Il primo approccio con un distributore automatico l’ho avuto a 16 anni, quando per la prima volta mi trovai costretto a comprare una confezione di preservativi: entrare in una farmacia a richiederli mi sembrava una trasgressione assolutamente inaccettabile. Il mio senso di colpa cattolico mi ha spinto al punto di aspettare per uscire dopo cena con una scusa, e andare al distributore con la farmacia chiusa (con un senso della paranoia sviluppato appare chiaro che comprare al distributore fuori dal negozio aperto è un controsenso inaccettabile).
Un indubbio vantaggio nell’acquistare beni di consumo ai distributori automatici sta nel fatto che eliminano il contatto umano. Vantaggio che diventa ancora più consistente quando non si è perfettamente a proprio agio nell’acquisto di un certo prodotto: avete mai provato la sgradevole sensazione di inadeguatezza di una lunga fila al supermercato per un Mars?
Il vantaggio assume i contorni di un sogno quando il distributore è in grado di eliminare l’intermediazione umana più disagiata e appiccicosa di tutte, quella della persona che deve venderti la droga.
Dopo aver legalizzato la marijuana nel 2012, a Seattle hanno realizzato il sogno più infantile di ogni fattone: il distributore automatico di erba. La macchina, costruita dalla American Green, Inc., si chiama ZaZZZ, è dipinta di verde e usa una tecnologia touch comoda comoda. Ci puoi comprare erba, ma ovviamente anche cartine, accendini e piccole pipe.
C’è bisogno di fornire a ZaZZZ tutti i dati che dimostrano che puoi comprare droga: dopo aver inserito il tuo documento la macchina userà un dispositivo di riconoscimento facciale per vedere se si tratta davvero del tuo ID. E potrai pagare solo in contanti.
Come si scrive su The Atlantic un grammo d’erba alla macchinetta costa quindici dollari e il nome della qualità, prodotta artigianalmente nello stato di Washington, è “Girl scout cookie”.