Il problema del vetro rotto
Sul finire dei suoi primi dieci anni, qui compiamo una piccola rivoluzione, abbandonando il nostro formato classico – quello del magazine culturale a cadenza vagamente quotidiana – per presentare ogni mese un solo saggio e un solo racconto. Da queste pagine 24 autori ogni anno proporranno il loro filtro sul reale, manipolando inevitabilmente la personalità di Dude mag: ed è una cosa che ci rende enormemente curiosi.
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Il problema del vetro rotto

Provocazione culturale in una presunta città libera come Bologna? I centri sociali si organizzano, preparano la contro mossa e cadono perfettamente nella tela

Tra circa due settimane è il mio compleanno. Come ogni anno, disegnerò attentamente e in modo assai egoistico un piano che mi porterà a casa di mia nonna, lo stesso giorno. Entrerò, mi prenderò gli auguri e troverò un modo per farmi lasciare una bustina, magari ci sono 20€ dentro e mi posso fare una ricarica telefonica, già una ricarica telefonica perché vivo ancora con uno di quei telefoni senza l’internet.

Come me pure Matteo Salvini vive ancora indietro di qualche anno. Neo segretario della Lega Nord, pare aver archiviato, le battaglie contro il sud Italia create dalla corrente filo-Bossiana negli anni ’90, che hanno portato diversi successi arrivando fino al 10,2% delle Europee 2009, ma soprattutto il periodo con Roberto Maroni a capo, figlio dei vari scandali con diamanti e lauree albanesi che hanno portato al “misero” 4% delle Politiche 2013. La Lega di Bossi era di sinistra? La Lega di Maroni era di destra? Domande che avranno risposta solamente (speriamo di no) sui libri di storia.

Salvini e Renzi, tempo fa

 

Quella di Matteo Salvini è una Lega trasversale, che punta all’elettorato deluso del Movimento 5 Stelle (vedi movimenti operai) e all’imprenditore Veneto eccitato dall’ascesa di Renzi e rammaricato dalla discesa di Berlusconi. Tutto questo lo troviamo nella sua comunicazione politica, che si basa su tre concetti fondamentali, assai noiosi ma molto semplici: abolizione legge Fornero, via gli extracomunitari e tassazione al 15% come in Russia dal suo nuovo amico Putin. Sabato è andato a prendersi un mare di voti in quel di Bologna. Bologna la rossa, penseranno in molti. Bologna città libera, penseranno sempre meno. Bologna, il parco giochi dove ti fumi le canne e puoi pisciare per strada, continueranno a pensare in tantissimi. Purtroppo o per fortuna Bologna è stato teatro del più grande successo elettorale della Lega Nord in questi ultimi anni. Salvini, vuole far visita a un campo nomadi come fatto da una sua collega locale qualche giorno fa.

Viste le premesse ma soprattutto considerando che il prossimo 23 Novembre si voterà alle regionali con candidato unico del centro destra proprio proveniente dalla Lega Nord come non mettere in scena una buonissima raccolta di voti? Nel video che ha girato per il web per molti giorni si vede come Matteo Salvini, che non è uno stupido anzi, ferma la sua macchina circa 800 metri prima (se non di più) dal luogo della visita. In realtà, anche qui c’è un grave errore fatto dalla maggioranza della sovrastruttura giornalistica poiché la semplificazione ha portato a una bieca generalizzazione, non stiamo parlando di un campo rom ma di una residenza di sinti. Però, questo è chiaro, il campo rom fa notizia e condivisione nella home page di Repubblica come di Libero e genera visite pure a una serie interminabili di blog della scuola di controinformazione o libertà oggi e altri che con l’adsense di google guadagnano 23€ al mese. 

Nell’apparente quadro da estremista disegnato su Matteo Salvini, paradossalmente guadagnano tutti, lui compreso. In televisione spesso sceglie di collegarsi da piazze o manifestazioni indossando magliette con slogan semplici, estremi e popolari. Qualcosa che fa arrabbiare tutti generando campagna elettorale anti Salvini, che d’altronde non fa che bene alla sua Lega.

Il passaggio che manca dall’analisi di tutta questa indignazione è la vera e proprio provocazione (quasi Craxiana per certi versi) arrivata nel momento in cui sabato scorso si ferma con la macchina e inizia a rilasciare interviste, dopo aver raccolto tutti i giornali locali. Provocazione culturale in una presunta città libera come Bologna? Ad ogni modo i centri sociali si organizzano, preparano la contro mossa e cadono perfettamente nella tela culturale di Matteo Salvini. In pratica, si fanno investire (questa non è una bellissima cosa Matteo) però poi distruggono la sua macchina, spaccano i vetri e per finire pedinano e picchiano, rompendogli qualcosina, un giornalista di una testata locale lontano dalle loro politiche.

Un quadro perfetto, reso ancor più calibrato da tutti i giornalisti che il giorno dopo hanno dovuto far passare per vittima proprio Matteo Salvini. Quello con le politiche un pochino antiche quanto il mio cellulare, quello che in confronto Umberto Bossi pare uno statista, quello che, comunque vada, i telequiz Mediaset hanno portato un sacco di culo alla politica. Ed è così, grazie a un vetro rotto che la famosa casalinga di Voghera (pilastro del nostro paese) si ritrova la domenica pomeriggio, dopo aver ascoltato Renzi eccitato dalle gambe di Barbara D’Urso qualche settimana fa, a solidarizzare con lui. Proprio come se fosse un perfetto moderato acchiappa voti.

Insomma, voi rendetemi estremista poi io quando vado in televisione mi metto la camicia e vi faccio innamorare le mogli che stanno facendo il pane. Perché non importa il messaggio che si sta comunicando, ma la forma. E se questa forma viene attaccata in modo incivile non importa se l’autista scala la prima o seconda marcia della propria macchina, ma il vetro rotto, nient’altro che il vetro rotto. Come quando andrò da mia nonna il giorno del mio compleanno. Figurati se m’importa a 23 anni di invecchiare, a me bastano i 20€ che ho un sacco di cose da dire ai miei amici prima di sabato sera. 

Teo Filippo Cremonini
Nato a Bologna il 30.11.91 quando fuori pioveva. Cresce, gioca a tennis giornate intere, fonda il Collettivo HMCF scrive per DLSO e Crampi Sportivi, si laurea e dorme.
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