Jakob Camardius, professore dell’Università di Lipsia, usava iniziare l’anno accademico ponendo agli studenti che affollavano l’aula adibita alle lezioni di filosofia della scienza questa domanda: «Secondo voi una scoperta scientifica si può definire tale anche prima della sua divulgazione?».
Se applicassimo la stessa domanda alle opere letterarie cambierebbe poco, avremmo comunque due fazioni ben distinte: da una parte quelli che esaltano la forza delle idee e danno valore ontologico all’opera letteraria sin dalla sua creazione, dall’altra coloro che potremmo definire invece realisti intransigenti. Potreste tranquillamente sentire argomentare da un fiero membro di quest’ultima fazione le seguenti parole: «Puoi scrivere anche il capolavoro del secolo, ma se lo lasci chiuso nel cassetto o nel computer dentro la cartella nominata da te “CAPOLAVORI UNIVERSALI” non si può definire sicuramente “Opera Letteraria”». Questi soggetti usano spesso accompagnare le parole messe tra virgolette con il celeberrimo gesto delle “dita piegate”.

Il Wall Street Journal affronta indirettamente la questione nella recensione online di The Biographical Dictionary of Literary Failure, una raccolta di fallimenti letterari pubblicata da Melville House. Non si tratta della solita opera di critica letteraria feticista, se lo fosse stata avremmo letto delle travagliate avventure editoriali del Finnegans Wake di Joyce. Leggerete piuttosto di Stanhope Barnes, autore dell’epico Here Are the Young Men, il cui unico manoscritto fu lasciato accidentalmente sul treno o della povera Sara Zeelen-Levallois, lo stesso Dictionary ammette di non sapere nulla di lei: «No one knows with any certainty where she was born, grew up, studied, or even less what ever happened to her.»
Storie grottesche animate dalla stessa passione che nutriva Borges nella scrittura delle sue celebri Finzioni. Come avrete intuito, anche in questo caso stiamo parlando di storie. Due di queste meritano ancora la nostra attenzione: quella di Pasquale Frunzio, poeta italiano che decise vanitosamente di suicidarsi con accanto Lo Specchio Segreto, dattiloscritto delle sue poesie incenerito in seguito da una fortuita fuga di gas. Ancora più incredibile è il caso di Hans Kafka la cui opera omnia è stata completamente oscurata dal lavoro del suo vicino di casa Franz.
Per chi volesse approfondire la discussione sulla creazione artistica consigliamo l’esile opera di Gilles Deleuze Che cos’è l’atto di creazione?, qualora invece voleste approfondire la biografia di Jakob Camardius sappiate che come gli altri personaggi citati in questa pagina è un personaggio di pura finzione, nel suo caso si tratta di una creazione originale dell’autore di questo articolo.