Fino al 16 febbraio presso S.T. foto libreria galleria va in mostra l’archivio di Erich B. Kusch (1930-2010), per molti anni presidente dell’Associazione della Stampa Estera. Triestino di nascita ma cresciuto in Germania, corrispondente dall’Italia per diverse testate tedesche, Kusch aveva scelto di custodire personalmente i diversi documenti di cui si è servito in più di mezzo secolo di vita professionale.
In queste pagine pubblichiamo una breve selezione dello strepitoso materiale che vi troverete davanti gli occhi all’arrivo in galleria, e qualche pagina del diario che Kusch tenne nel corso della spedizione che lo portò a divenire il primo tedesco al polo sud.


Il corpus fotografico in mostra è incentrato principalmente sul lungo viaggio al Polo Sud compiuto nel 1961 al seguito della spedizione Deep Freeze, nell’ambito del Programma Antartico degli Stati Uniti, uno dei maggiori progetti di ricerca intrapresi prima della conquista dello spazio.
Le immagini, realizzate da fotografi ufficiali della marina statunitense, rappresentano scene di lavoro e di vita quotidiana nella stazione di McMurdo, una base scientifica e logistica tuttora attiva nelle missioni in Antartide.
Nell’archivio di Kusch figurano numerose altre immagini: basi militari in Alaska, esercitazioni aeree, lanci missilistici, l’ultima fase del restauro della statua equestre di Marco Aurelio nel 1986, scorci di Roma, città in cui Kusch si trasferì all’inizio della sua carriera e la nuova rete autostradale italiana degli anni Sessanta.
Oltre alle fotografie, la mostra presenta stralci di corrispondenza, estratti di cartelle-stampa, articoli di giornale, e altre pubblicazioni riconducibili a diversi significativi eventi della nostra storia recente.
Questo ricco repertorio iconografico non viene presentato solamente a parete, ma in una serie di album, a disposizione dei visitatori della mostra.
Erich B. Kusch nacque il 27 settembre 1930 a Trieste da padre tedesco e madre di origine ebraica. Trasferitosi da bambino in Germania, si diplomò a Coblenza nel 1949 e proseguì studiando economia politica all’università di Bonn e storia dell’arte a Firenze. Nell’estate del 1951 compì un viaggio in autostop verso Napoli per incontrare personalmente Benedetto Croce, animato dall’ideale comune di un’Europa rinnovata e unita.
Nel 1955 si trasferì a Roma, città che rimase la sua base operativa per il resto della vita e su cui scriverà due guide turistiche. Intrapresa la carriera giornalistica, iniziò da subito a viaggiare: nel 1956 fu inviato di guerra durante la crisi di Suez, in Egitto, mentre nel 1961 partecipò come inviato alla spedizione americana Deep Freeze nell’Antartico: fu il primo tedesco a raggiungere il Polo Sud. Nel 1959 sposa Christine, dalla quale ebbe cinque figli: Claudia, Felicitas, Clemens, Verena e Imogen.
All’inizio degli anni Sessanta diventò corrispondente dall’Italia per diverse testate tedesche e internazionali, attività che svolse ininterrottamente per cinquant’anni e che dal 1989 lo portò a ricoprire per sei mandati consecutivi il ruolo di Presidente della Stampa Estera in Italia. In tale veste, il 26 novembre del 1993, il giorno dopo la costituzione dei club di Forza Italia, ospitò la conferenza-stampa in cui Silvio Berlusconi anticipava i contenuti della sua prossima “discesa in campo”. Kusch, come diversi suoi colleghi, colse da subito la minaccia che un progetto politico fondato sullo strapotere mediatico poteva rappresentare non solo per l’Italia.
Intrattenne rapporti professionali con il Vaticano lungo diversi pontificati, arrivando a seguire spesso Papa Giovanni Paolo II durante le sue visite pastorali all’estero e a dirigere l’ufficio stampa dell’Agenzia Romana per il Giubileo in vista dell’Anno Santo del 2000.
Per il suo lavoro giornalistico e l’impegno profuso nel dialogo tra Italia e Germania ricevette numerosi riconoscimenti, tra cui il Premio della città di Roma, la Croce al merito della Repubblica Federale di Germania di prima classe e l’onorificenza di Grande Ufficiale della Repubblica Italiana.
Erich B. Kusch morì a Würzburg il 22 febbraio 2010.
Il materiale pubblicato in questa pagina è basato dalla cartella stampa di Da Roma al Polo Sud.