L’orologio dell’Apocalisse: a che ora è la fine del mondo?
Sul finire dei suoi primi dieci anni, qui compiamo una piccola rivoluzione, abbandonando il nostro formato classico – quello del magazine culturale a cadenza vagamente quotidiana – per presentare ogni mese un solo saggio e un solo racconto. Da queste pagine 24 autori ogni anno proporranno il loro filtro sul reale, manipolando inevitabilmente la personalità di Dude mag: ed è una cosa che ci rende enormemente curiosi.
2022
01 gennaio
Dude Mag
03 marzo
Alessio Giacometti
05 giugno
Simone Vacatello
07 novembre
Marco Montanaro e Gilles Nicoli
09 gennaio
TBA
TBA
10 febbraio
TBA
TBA
11 marzo
TBA
TBA
12 aprile
TBA
TBA
×
×
È arrivato il momento di iscriverti
Segui Dude Mag, dai!
6631
https://www.dudemag.it/attualita/l-orologio-dell-apocalisse-a-che-ora-e-la-fine-del-mondo/

L’orologio dell’Apocalisse: a che ora è la fine del mondo?

Da oltre 65 anni l’orologio dell’Apocalisse ci ricorda quanto siamo vicini alla fine dei nostri giorni. E non manca così tanto.

Da oltre 65 anni l’orologio dell’Apocalisse ci ricorda quanto siamo vicini alla fine dei nostri giorni. E non manca così tanto.

 

Nel 1947, agli albori della guerra fredda, alcuni scienziati dell’Università di Chicago pubblicarono sul Bulletin of the Atomic Scientists, la pubblicazione mensile dei partecipanti al programma atomico americano della seconda guerra mondiale, un particolare “orologio”in grado di misurare il tempo mancante all’olocausto nucleare.

Impostato inizialmente alle 23:53, le lancette del Doomsday Clock si spostavano di qualche minuto verso la mezzanotte, l’ora della distruzione del pianeta terra a causa della guerra termonucleare, al verificarsi di uno squilibrio nell’ordine mondiale delle due superpotenze, Stati Uniti e URSS; mentre in periodi di particolare distensione, le lancette di questo orologio virtuale venivano spostate all’indietro, allontanandosi dall’ora X.

Guardate le facce di questi scienziati. Non vi sentite rassicurati?

 

Fino a buona parte degli anni ottanta la paura della guerra atomica era stata il freno alla contrapposizione tra i due blocchi: in fondo il rischio dell’annientamento della vita umana in ogni angolo del pianeta era una paura realmente radicata tra la popolazione civile e un peso insostenibile per la comunità scientifica internazionale. Per questo, tra gli obiettivi del Bulletin vi era proprio quello di informare anche i leader politici mondiali riguardo al pericolo nucleare.  

Il Bulletin of the Atomic Scientists, fin dalla sua prima uscita, recherà sempre l’orologio dell’Apocalisse in copertina, facendolo entrare per sempre nell’immaginario collettivo. Tra le varie citazioni, viene menzionato in 2 Minutes to Midnight degli Iron Maiden, dai Godspeed You! Black Emperor e dagli Smashing Pumpkins, e appare anche in Watchmen di Alan Moore.

«È quasi mezzogiorno, ma quando si va a pranzo?»

 

In tanti anni le lancette dell’orologio si sono spostate ben 20 volte, ma dopo la caduta del muro di Berlino, e con la conseguente scongiura di una guerra atomica, gli scienziati del Bulletin hanno mosso le lancette anche in base a eventi come cambiamenti climatici, effetto serra e inquinamento, monitorando anche i nuovi sviluppi nel campo delle armi biologiche e dell’ingegneria genetica.

Al momento sono le 23:55.

Dario Chimenti
Romano, classe 1989. Giornalista pubblicista occasionale, mi piacciono la musica suonata con attitudine rock e i film, non mi piace chi parla al cinema. Dicono di me: «Non dà alcun valore ai soldi, usa la sua proprietà e quella del governo con negligenza». Sono una persona interessante, ho tante cose da dire e faccio molto ridere. Un giorno mio cugino ha detto che sono immorale.
Segui Dude Mag, dai!
Dude Mag è un progetto promosso da Dude