortometraggi e articoli, e in continuazione ci viene richiesto un parere.

Ti piace? Ti piace? Ti piace?

E allora ve lo dico io: sì, mi piace. Siete bravissimi. Siete tutti bravissimi. Siamo tutti bravissimi.

Nella realtà, se un amico ti fa vedere un quadro che ha dipinto e ti chiede che ne pensi, difficilmente potrai evitare di dare un giudizio in qualche misura sincero, anche se non è mai bello sentirsi dire che una cosa che abbiamo fatto – e sulla quale magari abbiamo speso tempo ed energia – fa cacare. Useremo dei giri di parole, ma il messaggio arriverà. È successo a tutti, anche a Leonardo da Vinci.

«Allora, che ne pensi?»

«Sì, guarda, bello, poi è fica ‘sta cosa che sembra che ti guarda sempre, solo toglierei lo JUVE MERDA dietro alla Gioconda.»

Sui social network questo non accade, perché è raro che qualcuno ti interpelli in privato per chiederti cosa pensi dell’articolo che ha appena scritto; piuttosto lo pubblicherà sul suo profilo aspettando un feedback dai suoi contatti. E raramente questo feedback sarà negativo, perché i social network sono la patria del buonismo e il solo fatto che su Facebook non esista un tastodislike è già di per sé sufficiente a dimostrarlo.

Paradossalmente è più facile esprimere il dissenso quando abbiamo a che fare con una personalità pubblica o con qualcuno che non conosciamo di persona; in queste circostanze diciamo più o meno ciò che pensiamo, anche se condiamo il nostro pensiero con espressioni colorite quali «ti stacco la testa e ti caco in gola.» Invece, quando è un amico a pubblicare qualcosa non ci piace, preferiamo sorvolare elegantemente piuttosto che andare a dirglielo. E questo significa una cosa sola: i social network non sono il posto adatto per farsi un’idea di quanto valga davvero ciò che facciamo.

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Pic: Nunula.

 

Claudio Delicato è nato a Roma il 3 marzo 1983 da Fabrizio Frizzi e la drum machine dei CCCP, ereditando la risata dalla seconda e l’inclinazione al socialismo reale dal primo.

Il suo esordio letterario è il romanzo pulp/grottesco Roma, lato B, edito da Delirium Edizioni e giudicato da Andrea Bocelli «il libro più bello che abbia mai letto da quando sono diventato cieco».

Dal 2005 scrive su ciclofrenia.it con lo pseudonimo di Mr. Tambourine. Recentemente Umberto Eco ha proposto di sostituire la lettura della Divina Commedia al liceo con alcuni estratti di questo blog ed è stato giustamente lanciato in pasto a un branco di Bull Terrier affamati.

Mr. Tambourine
È nato a Roma il 3 marzo 1983 da Fabrizio Frizzi e la drum machine dei CCCP, ereditando la risata dalla seconda e l’inclinazione al socialismo reale dal primo. Il suo esordio letterario è il romanzo pulp/grottesco Roma, lato B, edito da Delirium Edizioni e giudicato da Andrea Bocelli «il libro più bello che abbia mai letto da quando sono diventato cieco». Dal 2005 scrive su ciclofrenia.it con lo pseudonimo di Mr. Tambourine. Recentemente Umberto Eco ha proposto di sostituire la lettura della Divina Commedia al liceo con alcuni estratti di questo blog ed è stato giustamente lanciato in pasto a un branco di Bull Terrier affamati.
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