Quando i diversi attori che abitano il campo della narrativa di genere lottano per essere riconosciuti in quello della narrativa legittima, gli autori di fantascienza hanno un vantaggio. Infatti non devono snaturarsi, è necessario che facciano molto bene quello che già fanno: immaginare seriamente.
Se un giallo d’autore o un horror d’autore sono sempre un “giallo psicologico”, “un horror psicologico”, perché possono essere nobilitati solamente dal battesimo di Dostoevskij, cioè da una manciata di personaggi molto profondi; la fantascienza, invece, deve essere in grado di creare un universo che sia al contempo credibile e interessante. Immaginare seriamente vuol dire fare un’ipotesi («cosa succederebbe se potessimo prevedere i crimini?») e svilupparla coerentemente (battaglie etiche, propaganda del potere, possibilità di errore e una storia individuale che attraversi questi temi). È quello che ha fatto la fortuna di Black Mirror, lo show ideato da Charlie Brooker che sbaglieremmo a chiamare “serie televisiva”, dato che ciascuna stagione è composta da tre piccoli film, indipendenti l’uno dall’altro, ognuno dei quali immagina seriamente un futuro prossimo che viene radicalmente influenzato da un evento o da una nuova tecnologia.
Peter F. Hamilton, da scrittore di fantascienza, si chiede cosa succede quando questi futuri si avverano. La posta in gioco è molto alta: si potrebbe dire che tutta la finanza si riduce a una speculazione sul futuro. Ovviamente le opere di finzione non ci azzeccano quasi mai, conclude tristemente Hamilton, il loro obiettivo è essere credibili, non affidabili e le loro previsioni non sono diverse dalla cartomanzia, per quanto riguarda il contenuto di verità. Tuttavia riporta qualche esempio in cui uno scrittore sarebbe potuto diventare ricco se avesse brevettato la sua idea: Arthur C. Clarke immaginò un satellite 12 anni prima dello Sputnik, Robert Heinlein, più modestamente, anticipò di trent’anni l’invenzione del materasso ad acqua. Lo stesso Hamilton rivendica il tatuaggio-microchip che fa da cellulare, pensato nel 2004 e diventato un progetto registrato dalla Motorola nel 2013.
Ma forse la coincidenza più inquietante l’ha creata proprio Black Mirror, quasi due anni fa. Lo stesso giorno (25 febbraio) sono andati in onda la profezia e il suo inverarsi reale. Parliamo della puntata The Waldo Moment che presenta molte analogie col successo elettorale di Beppe Grillo, un parallelo ampiamente riconosciuto a suo tempo. Qui e qui trovate delle sintesi, in inglese e in italiano.