Luca Di Giovanni | Cinema e teatro
Sul finire dei suoi primi dieci anni, qui compiamo una piccola rivoluzione, abbandonando il nostro formato classico – quello del magazine culturale a cadenza vagamente quotidiana – per presentare ogni mese un solo saggio e un solo racconto. Da queste pagine 24 autori ogni anno proporranno il loro filtro sul reale, manipolando inevitabilmente la personalità di Dude mag: ed è una cosa che ci rende enormemente curiosi.
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Luca Di Giovanni | Cinema e teatro

«Non vi masturbate con le visualizzazioni su YouTube, che è come misurarsi il pisello.»

Luca di Giovanni è un attore.

digiovanni

Arrivare senza intoppi a questa sintetica definizione non è stato affatto semplice, perché di lavori che coinvolgono Luca di Giovanni se ne trovano una quantità consistente, ciascuno dei quali si differenzia dagli altri: cortometraggi, serie web, videoclip, pubblicità, brani rap «se non vuoi essere cieco, ti accorgi che è tutto collegato: si tratta di raccontare storie sul palco». Un attore, ma che non si dà nessun tipo di limite, sia quando viene chiamato come interprete, sia quando lavora sul proprio materiale. È lui stesso, infatti, a precisare di detenere una vena autoriale che emerge quando non è chiamato ad assolvere il ruolo dell’interprete «il formato si adatta alle contingenze a seconda delle urgenze che si hanno di raccontare qualcosa».

Luca di Giovanni non è stato scoperto da nessuno. Fino a 23 anni si limitava a esprimere la propria curiosità artistica, fin quando non ha trovato la possibilità di mettersi in gioco, cogliendola al volo «ho passato i primi anni facendo, senza neanche propormi di diventare famoso o di lavorare nell’ambiente dello spettacolo». Ha scoperto se stesso partendo da un primo periodo nel mondo del rap con Homiez&Money Team.

Il retaggio è la vita di provincia romana, «un ambiente protetto in cui non è stato difficile diventare un punto di riferimento tra la gente della mia età. Sono cresciuto in un “giro” molto off, facendo i reading nelle osterie. Ero uno dei pochi a farlo, per cui c’è stato un ampio interesse che mi ha incoraggiato. Questa lontananza iniziale da ogni rete sociale può considerarsi anche un’arma, nel senso che continua a garantirmi una certa spontaneità».

Inizia tutto «da un giorno all’altro», con un cortometraggio amatoriale (Cirino Ossino) che raccontava una delusione sentimentale, al quale fecero seguito una lunga catena di corti – Regista, Don Bruno, Dies irae fra i tanti. In queste prime opere Luca di Giovanni è attore, regista, sceneggiatore, montatore; ad oggi compare invece soltanto davanti alla telecamera. D’altra parte «il ruolo dell’attore è l’unica cosa a cui non potrei mai rinunciare». Ai corti Luca non potrà mai più rinunciare, e dopo il primo, racconta, è rimasto per sempre attore.

Luca di Giovanni è un rappresentante di quella generazione (attualmente chi ha dai 25 ai 40 anni) a cui è stato rubato completamente il futuro ed è costretta a vivere alla giornata. «La cecità e la rabbia che abbiamo tutti i giorni, una rabbia che si esprime facilmente come disillusione» sono il contenuto e, a un tempo, l’ispirazione dei suoi lavori. Non si sente in prima persona un opinion leader, ma i suoi temi ricorrenti sono inevitabilmente riconoscibili da tutti. «Ho sempre detto quello che pensavo», ma quello che pensa è quello che si pensa in molti. Quello di trasmettere contenuti è un mandato.

La scena in cui lavora non è delle più felici: «a Roma c’è una tendenza a farsi la guerra fra formiche per le briciole», cioè c’è poca rete. «C’è il terrore che qualcuno ci rubi il posto. Per me, il posto mio è mio, non posso rubarne altri e nessuno può rubarlo a me». È in effetti vero che non ci si risparmia, soprattutto su internet, nei giudizi (sentenze) velenosi rispetto a chiunque si impegni nel costruire qualcosa – qualunque cosa in nome della libertà d’opinione. «Libertà d’opinione ar cazzo» (ci consente di scrivere letteralmente così, ndr). Perché internet non è democratico, e perché i commenti volti alla demolizione non arricchiscono il dibattito «non mi piace ciò che non è costruttivo: sono riconoscente verso chiunque provi a fare quello che si sente di fare, e non c’è bisogno che mi colpisca artisticamente. Non devo necessariamente appassionarmi specificamente ad un’opera o ad un artista per averne stima, la capacità di chi si mette in gioco non dipende dai miei gusti. Piuttosto, devo rispetto a chi è come me, e se tutti ci rilassassimo un po’ di più nascerebbero anche molti più featuring, molte più collaborazioni».

Che fa adesso Luca di Giovanni? Molto, come al solito: ha da poco debuttato su Radio2, con il personaggio di Fortunato Capochino (Serena Dandini lo ha voluto nel cast), uno stagista della radio che porta i caffè, sempre alla ricerca di occasioni decisive: la mattina segue un master in tecniche radiofoniche e la notte lavora per pagarsi il master per poi poter lavorare. Fortunato Capochino deve lavorare tantissimo per fare un master alla Bocconi ma un giorno ce la farà!

È uscito online Ammazzati, realizzato con gli Zero – fra Luca e i ragazzi di Zero intercorre un rapporto di stima e continua collaborazione: hanno già condiviso #CoglioneNo, una miniserie per la quale gli Zero hanno espressamente voluto lui – in cui Luca di Giovanni è (l’equivalente del) masterchef di un programma impostato come un programma di cucina dove però fornisce istruzioni per suicidarsi.

Infine, due web series nel cassetto, che aspetta di avere la possibilità (economica e non solo) di realizzare.

I consigli che ci lascia non fanno rimpiangere il Dalai Lama.

«Non vi masturbate con le visualizzazioni su youtube, che è come misurarsi il pisello; non sottovalutate la serietà del mestiere; non studiate nelle scuole, ma studiate sul campo, cioè fate; non vi preoccupate di arrivare e diventare famosi; non fatelo per i soldi né per le donne/gli uomini; poche chiacchiere».

BELLAGENTE è un progetto Dude.

In collaborazione con Officine Fotografiche Roma.

Foto di Marco Rapaccini (Officine Fotografiche Roma).

Giordano Nardecchia
Nato a Roma l’11 Ottobre 1988, ha un inglorioso passato e uno scoraggiante presente da musicista, da giornalista e da blogger. Poco importante che abbia una laurea. È autore del blog a quattro mani Sergio&Peppe; collabora dal 2013 con DUDE MAG e dal 2015 con Melty.
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